mercoledì 28 settembre 2022

MOMENTI DI GLORIA

ANNA, I TALENTI ED IL CUORE
di Gloria Micacchi

Ho sempre viaggiato tantissimo, non per andare in posti chissà quanto lontani ma per raggiungere luoghi ove il mio vivere si stava manifestando ed il mio essere formando. Ho sempre amato guidare per lunghi tragitti, preferibilmente di notte, in silenzio. Oh quanto ho pensato, quanto ho riflettuto, elaborato, sognato, creato nel mondo delle idee... 
Alcune volte ho scelto per compagni di viaggio filosofi, scrittori, pensatori, scienziati, uomini e donne di grande spessore spirituale ed intellettuale che tenevano corsi, seminari o simili e li hanno resi fruibili ad un ascolto ampio attraverso le più moderne reti di diffusione. Per quanto leggere un libro resti per me lʼesperienza più piacevole, ammetto che beneficiare in modo adeguato di tali vantaggi durante questi viaggi ne renda lʼesperienza ricca di piacevoli sfumature e non solo... Da quando è nata mia figlia, lei è divenuta la mia principale compagna di cammino, grande fonte dʼispirazione e di riflessione, più di quanto, per forza di cose (mettere al Mondo un figlio non si esaurisce il giorno del parto) lo sia stato qualcun altro prima di lei. Durante uno degli ultimi viaggi mentre eravamo in macchina lei ha cominciato a tirare fuori dalla sua borsetta tutti gli orpelli magici che si era portata dietro, al che io le ho detto:”Anna, per favore, non incasinare...” e lei mi ha risposto:”Mamma, ma incasinare è uno dei miei talenti!”. Ho riso. Rido tutte le volte in cui le sue risposte mi “bloccano”, cogliendomi alla sprovvista.
Le ho allora chiesto:”Ah si?! E cosa sono i talenti?”. Lei: “I talenti sono qualcosa in cui tu sei particolarmente bravo”. Di nuovo io: “Da dove nascono questi talenti?”. E lei, con il suo sguardo pieno di luce e della saggezza tipica dei bambini che ribattono pazientemente allʼadulto con lʼaria di chi lo fa per gentilezza convinto che lʼaltro già sappia la risposta: “Mamma! I talenti nascono dal cuore! Da dove vuoi che nascano?”.
E così eccoci qui a meditare con leggerezza ed il dovuto riguardo, su questa nuova tematica.
Una parabola di Gesù (Vangelo Matteo 25) parla del Regno dei Cieli paragonandolo a un uomo che partendo per un viaggio chiama i suoi servi e gli affida loro i suoi beni. Ad uno di loro lascerà cinque talenti ad un altro due e ad un altro uno. A ciascuno secondo la sua capacità*. Ora, quando il signore tornò chiamò i servi e fece i conti con loro. Il primo a cui erano stati dati cinque talenti, trafficando con essi ne aveva guadagnati altri cinque, il secondo aveva fatto altrettanto guadagnando anchʼegli altri due talenti, il terzo invece, che per paura aveva nascosto il denaro sotto terra, aveva solo quel denaro da ridare al signore. Il signore ricompensò i primi due servi buoni e fedeli facendoli entrare a far parte della sua stessa gioia mentre scacciò nelle tenebre il terzo servo rimproverandolo di non aver affidato il denaro ai banchieri e togliendogli anche quellʼunico talento (dato al primo servo che già ne aveva 10).
Il versetto 29 dice: “Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nellʼabbondanza, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”.
La parabola è un gesto iniziatico e come tale il linguaggio utilizzato è metaforico dunque chiaro per chi è in grado di comprendere. La verità, pur essendo sotto gli occhi di tutti, resta celata per chi non ha occhi per vedere e/o cuore per percepire...
Il signore è il vero Sé, si tratta di quellʼUno a cui tutti apparteniamo e da cui tutti veniamo.
I servi siamo noi esseri umani in cui il divino si esprime. E siamo al servizio del divino perché serviamo appunto per lʼevoluzione comune attraverso il raggiungimento della nostra evoluzione individuale.
I talenti sono qualcosa che risiede in noi, di cui noi siamo dotati e che non abbiamo tutti nella stessa quantità e nella stessa forma perché ognuno di noi ha una sua storia ed un suo percorso*...
I banchieri sono delle facoltà della nostra consapevolezza in grado dʼindividuare i talenti e farli fruttare. Più la consapevolezza è alta più ci permette di monitorare il nostro essere nel qui e ora, di vibrare a delle frequenze più elevate e di concedere allʼamore del Creato di entrare in noi e far sì che quellʼamore, corrisposto dal nostro originato dalla stessa fonte, si trasformi attraverso i nostri talenti in qualcosa di fruibile per il prossimo... Ecco, i talenti sono le parti più belle della nostra Anima che riusciamo a portare al di fuori di noi mettendole a disposizione del prossimo. Essendo semi del Divino, impiantati da Lui Stesso per Se Stesso, non possono far altro che aiutare sia noi che tutti coloro che entrano in contatto con ciò che noi abbiamo creato, a progredire. Che si tratti di arte, dalla musica alla pittura, al ballo, al canto. Che si tratti di cultura, dallo scrivere un libro, delle poesie a girare documentari... Che si tratti di scienza, di filosofia, di sapersi prendere cura di se stessi e del prossimo,di saper ascoltare, di saper parlare, quali che siano questi talenti sono parte fondamentale della nostra evoluzione verso la Luce... Facile intuire come per accedervi si debba essere totalmente liberi, completamente ripuliti da condizionamenti esterni o interni, culturali o legati allʼeducazione e alla storia... I talenti si manifestano quando noi finalmente decidiamo di divenire chi sentiamo di essere al di là di ogni forma di giudizio e paura auto ed etero diretti. Questa è la strada da percorrere, questo è il momento per farlo. Dissotteriamo i nostri talenti, rendiamo visibile lʼinvisibile... È un peccato contro lo Spirito non farlo. Tra i più gravi...
Concludo invitandovi caldamente a visionare i video di Federico Cimaroli, di seguito riportati:
https://youtu.be/Jiww- cDFTU4
https://youtu.be/ lsI2hdqMkYE
https://youtu.be/
mCdwec6YpsU
  e vi lascio al vostro procedere citando Osho: “Spiritualità è creare se stessi. È aiutare Dio a creare. Se vuoi conoscere il creatore, devi diventare il creatore tu stesso, nel tuo piccolo e a modo tuo.”

 

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