domenica 19 settembre 2021

INTERVISTA A MONICA BERTINI

"LA FORMA PIU' BELLA E' QUELLA CURVA"

di Pietro Razzini (fonte Gazzetta dello Sport)

"La forma più bella è quella curva". Esordisce così Monica Bertini, con una battuta che nasconde una verità e con un sorriso che illumina la giornata. E anche la serata perché la giornalista Mediaset è stata scelta per condurre la trasmissione sportiva di punta della rete. “Pressing”, che da domenica 19 settembre tornerà in seconda serata su Italia 1: "Sono molto felice di intraprendere anche questa avventura, inaspettata, dopo che mi era stata affidata la Coppa Italia. La co-conduzione con Massimo Callegari, collega che stimo tanto, ha creato quella che mi piace definire 'la strana coppia': ci si completa splendidamente".

Le piace più parlare o praticare sport?

"In realtà trovo più divertente praticarlo. Ma bisogna essere anche in grado di raggiungere dei risultati degni di tale nome. E qui, purtroppo, scricchiolo. So riconoscere i miei limiti. Con grande umiltà, quindi, penso di essere più brava a parlare di sport".

Quali sport ha praticato nella sua vita?

"Sei anni di ginnastica artistica quando ero piccola. Ho smesso troppo presto e la cosa mi rammarica. Ma ancora oggi porto i benefici di quell’esperienza: il portamento e la mobilità articolare sono figli della ginnastica. E poi è arrivata l’atletica in adolescenza: 4 stagioni con buoni risultati a livello regionale".

Da adulta?

"Male male con tennis, basket e pallavolo. Negli ultimi tre anni ho preso lezioni di padel. È molto divertente ma in partita è evidente a chiunque che ho meno talento delle altre tre persone in campo. Chiunque esse siano (afferma ridendo)".

Ha delle regole base per il suo benessere fisico?

"Ho tanta cura del mio corpo a livello estetico: cerco le migliori creme, faccio fanghi, amo i massaggi e spesso… mi massaggio personalmente. La verità è che essendo una persona curiosa e avendone provati, più e più volte, di diverse tipologie, ho imparato anche come eseguirli in maniera professionale. E quindi non solo le amiche sono rimaste soddisfatte, ma io stessa applico su di me ciò che ho capito e sperimentato".

L’attività motoria invece?

"Cerco, a volte obbligandomi, di restare in forma. L’aspetto positivo è che adoro camminare: potrei farlo per ore e ore. E quando non ho tempo riassumo l’attività fisica in 60 minuti di palestra con il personal trainer. Due volte a settimana".

E i risultati si vedono...

"Ho sempre preferito fare le scale piuttosto che prendere l’ascensore. Percorrere la strada più lunga rispetto a quella più breve. Anche questo, forse, ha influito e permette di concedermi qualche sfizio a tavola".

Ma si trova più a suo agio con una pentola o con un microfono?

"Chi mi conosce bene lo sa: senza dubbi con il microfono. L’arte culinaria non è proprio nelle mie corde. Parafrasando la prima domanda che mi è stata fatta, sono più brava a mangiare che a cucinare".

Per una donna emiliana come lei, quanto è difficile rinunciare ai piatti più amati?

"E chi ha mai detto di rinunciare. Magari starò più attenta nei giorni successivi ma non voglio fare a meno di uno dei piaceri della vita. Sono una fan dei carboidrati: la pasta nelle sue più svariate sfaccettature, la pizza, la focaccia. Che bontà. E poi i dolci: sono veramente golosa. Ovviamente è la quantità a fare la differenza. Mangio senza eccedere ma con gusto".

Da Parma a Milano è cambiata la sua alimentazione?

"Obbligatoriamente. Non c’era più la cucina di mamma e papà che gestiscono un ristorante a Traversetolo. E, come detto, non sono mai stata un’abile cuoca. Mi sono specializzata nel creare vellutate di verdura. Ho diminuito i carboidrati e aumentato le proteine. Insomma, una cucina più basica".

Anche nella fase di lockdown è stato così? Come ha gestito il suo fisico?

“In quel periodo, così complicato, devo ammettere di essere stata particolarmente diligente: approfittando del tempo a disposizione e dei tanti servizi social offerti da molti personal trainer, mi impegnavo a svolgere tre allenamenti al giorno”.

Ha continuato ad allenarsi anche durante il periodo estivo?

"Per mia natura, faccio più attività d’estate che d’inverno: passeggiare sulla spiaggia fa benissimo, mi piace nuotare, cerco parchi e pinete dove andare a correre. A causa del tempo a disposizione, di un pizzico di pigrizia e del tempo atmosferico, nel mio caso, è più facile che sia maggiormente sedentaria nella stagione invernale".

Quindi come cambia la sua preparazione fisica d’inverno?

"Cambia drasticamente. D’inverno mi sento un animale che va in letargo. Vedere l’estate più lontana, allontana anche la prova costume. Faccio ciò che serve. Inizio seriamente a preoccuparmi, e non ho usato un termine a caso, della mia forma fisica a marzo. Da novembre a febbraio compenso la poca pratica di sport con tanto sport parlato, in tv".

 

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