martedì 8 giugno 2021

SENSO DELLA MISURA

COME NON ESAGERARE
Una virtù che ne comprende altre, tante altre. In una sorta di bambola matrioska. La misura, o anche il senso della misura, non è di moda in tempi del vivere esagerato, dove le pulsioni hanno sostituito i sentimenti, e dove l’urlo sembra spuntarla rispetto alla ragionevolezza. Facciamo, o proviamo a fare, tutto e oltre, e chiediamo, anche a noi stessi, sempre qualcosa in più. Salvo poi ritrovarci costretti a mettere in fila la contabilità delle delusioni.

IMPORTANZA SENSO MISURA

La più asciutta e sintetica definizione della virtù della misura la si deve sicuramente a Orazio, che scolpì la frase «Est modus in rebus». C’è una misura nelle cose, in tutte le cose. Da qui l’effetto matrioska: l’uomo che ha il senso della misura riesce a non perdere equilibrio, sensatezza, pacatezza, equità. Sa essere prudente senza scivolare nella categoria dei vigliacchi. E i suoi calcoli non sono frutto dei cinismo, quanto della ragionevolezza.

EST MODUS IN REBUS

La sentenza di Orazio divenne molto popolare ed era continuamente citata nell’antica Roma. Indicava anche un senso del limite, che i romani consideravano invalicabile, un confine, oltre il quale non può esservi il giusto e si rischia il delirio di onnipotenza (l’hybris), considerato nell’antichità forse il peggiore dei peccati mortali. La moderazione indicata dalla sentenza est modus in rebus, invece, porta dritti al senso della misura. Orazio, ricordiamolo, parlava anche di aurea mediocritas, che non era certo un invito alla vita scialba e mediocre, ma un appello alla temperanza, alla sobrietà e alla moderazione. Cioè al senso della misura.

AVERE IL SENSO DELLA MISURA

La misura, in quanto appartenente alla categoria della sobrietà, è eleganza. Chi alza la voce continuamente, è un esempio, ritenendo che questa sia la strada giusta per affermare le proprie ragioni, compie innanzitutto un gesto, contagioso, di maleducazione. Ed è il senso della misura che ci spinge verso la soglia della gentilezza, una chiave eterna per accedere a una buona qualità dei rapporti umani. Superare il senso della misura nell’esercizio di una critica, pur avendo ragione, significa automaticamente passare dalla parte del torto. E chiudere la porta a ogni forma di dialogo, lasciando sul terreno dello scontro i detriti di un conflitto insanabile. La misura, invece, anche grazie allo stile che l’accompagna rende più possibile la soluzione di un contenzioso. Quasi tutte le risse di condominio si potrebbero evitare se la maggioranza dei condòmini riuscisse a esprimere, con continuità, un ragionevole senso della misura per affrontare i problemi della quotidiana convivenza.

COME NON ESAGERARE

In questa dimensione estetica, la misura incrocia l’etica. E si trasforma in un saggio equilibrio che ci spinge a non sprecare la nostra energia. E comunque a manifestarla nel modo giusto. Chi non ha il senso della misura è, di solito, forte con i deboli, e debole con i forti. Il nostro percorso deve essere in direzione opposta. Il forte che esagera, dai forti, viene sfidato a viso aperto. Per i deboli serve un valore aggiunto di tolleranza e, se si ha il dono della fede, di misericordia. Troppo facile prendersela con chi ha pochi strumenti di difesa, e molta violenza nasce proprio dalla rimozione del senso della misura. Lo vediamo ogni giorno in strada, nel rancore di chi circola, con qualsiasi mezzo, ed è pronto ad aggredire con la strombazzata del clacson o con un classico insulto solo perché si trova a contatto con un automobilista, o un pedone, incerto.

IL VALORE DELLA MODERAZIONE

La misura è realismo. Sano realismo. Non sprechiamo aspettative, emozioni, ambizioni, andando oltre ciò che, ragionevolmente, possiamo ottenere. Vogliamo proteggere il valore intrinseco di un’amicizia? Siamo davvero interessati alla sua durata rispetto al logorio del tempo? E allora facciamo un esercizio di senso della misura e non chiediamo al nostro amico, o alla nostra amica, di cambiare personalità per accontentarci. Accettiamolo per le sue qualità, più che criticarlo per i suoi difetti. E allarghiamo lo spazio di questo atteggiamento anche alle persone a lui più vicine.  Amici e parenti stretti si conservano, con senso della misura, anche se hanno scelto, come compagni di vita, persone che non hanno la nostra totale ammirazione. Facciamocene una ragione. E guardiamo avanti.

LA MISURA È METODO

La misura è metodo, in senso cartesiano. Per arrivare a una soluzione, con la ricerca equilibrata di un punto nel quale abbiamo spazio le ragioni di tutte e non la prepotenza di un singolo. Per approcciare un problema, esaminandolo con pacatezza in tutte le sue sfaccettature. Per non essere troppo coinvolti, sul piano emotivo, nei momenti in cui sale tensione.

IMPORTANZA DELLA MODERAZIONE

Il realismo, insito in uno stile di vita ispirato al senso della misura, non ha nulla a che spartire con l’opportunismo. Sono due approcci molto diversi, con la vita e con gli altri. Nel primo caso vince la consapevolezza che la speranza debba sempre misurarsi con la realtà, con il come le cose stanno e sono davvero. Una bellissima e alta definizione della politica la considera come «l’arte del possibile». Una mediazione che non è avvilente compromesso, ma ricerca, attraverso l’esercizio del senso della misura, di un punto di equilibrio da condividere.

Nel caso dell’opportunismo, invece, il senso della misura viene dissimulato in un continuo calcolo delle nostre mosse. Se faccio una cosa x, che vantaggi y ne ricaverò? Questa è la domanda che regola l’intera esistenza di un opportunista, pronto sempre a cambiare alleanze pur di raggiungere i suoi scopi. Fino a quando non troverà chi è più bravo di lui, e allora dovrà arrendersi alle legge umana del più forte.

 

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