martedì 26 luglio 2022

GATTI

E DISTURBI INTESTINALI

cura del Dr. Giuseppe Faranda medico veterinario

Sintomi

Contrariamente a quanto si pensi, anche i gatti soffrono frequentemente di disturbi intestinali. Tra i principali sintomi che si possono presentare rientrano: diarrea e feci poco consistenti, costipazione,  flatulenze, presenza di sangue vivo o occulto nelle feci Riconoscere una problematica enterica è fondamentale per intervenire tempestivamente portando il gatto in visita dal medico veterinario. Oltre alla comparsa di sintomi ben riconoscibili (come quelli sopra elencati) il gatto può apparire debole, disidratato, più magro ed avere difficoltà ad alimentarsi correttamente, fino a sviluppare una patologia gastrica correlata a quella intestinale. La comparsa di nausea, vomito e anoressia non è poi così infrequente, trasformando il quadro clinico in una problematica gastro-enterica. Il vero problema si riscontra quando il gatto inizia a non alimentarsi per diversi giorni, provocando squilibri ben più seri collegati al sistema epatobiliare e pancreatico.

Cause

Quali possono essere le cause scatenanti un malessere enterico?

In primis ritroviamo un’errata alimentazione. I gatti sono soggetti prettamente carnivori, abituati a effettuare più pasti durante la giornata. Un alimento non correttamente calibrato alle loro esigenze, non formulato da un medico veterinario o da un’azienda esperta nel settore, può danneggiare il delicato equilibrio intestinale dei nostri felini.

Tra le altre cause all’origine di un disturbo gastro-enterico rientrano: cause batteriche e virali, parassitosi intestinali, patologie di origine infiltrativa, immunitaria o tumorale, intossicazioni, farmaci, assunzione di cibi non adatti alla loro specie, eventi particolarmente stressanti.

Prevenzione

In che modo possiamo prevenire, nel limite del possibile e nella sfera del “controllabile”, l’insorgenza di problematiche intestinali?

Come dicevamo poc’anzi, una corretta alimentazione rimane la base per una buona prevenzione. Effettuare le normali profilassi vaccinali e antiparassitarie, gestire il loro tasso di stress e fare delle periodiche visite dal medico veterinario, sono i consigli che mi sento di fornirvi. Ultimo, ma non per importanza, è la somministrazione di probiotici. I probiotici non sono altro che dei batteri vivi (quelli conosciuti come batteri “buoni” per intenderci) in grado di garantire e tutelare il benessere intestinale. Nell’intestino dei nostri amici a quattro zampe (ma anche nel nostro) coesistono, in un delicato e calcolato equilibrio, diverse popolazioni batteriche: i “buoni” ed i “potenzialmente cattivi”. Il loro ruolo è quello di aiutare la corretta formazione del materiale fecale favorendo l’assunzione di alcune sostanze, e interagire con il sistema immunitario, rafforzandolo e proteggendolo da possibili infezioni. Alcune specie batteriche probiotiche, in particolare i bifidobatteri e i batteri lattici, sono poi in grado di sintetizzare la vitamina K e svariate vitamine del gruppo B. Quando subentrano fenomeni che possono alterare la composizione della popolazione batterica, il delicato meccanismo intestinale viene compromesso ed insorgono problemi enterici.

Il probiotico, sia a titolo preventivo che curativo, aiuta a reintegrare, ricostruire e riequilibrare la flora microbica intestinale.

La somministrazione dei probiotici non avviene solo per risolvere un problema manifesto (diarrea, flatulenze, feci poco consistenti…), ma può essere somministrato in maniera del tutto preventiva in quelle situazioni che possono prevederne l’utilizzo. Cambi alimentari, periodo di profilassi vaccinali, terapie antibiotiche, eventi stressanti, soggetti molto giovani o molto anziani, problematiche endocrine, malattie croniche, gravidanza e allattamento, sono alcune delle situazioni in cui i probiotici possono essere somministrati per aiutare i nostri gatti. Un confronto attivo e periodico col vostro medico veterinario rimane il modo migliore per gestire, in maniera individuale, ognuno dei vostri felini. Voi, nel frattempo, continuate a prendervene cura amorevolmente e osservateli attentamente per riuscire a identificare i primi sintomi di quello che potrebbe essere uno “scomodo” problema.

 

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