giovedì 9 giugno 2022

DIAFRAMMA E RUNNING

IL MUSCOLO CHIAVE DEL CORRIDORE

di Giorgio Rondinelli (fonte Gazzetta dello Sport)

Quasi sempre sapere i particolari di come funziona il nostro diaframma, sia nella vita di tutti i giorni, ma anche nell'ambito di una prestazione sportiva, passa colpevolmente in secondo piano. Invece si tratta del muscolo involontario fondamentale nelle fasi di inspirazione ed espirazione. Capace di movimentare sangue in circolo in misura molto maggiore dello stesso cuore. Nell'organismo umano il diaframma separa la cassa toracica da quella addominale. Infine ha una forma sottile e flessibile e anche irregolare. Molto più alta a destra dove è posizionato il fegato. Viene anche chiamato il muscolo della "serenità" perché se funziona bene ne trae giovamento tutto l'organismo per la sua capacità di incamerare maggiori quantità di ossigeno. Se però è ben allenato.

IL DIAFRAMMA E LA PRESTAZIONE SPORTIVA—Con queste premesse diventa sin troppo facile capire che avere un diaframma rigido e contratto penalizza non poco la prestazione sportiva di un corridore. Anche perché influisce molto anche sulla postura generale. Ecco allora che una conseguente respirazione poco corretta, oltre a provocare altre disfunzioni, vedi problemi nell'apparato digerente, produce un affaticamento accelerato notevole. Con risultati negativi soprattutto nell'ambito di una prestazione sportiva. Mantenere una perfetta funzionalità del diaframma non è però semplice in quanto non è un muscolo che si può allungare. Allo scopo possono servire pratiche come lo yoga, gli esercizi specifici della respirazione, ma anche l'intervento di un osteopata o di un fisioterapista.

Il "bilanciere" della corsa: tutto sul diaframma toracico

LA RESPIRAZIONE—  Occorre poi distinguere fra respirazione toracica e diaframmatica. Un metodo pratico per sentirne la differenza consiste nel mettersi supini con la mano destra sulla pancia e quella sinistra sul petto. Se vogliamo allenare la respirazione diaframmatica allora dovremmo percepire bene il movimento della mano destra. Mentre dovrebbe essere impercettibile quello della mano sinistra. In caso di respirazione toracica dovrebbe avvenire esattamente il contrario. Esercitandosi in maniera costante si può cosi arrivare a gestire in modo ottimale la respirazione diaframmatica. Grande vantaggio per l'attività sportiva. Soprattutto per combattere gli stati di ansia che spesso penalizzano diversi atleti. Certamente una marcia in più nei momenti di crisi che ci sono quasi sempre. Sia negli allenamenti che nelle gare.

 

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