martedì 6 gennaio 2026

ESAME DI MATURITA' 2026

ECCO QUANDO USCIRANNO LE MATERIE

(fonte Libero)

Per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori sta per arrivare una delle notizie più attese: l’annuncio ufficiale delle materie della seconda prova della Maturità 2026. Al momento l’unica data fissata è quella della prova stessa, prevista per il 19 giugno, ma c’è una novità che riguarda le tempistiche. Con la nuova riforma dell’esame, il ministero dell’Istruzione e del Merito deve ora comunicare le discipline entro una scadenza precisa. Ebbene, quando escono le materie della seconda prova e dell’orale?

Maturità 2026, quando escono le materie di seconda prova e orale

L’esame di Maturità 2026 sarà il primo a svolgersi secondo la nuova riforma (decreto-legge 127/2025). Una delle novità più rilevanti riguarda proprio le tempistiche per la pubblicazione delle materie della seconda prova, quella dedicata alle discipline specifiche di ogni indirizzo di studio.

“Con decreto del ministro dell’Istruzione e del Merito – si legge nella normativa – sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, nell’ambito delle materie caratterizzanti i percorsi di studio, l’eventuale disciplina oggetto di una terza prova scritta per specifici indirizzi di studio, le quattro discipline oggetto di colloquio, nonché le modalità organizzative relative allo svolgimento del colloquio medesimo. Per gli istituti professionali continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni vigenti”.

La riforma stabilisce che entro il 31 gennaio di ogni anno il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) deve emanare un decreto per comunicare:

le materie della seconda prova scritta;

le materie della terza prova per i percorsi scolastici in cui è prevista;

le quattro discipline oggetto dell’orale;

le modalità organizzative del colloquio.

Questo significa che per la Maturità 2026 gli studenti conosceranno entro fine gennaio le discipline del secondo scritto, così come le quattro materie che guideranno l’orale. Da quest’anno, infatti, il colloquio non verterà più su tutte le discipline studiate nell’ultimo anno, ma solo su quattro individuate dal ministero.

La seconda prova rimane diversa per ogni indirizzo: latino o greco al classico, matematica o fisica allo scientifico, e così via. La scelta finale, però, spetta al MIM e viene resa nota con un decreto pubblicato entro il 31 gennaio.

Come sarà l’esame di Maturità 2026

La Maturità 2026 segna il debutto ufficiale del nuovo impianto d’esame previsto dalla riforma. Le prove scritte restano due:

prima prova di italiano identica per tutti gli indirizzi, con tracce che verificano capacità di analisi, argomentazione e produzione scritta;

seconda prova su una materia specifica per ogni percorso di studi, scelta dal ministero entro gennaio.

L’orale, che verifica conoscenze disciplinari, capacità di collegamento, autonomia di pensiero e maturità personale dello studente, subisce un profondo cambiamento. Il colloquio:

diventa obbligatorio, e chi non lo sostiene viene automaticamente bocciato, anche con buoni risultati negli scritti;

non si basa più su tutte le materie ma solo su quattro, selezionate annualmente dal ministero e comunicate insieme alle discipline della seconda prova;

non parte più da un materiale iniziale fornito dalla commissione.

Gli studenti che vengono ammessi all’esame con 6 in condotta devono, durante il colloquio, presentare un elaborato critico in tema di cittadinanza attiva e solidale.

Con la riforma, la commissione d’esame non è più costituita da sette membri, ma da cinque:

un presidente esterno;

due commissari esterni;

due commissari interni.

Inoltre, la nuova normativa prevede che tutti i commissari devono seguire una formazione specifica.

Il punteggio finale dell’esame resta in centesimi, con un massimo di 60 punti dalle prove (20 per ciascuna) e 40 dal credito scolastico. Una novità importante riguarda il punteggio bonus: la commissione potrà assegnare fino a tre punti extra agli studenti meritevoli che abbiano raggiungono almeno 90/100 complessivi tra prove e credito scolastico (prima il bonus poteva scattare con almeno 97/100).

 

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