lunedì 14 dicembre 2020

MOTO GUZZI V7 2021

CAMBIANO MOTORI ED ESTETICA

di Fabio Cormio

Nel 2007 al cospetto del primo remake della V7 (la cosiddetta V7 I), una consistente fetta di appassionati commentò: "Bella, ma la V7 originale era una sportiva: questa ha solo 48 cavalli. La farete anche più potente?". Ecco, diciamo che a Mandello (e a Pontedera) di tempo per rispondere se ne sono preso parecchio, ed è comprensibile perché le V7 del nuovo corso (incluse quindi le successive V7 II e V7 III) hanno incontrato un generale gradimento, anche da parte del pubblico giovane, nel contesto di un mercato moto che ha cambiato i propri connotati e che ha premiato i modelli retrò, facili da guidare e non troppo costosi.

L’ATTESA—   Era però già chiaro da un paio d'anni, cioè da quando la V85TT (anch'essa molto ben riuscita e non a caso baciata dalla fortuna commerciale) che il nuovo motore 850 cc - che alza decisamente l'asticella rispetto all'attuale 744 cc, per consuetudine detto "il serie piccola" - avrebbe equipaggiato anche un modello prettamente stradale. Nell’anno che dal punto di vista motociclistico è orfano di Eicma, Moto Guzzi sceglie il web, ossia il sito motoguzzi.com, per svelare la sua nuova V7. Vista la profonda opera di rinnovamento, scompare dal nome il numero romano; dunque non si parlerà di "V7 IV", ma solo di V7. 

NUOVE DIMENSIONI—   Ma veniamo alla sostanza: la potenza massima del bicilindrico a V trasversale - che resta raffreddato ad aria - cresce del 25%, ossia di 13 Cv, passando così da 52 a 65 Cv (a 6800 giri). Ben 13 sono anche i Nm in più: si passa infatti da 60 a 73, con più dell’80% della coppia disponibile già a 3.000 giri. L'aumento della cubatura porta con sé anche una maggiore "maturità", intesa come completezza nelle dotazioni e da un superiore impatto estetico della meccanica: per esempio, gli scarichi sono più grossi e cambiano layout, la trasmissione a giunto cardanico è maggiorata, la coppia di ammortizzatori Kayaba è più robusta (e ha maggiore escursione) e la gomma posteriore passa a 150/70 (era 130/80). Nuovi anche i fianchetti, molto azzeccati nel design, mentre si accorcia il parafango posteriore. Insomma, la V7 "ottoemmezzo" sembra quasi più convinta dei propri mezzi e mette in mostra muscoli finalmente tonici e prestanti.

Tante altre novità interessano in parte tutti i componenti della moto: il telaio per esempio è rinforzato nella zona del cannotto di sterzo, la sella a doppia altezza dovrebbe garantire maggior comfort nei viaggi in coppia.

Per ora le versioni sono due: la Stone (che tradizionalmente è anche quella più economica e più venduta), guadagna l'impianto d'illuminazione full led, la strumentazione in un unico quadrante circolare digitale e nuovi cerchi a razze, sempre in alluminio; la Special, come sempre animata da uno spirito più vintage, con strumentazione analogica a doppio quadrante (tachimetro e contagiri) e cerchi a raggi.

La V7 continuerà a essere disponibile anche in versione depotenziata a 48 Cv, guidabile quindi dai titolari di patente A2, e manterrà il controllo di trazione Mgct regolabile e disinseribile. Tre i colori per la Stone: nero, azzurro e arancione; due per la classica Special: blu e grigio. Al momento non ci sono ulteriori specifiche e, soprattutto, in Moto Guzzi non si sbottonano riguardo ai prezzi. È comunque abbastanza scontato un ritocco al listino: non ci stupiremmo se la Stone si avvicinasse a 9.000 euro (oggi ne costa 8.120) e la Special qualcosa meno di 10.000 (oggi 8.670). Comunque molto presto il listino sarà svelato.


 

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