lunedì 24 ottobre 2022

LA POSTEGGIA

CLAUDIO E DIANA GLI ULTIMI AMBASCIATORI NEL MONDO DELLA SERENATA NAPOLETANA

Claudio e Diana, fidanzati da 39 anni, ne festeggiano 35 come musicisti professionisti. Per la precisione sono posteggiatori, ovvero coloro che, come dice il nome, si fermano in un posto e dedicano brani musicali a una persona. Così tengono ancora in vita la tradizione delle serenate, magari sotto al balcone dell'amata o in riva al mare, romantiche e bizzarre ma sempre emozionanti.

Cosa è la posteggia - Il termine "posteggia" veniva dal vocabolo dialettale "O puòsto", che è il luogo occupato da chi svolge un'attività che è rivolta al pubblico. Per posteggia si intendeva un modo particolare di fare musica, stando appunto "appustiati" (fermi in un posto) per esempio sotto il balcone di una donna per dedicarle una serenata o girando per i tavoli di una taverna o di un caffè per allietare i clienti. La posteggia era di solito suonata da gruppetti di quattro o cinque persone. Oggi la posteggia non è altro che una reinterpretazione del vecchio significato ma viene di solito inscenata da uno o due musicisti e non più da gruppi.

Claudio e Diana - Portano avanti un repertorio antico e ricco di tradizione che eseguono rigorosamente in acustico e in maniera itinerante. 

Diana ha studiato pianoforte dall'età di sei anni e Claudio suonava all'oratorio. Si sono conosciuti grazie a un'amica, non è stata la musica a farli incontrare. Solo dopo hanno scoperto questa passione in comune. "Lui è stato il mio unico fidanzato, non ho mai avuto un altro uomo", dice orgogliosamente la musicista. "Episodio determinante è stato quando suonammo per i settantanove anni di Roberto Murolo, celebre cantautore e chitarrista napoletano, e lui ci disse "ragazzi voi siete ambasciatori della posteggia napoletana nel mondo". Da quella sera abbiamo iniziato a prendere in considerazione di dedicarci interamente a questo repertorio", racconta Diana.

La posteggia moderna - "Una delle ultime serenate che abbiamo fatto è stata sulle scale del duomo di Amalfi per Vincenzo Abbagnale che si sposava il giorno dopo, abbiamo fatto una sorpresa alla futura moglie. Lavoriamo molto anche all'estero, recentemente abbiamo fatto una posteggia spettacolare per due ragazzi tedeschi. Lei era in vacanza in Italia con le amiche, a Castellabate, e credeva che il compagno fosse in Germania. Invece mentre camminava per strada noi l'abbiamo seguita cantando, dopodiché, nella piazza gremita di gente, proprio in quella dove hanno girato Benvenuti al Sud, è comparso il fidanzato che si è inginocchiato con l'anello", aggiunge la donna. "É stato davvero emozionante, non ti abitui mai a certe cose".

I temi sociali - Tante le collaborazioni con artisti prestigiosi del calibro di Tony Esposito, Joe Amoruso, storico pianista di Pino Daniele, e Rino Zurzolo. I due, inoltre, si sono spesso occupati di temi sociali registrando video che hanno l'obiettivo di trasmettere valori importanti. Uno di questi, ad esempio, ha oggetto la pace ed è stato girato da Duccio Forzano.

"Sì ma il lavoro vero?" - Questa è la domanda che la coppia si sente continuamente rivolgere e che ha rappresentato lo spunto per la nascita dell'omonimo libro, uscito a maggio. "Molte volte è considerato un passatempo, nella migliore delle ipotesi una seconda attività e invece noi abbiamo scelto di vivere di musica", afferma Diana. Nel racconto i due ripercorrono con semplicità i tratti più importanti della loro vita, il loro incontro e la determinazione nell'intraprendere questo percorso senza cedere alle lusinghe del posto fisso. "È la storia di chi si è svegliato per realizzare il suo sogno" dice Diana. "Noi ci siamo riusciti semplicemente con le nostre forze, diffondendo la nostra storia e facendoci sentire. Per questo vogliamo condividere la strada che ci ha portato a il nostro obiettivo e i traguardi, impensabili quando abbiamo iniziato". I novelli "posteggiatori" hanno anche ricevuto il premio Internazionale d'Eccellenza, ritirato pochi giorni fa alla Camera dei deputati a Roma, una grande soddisfazione da inserire in quel cassetto di sogni che, come ricorda Diana, non è mai vuoto.


 

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