lunedì 7 settembre 2020

LO SPORT.....

COME STILE DI VITA

Il termine inglese «sport» indica, nell’uso comune, un’attività in cui si esercitano e si mettono alla prova le proprie capacità fisiche; in realtà il termine fa riferimento anche alla nozione di "gara", che si ingaggia con altre persone, e per il puro divertimento. La pratica sportiva viene definita "agonistica" quando punta, più
precisamente, ad una competizione vera e propria; tuttavia l’origine del termine esclude una competizione di natura diversa da quella messa in atto per puro svago: l’«agòne» indicava infatti l’adunanza pubblica in occasione dei
giochi sportivi.
Anche l’origine del termine «sport» rimanda al puro concetto di
"divertimento", "svago". Naturalmente, questo tipo di "svago" era considerato
del tutto funzionale alla cura del corpo e, con esso, dello spirito: i giochi e
le gare facevano parte – e ancora oggi così vanno considerati – uno strumento
fondamentale per garantire l’equilibrio di mente e corpo, a sua volta
fondamentale per l’edificazione del perfetto cittadino.
  Non è un caso, poi, che le gare – olimpioniche e no – siano sempre state
considerate il migliore modo di rendere una società coesa ed efficiente: nella
"gara", nel suo senso più ampio e positivo, si celano gli aspetti più
importanti di una società, ovvero la sublimazione dei conflitti tra le nazioni
come tra le persone (come insegnano anche i grandi studiosi della società e
della psicologia) e la coesione delle classi sociali.
A partire proprio dal contesto in cui la parola nacque, è importante oggi
accostare – e mai tenere distanti – il concetto di "sport" e il concetto di
"benessere", sia fisico che mentale.
Se un tempo quello che chiamiamo sport era considerato ben più che uno svago,
quindi, ma anche un preciso stile di vita che garantisse il giusto equilibrio
tra il singolo individuo e la società in cui esso vive, è bene ricordare ancora
oggi quanto lo sport, inteso in questo senso, possa essere d’aiuto per vivere
in armonia con sé stessi e con gli altri.
  Il "benessere", prima di indicare il vigore e la perfetta salute di un corpo,
sta a indicare un certo grado di armonia tra il proprio corpo e quello degli
altri – questo il senso, non solo simbolico, della "gara" con altri atleti.
Per ottenere questo, però, bisogna necessariamente raggiungere un equilibrio
interno, consentito dalla preparazione atletica, anche elementare, quotidiana e
non intesa in senso appunto "agonistico". Lo stile di vita "sportivo" è una
pratica salutare che asseconda il sistema di funzionamento del nostro corpo: l’
attività fisica può essere rigenerante se praticata di tanto in tanto, ma per
garantire un adeguamento dell’intero corpo alle condizioni migliori di salute è
necessario ricorrere all’abitudine sportiva. L’abitudine consente, in generale, di rendere le parti del nostro corpo costantemente attive rispetto alle sollecitazioni esterne: per esempio, una
costante pratica al pianoforte consente alle nostre dita di muoversi più
agevolmente sui tasti, in proporzione all’esercizio che si effettua. Così anche
per lo sport: una costante pratica fisica, quale l’allenamento, aumenta la
reattività del nostro corpo ai nuovi sforzi e garantisce una sempre maggiore
facilità degli esercizi. La costanza nello sport consente quindi di raggiungere un grado di vigore
fisico che nel tempo è sempre più facile mantenere; per questo motivo è
consigliabile abituarsi allo sport piuttosto che ricorrervi in particolari
momenti della vita. Una cosa è rigenerare il proprio corpo, altra cosa è
mantenerlo attivo e in salute. La salute, come si dice, va curata nel tempo –
con le buone abitudini.
La protezione del sistema cardio-vascolare, il controllo del peso corporeo, il
rinforzo delle articolazioni e il controllo ormonale sono solo alcuni degli
esempi che fanno dello sport il miglior modo per mantenersi in salute e persino
per prevenire malattie. La figura dell’atleta è, d’altro canto, il più valido esempio di come una
vita regolata e una costante abitudine all’esercizio e all’allenamento possano
costituire il miglior modo di mantenersi in salute. Inoltre nella figura dell’
atleta si intravede l’immagine dell’uomo che aspira a conoscere i propri limiti
e le proprie ansie, per superarli o controllarli, e che ben conosce le regole
della società in cui vive. L’atleta rispetta appieno, insomma, l’emblematica figura dell’uomo quale
membro disciplinato di una società coesa e ben regolata. Il nesso tra sport e salute diviene ancor più manifesto di fronte all’ampia gamma di esercizi ginnici che è possibile praticare per ottenere precisi
benefici a livello corporeo, indicati dalle scienze motorie e in generale dalla
medicina.
Lo sport è un’attività fisica che, perché abbia largo effetto, va praticata
costantemente: dev’essere, in poche parole, una buona abitudine che accompagni
