domenica 7 novembre 2021

BOXE SUPERMEDI

CANELO RE DEL MONDO

di Stefano Arcobelli (fonte Gazzetta dello Sport)

Sensazione Canelo. La storia della boxe è di Saul “Canelo” Alvarez: all’Mgm Grand di Las Vegas, il messicano è diventato l’indiscusso e unico campione dei supermedi infliggendo il k.o. all’11° round a Caleb Plant, nel match della riunificazione dei titoli. In meno di un anno le 4 sigle mondiali sono di questo straordinario pugile di 31 anni, che ha aggiunto la cintura Ibf a quelle già in suo possesso della Wbc, Wba e Wbo. Nessuno come lui, adesso.

SVOLTA—La svolta nella penultima ripresa, quando Canelo ha mandato al tappeto due volte il rivale, la prima con un gancio sinistro micidiale, la seconda con un montante destro a 1’05” del round dopo che Plant - pur vacillando - aveva detto all’arbitro di voler continuare. E Saul che lo inseguiva intorno al ring, ha eseguito, con precisione balistica e potenza devastante. Canelo è diventato il sesto pugile da quando è stata introdotta la Wbo nel 1988, a detenere tutte e quattro le cinture: prima del messicano solo altri cinque pugili - Oleksandr Usyk (massimi leggeri), Bernard Hopkins (medi), Jermain Taylor (medi), Terence Crawford (superleggeri) e Josh Taylor (superleggeri) - hanno realizzato il piano di vincere le 4 sigle che contano nella boxe.

LE PAROLE—“Non è stato facile - ha detto Alvarez -: ne ho fatta di strada con il mio team, questo titolo è per il Messico. Adesso siamo solo in sei ad aver realizzato l’impresa e questo mi rende felice e motivato: sono il re indiscusso del mondo”. Alvarez ha aggiornato il suo record a 57 vittorie con 39 k.o., 1 sconfitta e 2 pari, mentre per Plant si tratta della prima sconfitta in carriera con 21-1 e 12 k.o. Anche se in casa, Plant è stato fischiato all’arrivo, perché quasi tutti i presenti nel tempo della boxe, tifavano Alvarez, che ha vinto quasi tutti i round sino al verdetto dell’undicesimo tempo. Ma Plant, che ha una storia personale assai forte e complicata, ha comunque disputato un match al di sotto delle aspettative. Canelo, invece, aveva bisogno di un k.o. spettacolare per lasciare l’impronta.

L’INCONTRO—Dopo un primo round di studio, nel secondo Alvarez cominciava a usare i ganci sinistri al volto entrando facilmente nella guardia di Plant, incassatore che alla lunga, come si è visto, non ha potuto resistere alla tempesta di colpi subita. In un solo round è parso più incisivo. Dal sesto, il jab di Plant perdeva di efficacia. Il messicano veniva richiamato al quinto round per un colpo basso. Nel finale di match Canelo trovava il gancio della svolta, combattendo in progressione, sempre più sicuro di sé. Dal decimo round c’era solo un pugile padrone. Mancava solo il colpo di scena. Plant si feriva, l’arbitro verificava e faceva continuare un match che per Plant diventava drammatico: il suo volto era ormai il mirino preferito da Canelo. “Ma lui diceva di voler continuare, gli dicevo che non doveva vergognarsi di arrendersi, io sapevo di avere il match in mano” racconterà dopo il vincitore. A bordo ring c’era Mike Tyson, che aveva previsto la vittoria di Alvarez giudicandolo il miglior pugile della sua generazione. Bentornati al Canelo-show.


 

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