lunedì 7 novembre 2022

NUTRIZIONE, PREVENZIONE E RECUPERO DAGLI INFORTUNI

LA PAROLA ALL'ESPERTO

di Michele Antonelli (fonte Gazzetta dello Sport)

Cause diverse, circostanze particolari, tempi di recupero più o meno lunghi. Nel corso della carriera, prima o poi, con l’infortunio lo sportivo deve fare i conti. Abbiamo affrontato il tema con il dottor Roberto Scrigna, biologo nutrizionista specializzato in sport da combattimento, andando ad approfondire il rapporto con l’alimentazione e i suoi riflessi su prevenzione e recupero.

Come incide la nutrizione durante un infortunio?

"La nutrizione è un fattore fondamentale durante il recupero e nella fase di prevenzione, quindi anche nella gestione di infiammazioni articolari. Una corretta alimentazione riduce le possibilità che un atleta non riesca a riprendersi in maniera ottimale da un infortunio. Inoltre, il come e il quanto una persona mangia risultano importanti per mantenere al meglio la massa muscolare, permettendo di rimettersi in gioco al più presto. Questo soprattutto se l’infortunio in questione ha richiesto un importante intervento chirurgico, con conseguenti rischi di effetti collaterali, come immobilizzazione o atrofia e relativo stress".

Ci sono cibi da preferire?

"Non ci sono alimenti magici. La prima cosa da fare è valutare le modifiche determinate dallo stop forzato sul bilancio calorico. Con un grave infortunio all’anca e relativa operazione, possono per esempio subentrare fasi acute, con aumentate richieste energetiche da attenuare per via della minore mobilità della persona. Da un lato il dispendio calorico si riduce per via dell'immobilizzazione, dall'altro l'operazione chirurgica o infortuni significativi comportano un aumento del dispendio energetico per via dello stress factor, un incremento delle attività metaboliche per la riparazione della ferita".

E questo cosa comporta?

"Il dover ricalcolare il bilancio calorico per fornire un supporto adeguato a quella fase, per evitare allo stesso tempo che l’atleta possa ingrassare o che rallenti il processo di riparazione e recupero. Di solito, si setta un apporto proteico elevato, anche tra i 2 e i 3 grammi di proteine per chilogrammo di peso, da distribuire bene nella giornata. Soprattutto durante il lavoro di riabilitazione e prima di andare a dormire, nei momenti migliori per la sintesi proteica".

Come vanno dosati i carboidrati?

"Serve sempre il giusto intake energetico attraverso i carboidrati, ma non è facile perché spesso durante lo stop non ci si muove. Discorso simile per i grassi. Qui sono da preferire i polinsaturi come l’omega 3 per tenere a bada l’infiammazione, soprattutto nella fase acuta dell’infortunio. E poi c’è da considerare l’incidenza dello stress factor, variabile".

Ci sono differenze tra le diverse fasi di un infortunio?

"Possiamo distinguerne tre. La prima è quella infiammatoria, in cui l’alimentazione deve mirare ad attenuare il più possibile l’infiammazione. Nelle prime 24-48 ore, il metabolismo diventa basale. Nelle prime 24 ore, in particolare, il metabolismo si riduce per via di un effetto di protezione e risparmio energetico, in seguito aumenta a causa dell'iperattività del sistema immunitario e dei processi di riparazione. La seconda fase è detta proliferativa e prevede invece proliferazione cellulare e rimodellamento, con aumento sostanziale del metabolismo basale in virtù delle richieste energetiche. La nutrizione deve seguire questo aumento. C’è infine la fase riabilitativa, nella quale il tessuto fibroso della cicatrice viene sostituito da un nuovo tessuto specializzato. Coincide con il ritorno dell’individuo all'allenamento e con il relativo aumento delle richieste energetiche, che comporta un riadeguamento della nutrizione".

Cosa fare durante un infortunio per continuare a mantenere la forma?

Qual è la chiave per un pronto recupero?

"Avere un consumo calorico adeguato, anche in rapporto allo stress avuto. È necessaria soprattutto una corretta gestione dell’infiammazione iniziale. In questo senso, gli alimenti migliori sono quelli più nutrienti. Se la persona ha molta fame, servono cibi a bassa densità calorica come frutta e verdura, per saziare. Se la persona sta prendendo farmaci e c’è poco appetito, il discorso è opposto. L’alimentazione deve essere ad alta densità calorica, serve più energia".

Ci sono suggerimenti a livello di integrazione?

"Nella fase acuta, è consigliabile un cocktail di integratori antinfiammatori, dall’omega 3 all’acido acetilsalicilico, senza dimenticare prodotti come il the verde. Per il mantenimento muscolare, è importante assumere creatina monoidroato, con le proteine in polvere che possono rivelarsi un buon aiuto per raggiungere la quota proteica giornaliera".

E per la prevenzione?

"La glucosammina, la condroitina e il metilsulfonilmetano sono utili a ridurre i marker di degradazione di collagene nelle cartilagini. Non è sbagliato, in ogni caso, assumere integratori a base di collagene e vitamina C".

 

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