l’intero arco dell’esistenza, dall’infanzia alla terza età. Durante il periodo
infantile, a prendersi cura della salute corporea del bambino è di certo il
genitore – e a tal proposito esistono diversi esercizi motori che l’adulto fa
compiere al bambino al fine di sviluppare certi muscoli e sciogliere le
articolazioni.
Tali esercizi sono tanto fondamentali per la crescita e lo sviluppo del nostro
corpo, quanto quelli che l’adolescente può svolgere autonomamente: non è un
caso che la scuola dell’obbligo preveda, tra le discipline insegnate, anche l’
educazione fisica....(nonostante siamo tra i paesi che in europa meno sfruttano
questi insegnamenti.. e meno sono di conseguenza le ore che d'obbligo si
praticano nelle ore curriculari). Se per l’infante l’attività fisica
rappresenta anche una privilegiata forma di contatto col mondo esterno, con gli
altri corpi (in particolare quelli del genitore), per l’adolescente l’attività
fisica diviene uno dei momenti più sociologicamente rilevanti per entrare in
contatto con l’altro; è insomma il momento del confronto sociale: le gare tra
giovani atleti, ad esempio, preparano questi adolescenti alla vita adulta in
società (in cui le gare, tutt’altro che metaforiche, non mancheranno).
L’adolescenza, quella fase della vita che ha inizio con l’uscita dal periodo
dell’infanzia (quello in cui l’individuo non ha ancora sviluppato vere e
proprie capacità linguistiche) e che ha termine con la formazione dell’adulto,
si impernia proprio sullo sviluppo – l’adolescente è per definizione colui che
matura, che si forma. E la formazione, perché sia completa, deve innanzitutto
riguardare il corpo: la ginnastica è per l’adolescente come il volo per ogni
volatile – è cioè un richiamo naturale a portare a compimento la propria
maturità corporea. Per l’adolescente, lo sport è anche il momento ludico per eccellenza: tale è
l’importanza che riveste il gioco nel periodo dello sviluppo, che il connubio
di gioco e attività fisica fa di quest’ultima il propulsore principale per una
sana e corretta crescita.
Numerosi studi hanno provato che la sedentarietà e la scelta di attività
ludiche “passive” (si pensi, ad esempio, ai giochi elettronici solo
relativamente “interattivi”) sortiscono effetti gravemente negativi in questa
fase della vita, soprattutto per ciò che concerne la capacità di concentrazione
e in generale la salute dell’adolescente.
Fondamentale è invece stimolare, con il gioco e con l’attività motoria, la
reattività, sia fisica che mentale, del giovane; importante, poi, stimolarne la
capacità di entrare in una sana competizione con altri compagni per mezzo, ad
esempio, di sport di squadra (come il calcio o la pallavolo); oppure ancora
stimolare la capacità di concentrazione e determinazione per mezzo di sport
individuali (come il nuoto o l’atletica leggera).
Nel mondo adulto lo sport rappresenta ancora un importante momento di
aggregazione sociale, non solamente organizzando un’attività sportiva in gruppo
tanto in palestra quanto all’aria aperta, ma anche trasformando l’attività
motoria in un’occasione lavorativa (in qualità di atleta o di sportivo, fino ad
una certa età anche a livello agonistico, o in qualità di allenatore).
 Per lo più, però, è possibile mantenersi in forma al di là del proprio
impiego e proprio allo scopo, molto spesso, di allentare lo stress causato dal
lavoro e garantirsi un buono stato di salute. La vita sedentaria (sia in
ufficio che in altri ambienti e occasioni pubblici e privati) può essere causa
di sovrappeso, lentezza del metabolismo e disturbi anche più gravi.
 È bene infatti mantenere una certa costanza nello sport soprattutto per chi
conduce una vita piuttosto stressante e carica di impegni. L’attività fisica in
età adulta consente dunque di mantenere un metabolismo attivo, una regolare
circolazione cardio-vascolare, la scioltezza delle articolazioni e una
rilassatezza a livello mentale, intensificando spesso anche la concentrazione
durante il resto della giornata.
Molti riescono a mantenere costante l’allenamento anche durante la cosiddetta
terza età. Oltrepassati i sessant’anni, i problemi di salute si fanno spesso
più incalzanti ed è bene prevenire malattie e disfunzioni, legate a questo
periodo della vita, proprio ricorrendo ad una equilibrata ma costante attività
fisica, anche solo limitandosi alla corsa all’aria aperta o a brevi ma
frequenti maratone – al volte può bastare semplicemente non trascurare delle
salutari passeggiate all’aria aperta, magari in compagnia.Conforta il fatto che aumenta sempre più il numero di soggetti di età avanzata che riescano a mantenere relativamente alto il loro impegno nell’
attività motoria, raggiungendo livelli superiori alla media e ottimi risultati
nell’ambito della cura del proprio corpo e del generale stato di salute.

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