venerdì 10 settembre 2021

TENNIS US OPEN FEMMINILE

FERNANDEZ VS RADUCANU: LA FINALE DELLE 2002 CHE NON TI ASPETTI

di Luca Marianantoni (fonte Gazzetta dello Sport)

Notte di sorprese all’Open degli Stati Uniti: a raggiungere la finale del singolare femminile sono la canadese Lehyla Fernandez e la qualificata britannica Emma Raducanu. La Fernandez ha fatto fuori in tre set lottatissimi la numero 2 del tabellone Aryna Sabalenka (7-6 4-6 6-4), la Raducanu invece ha dominato la greca Maria Sakkari (6-1 6-4) accreditata della testa di serie numero 17.

GIOVENTÙ CANADESE —Impeccabile la prova della 19enne Leyhla Fernandez diventata la più giovane tennista a battere tre top 10 (Osaka, Svitolina e ora Sabalenka) in un torneo dello Slam dai tempi di Serena Williams (US Open 1999): la canadese ha gestito nel migliore dei modi tutti i momenti delicati del match con carattere e determinazione, qualità che invece sono mancate alla Sabalenka che ha patito le solite difficoltà mentali a reggere situazioni complicate. La Sabalenka ha saputo gestire meglio solo l’avvio: è stato un monologo fatto di sole prime di servizio e martellate di dritto. Parziale di 12 punti a 2 e subito 3-0 che Sabalenka ha confermato fino al 4-1: poi la Fernandez ha trovato le contromisure liberando il servizio (tre ace nel sesto game) e giocando in modo aggressivo tutti i turni di risposta. Quando sono arrivati i primi doppi falli della Sabalenka, la Fernandez ne ha approfittato, ha recuperato il break e dopo aver salvato una palla break ha raggiunto la rivale sul 4 pari. La bielorussia ha giocato a folate, ha trovato due punti di potenza, poi ha commesso errori banali come quello gravissimo sul 6-5 che valeva il set point. La Sabalenka ha affossato un dritto in rete e la Fernandez si è issata al tie break che ha dominato in scioltezza per 7 punti a 3. Il secondo set è iniziato ancora con il break per la bielorussa (2-0), la Fernandez però si è fatta vigile, ha recuperato immediatamente ma sul 4 pari ha vissuto il suo unico momento buio della partita concedendo alla Sabalenka due palle per andare a servire per il set. Alla seconda chance la bielorussa è andata a segno e poi ha trascinato la sfida al terzo e decisivo set. Questa volta è stata la canadese a partire avanti un break ma la tensione era talmente elevata che la gara è ritornata immediatamente sui binari della parità fino al 4-4. I punti pesavano come macigni, la Fernandez ha tenuto bene il suo turno di battuta per il 5-4, ma quando la bielorussa è andata a servire per rimanere nel match è successo il crollo: quattro errori gratuiti della Sabalenka (compresi due doppi falli) e finale strameritata per la canadese.

EMMA NELLA STORIA —Non è stata da meno nemmeno la prestazione della britannica Emma Raducanu, prima tennista nella storia del torneo a raggiungere la finale da qualificata e senza perdere neppure un set. Anche in questo caso, ai meriti dalla vincitrice, vanno accostate le lacune mentali e tattiche della Sakkari che hanno permesso alla rivale di acquisire la fiducia necessaria per mettere a segno il colpo. Fin dalle prime battute si è intuito che la gara era saldamente nella mani della Raducanu, abile a mettere subito sotto pressione la Sakkari che commetteva tre errori gratuiti scivolando sotto 3-0. Altri due doppi falli e altri gratuiti inspiegabili mandavano la Raducanu avanti 4-0. Dopo 37 minuti il set era già in mano alla britannica. Impossibilitata a dare una svolta alla partita, la Sakkari continuava ad accusare e a soffrire il gioco più pulito e profondo della rivale. La greca faticava anche nel secondo set: subiva il break sull’1-1, poi era costretta a salvare una quantità enorme di palle break. Due volte ha rischiato di andare sotto 1-4 e cinque volte di sprofondare 2-5. Raducanu invece giocava come se avesse l’esperienza di una veterana, e quando è andata a servire per il match avanti 5-4, la finale da sogno si è trasformata in una fantastica realtà.


 

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