lunedì 21 agosto 2023

DONNE ED UOMINI: CHI REAGISCE MEGLIO ALLO STRESS?

LA PAROLA ALL'ESPERTO

di Eugenio Spagnuolo (fonte Gazzetta dello Sport)

Uomini e donne reagiscono allo stress nello stesso modo o esistono differenze legate al genere? Per rispondere a questa domanda, uno studio pubblicato su Nature ha analizzato le risposte di circa 3000 persone, intervistate in pieno 2020 su temi di salute mentale. Quale occasione migliore: dal punto di vista della ricerca, la pandemia da Covid-19 ha rappresentato una grande opportunità per condurre questo tipo di indagine su larga scala, poiché l'emergenza sanitaria ha generato livelli di stress molto elevati nella popolazione. 

UOMINI, DONNE E STRESS: LO STUDIO—Un gruppo di psicologi dell'Università di Würzburg (Germania) si è così messo a studiare come e in che misura le diverse esperienze vissute durante la pandemia, dai lockdown all'insicurezza del lavoro, hanno influenzato la salute mentale e la qualità della vita di donne e uomini. In particolare, gli scienziati erano interessati alla relazione tra le preoccupazioni per il posto di lavoro e se la  qualità complessiva della vita in quei giorni fosse influenzata dal supporto di amici e se ci fossero differenze tra uomini e donne. I risultati? Abbastanza chiari. "Abbiamo scoperto che negli uomini l'ansia aumenta insieme alla preoccupazione per il lavoro, un effetto che non si manifesta alo stesso modo nelle donne", spiega la psicologa Grit Hein dell'Università di Würzburg. "Mentre abbiamo potuto registrare un aumento dei livelli di ansia nelle donne parallelamente a un aumento delle loro preoccupazioni per le condizioni della famiglia e gli amici". Inoltre, lo studio ha mostrato che le donne in momenti di stress apprezzano il sostegno di amici e familiari, sperimentando una migliore qualità della vita. Negli uomini, questo fenomeno invece sembrerebbe non manifestarsi.

COME È STATO CONDOTTO LO STUDIO SULLO STRESS DI UOMINI E DONNE—  Il team ha ottenuto le informazioni da un ampio gruppo di partecipanti, selezionati a caso dalla popolazione generale di Würzburg e già usato in passato per la ricerca sulle malattie cardiovascolari. Nei giorni del Covid-19, il programma si è espanso in modo da poter studiare anche l'impatto psicosociale della pandemia. Al sondaggio hanno partecipato in totale 2.890 persone (1.520 donne e 1.370 uomini), che tra giugno e ottobre 2020, hanno dovuto compilare un questionario sulla salute mentale. La loro età variava da 34 a 85 anni.  Tra le altre cose, i volontari hanno anche dovuto rispondere quanto si sentivano supportati dal loro ambiente sociale, da colleghi e superiori, e se avevano qualcuno con cui parlare dei loro problemi. Gli è stato poi chiesto quanto avesse gravato il divieto di contatto con genitori e pareti anziani e quanto stress provassero al lavoro o a scuola, oltre alle preoccupazioni economiche. Per valutare i dati, Hein e il suo team hanno utilizzato un metodo speciale, chiamato analisi di rete, che ha permesso loro di identificare anche le relazioni tra sintomi di diversi disturbi mentali.

UOMINI E DONNE: CHI SOPPORTA MEGLIO LO STRESS?—  La risposta alla domanda su chi, tra uomini e donne mostra maggiore resilienza, è complessa. "L'osservazione che gli uomini si associano di più al lavoro e le donne di più alla famiglia e agli amici ci porta alle norme e ai ruoli di genere tradizionali", spiega Hein. Ma tant'è: la ricerca dice che gli uomini tendono a sentirsi più colpiti dalla precarietà del lavoro, le donne, d'altra parte, sperimentano più stress quando avvertono che la loro famiglia vive un disagio. È anche plausibile che le donne affrontino meglio la situazione psicologica quando ricevono sostegno da amici e familiari. "Ciò è in linea con il ruolo tradizionale delle donne in famiglia, che include una maggiore tendenza a mantenere stretti contatti sociali e cercare sostegno sociale per ridurre lo stress e aumentare il benessere", aggiunge la scienziata.

CONCLUSIONI —Sebbene i risultati siano frutto di una ricerca su un ampio campione di individui, gli studiosi ammettono alcuni limiti. "Poiché la pandemia di Covid-19 ha presentato un contesto molto specifico, resta da chiarire se quanto abbiamo scoperto è trasferibile anche ad altre situazioni". Ma un fatto sarebbe indiscutibile. "I  risultati dello studio sottolineano in ogni caso la necessità di considerare anche gli aspetti sociali, e non solo quelli personali, negli interventi terapeutici per migliorare la salute mentale di donne e uomini".

 

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