venerdì 12 agosto 2022

DIETA ALCALINA

I PRINCIPI DELL'ALIMENTAZIONE NON ACIDA

di Sabrina Commis (fonte Gazzetta dello Sport)

Dove nasce la dieta alcalina? L’idea è degli anni Novanta con Robert Young: l'ideatore sosteneva che un’alimentazione troppo sbilanciata su alimenti acidi come ad esempio zuccheri, cibi raffinati, carni, formaggi e caffè, causerebbe un’acidificazione nel nostro organismo con importanti conseguenze sulla salute. "Aumentare il consumo di alimenti basici come frutta, verdura cruda, semi e legumi, capaci, sempre secondo Young, di lasciare residui alcalini nell’organismo, avrebbe benefici miracolosi e addirittura curativi" spiega Flavia Bernini, biologa, nutrizionista. Oggi, nonostante la scienza abbia ampiamente preso posizione sull’infondatezza di queste affermazioni, le sue teorie e i concetti di alcalinizzazione o deacidificazione dell’organismo suscitano ancora un certo fascino. 

COME SI MISURA L'ACIDITÀ DEGLI ALIMENTI—  L’acidità degli alimenti si misura attraverso il pH. "Un pH pari a 7 indica neutralità. Valori inferiori a 7 classificano un cibo come acido, mentre pH maggiori di 7 lo identificano come basico o alcalino". Si può alcalinizzare l’organismo? Il sangue, ma anche i tessuti, hanno un pH pari a 7,4 ossia, leggermente basico. "Il nostro organismo dispone di una serie di sistemi detti 'tampone' che mantengono stabile questo valore: se solo si discostasse leggermente per più di qualche minuto, moriremmo. Nessun cibo può interferire con questo sistema, né acidificando, né basificando. Tanto più che qualsiasi alimento, anche il più basico, finisce nello stomaco dove il pH dell’acido cloridrico è pari a 2, annullando quindi qualsiasi possibile azione alcalinizzante del cibo". In questa dieta con cibi buoni e cattivi c’è un ulteriore errore di fondo, dato che osservando la classificazione dei cibi in base al pH, fatta dall’FDA, Food and Drug Administration si nota che la maggior parte degli alimenti sono acidi, ossia hanno un pH inferiore a 7. 

I RISCHI DELLA DIETA ALCALINA—  "L’eventuale acidità o basicità di un alimento non ha alcuna reale influenza sul pH del nostro sangue e, di conseguenza, anche selezionando solo alimenti definiti basici non ci espone ad alcun rischio metabolico. Viceversa per il semplice fatto di mangiare più frutta, verdura e legumi e meno carne, zuccheri e cibi confezionati qualcuno potrebbe addirittura registrare un calo di peso e un certo benessere, ma ovviamente nulla che si possa attribuire al pH degli alimenti". Resta il fatto che trattandosi di un regime alimentare sbilanciato, povero di grassi e carboidrati complessi, intraprendere una dieta di questo tipo resta sconsigliato: potrebbe esporci a notevoli carenze nutrizionali.

 

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