giovedì 23 dicembre 2021

EMICRANIA

LO SPORT AIUTA O AMPLIFICA IL DOLORE?

di Vera Martinella (fonte Gazzetta dello Sport)

Chi ne soffre lo sa bene, così come tutto il resto della sua famiglia: l’emicrania, soprattutto quando diventa cronica, è un problema grande. Un problema personale, per l’impatto che ha sulla vita sociale, affettiva, lavorativa del paziente che in media ha tra i 25 e i 55 anni, ma con percentuali minori il disturbo può interessare anche adolescenti o persone over 60. Nonostante ciò, la cefalea in tutto il mondo resta ancora una condizione sotto diagnosticata e sotto-trattata. La buona notizia è che oggi le terapie sono tante: moderne, efficaci, erogabili in Italia tramite il Servizio sanitario nazionale.

PARLARE DELL’EMICRANIA CON IL MEDICO —“L’emicrania è da sempre sottovalutata — commenta Licia Grazzi, responsabile del Centro Cefalee Neurologia 3 all’Istituto Neurologico Besta di Milano —: i pazienti non ne parlano ai propri medici se non quando la situazione diventa insostenibile e nel frattempo si curano con farmaci analgesici. Così spesso finiscono per avere una dipendenza (le statistiche più recenti indicano un utilizzo eccessivo in un terzo dei pazienti circa)”. Mentre bisognerebbe riferire al medico di base se si soffre di emicrania per tre o più giornate al mese e poi fare, quando indicato, una visita con il neurologo o con il Centro Cefalee più vicino per ottenere una terapia efficace e “personalizzata” sulla singola situazione.

STILE DI VITA —È bene poi che le persone che soffrono di frequenti mal di testa prestino particolare attenzione alle loro abitudini quotidiane. “Chi soffre di cefalee (come tutti, in realtà) necessita di rispettare alcune regole di vita semplici che possono proteggerlo dagli attacchi emicranici – spiega l’esperta -: un ritmo sonno-veglia adeguato; abitudini alimentari corrette nel senso di una alimentazione variata, ma regolare, senza salti dei pasti o salto della colazione al mattino; riduzione o cessazione del fumo; adeguata idratazione (almeno due litri di acqua al giorno); regolare e moderata attività fisica. Sono tutti aspetti comportamentali che vanno incoraggiati. Rispettare queste regole di buona vita può ridurre anche del 25% il numero mensile degli attacchi come già dimostrato dalla letteratura scientifica”.

IL RUOLO DELL’ATTIVITÀ FISICA —Fare sport aiuta chi soffre di emicrania o scatena il mal di testa? “In effetti un attacco emicranico può essere favorito da uno sforzo fisico intenso, come indicano anche i criteri classificativi per la emicrania della International Headache Society – risponde Grazzi -. Ciononostante, il paziente emicranico può trarre gran beneficio da una moderata e regolare attività fisica che favorisce rilascio di endorfine e può dunque proteggere dalla sofferenza, riducendo la percezione delle sensazioni dolorose e influenzando positivamente aspetti di tensione e ansia. Lo hanno dimostrato diversi studi scientifici”.

EMICRANIA, GLI SPORT CONSIGLIATI PER COMBATTERLA —Ci sono sport migliori e altri sconsigliati? “In realtà non esistono linee guida e indicazioni specifiche, si consiglia però un’attività moderata regolare di tipo aerobico (come corsa, camminata veloce, nuoto, bicicletta) che può essere di giovamento per la componente dolore più che una attività anaerobica” dice la specialista. Inoltre, ogni paziente emicranico andrebbe educato a regole comportamentali prima di essere avviato a una terapia di prevenzione di tipo farmacologico. Una buona e adeguata informazione sulla condizione emicranica e sulla gestione degli attacchi è necessaria affinché i pazienti possano imparare a usare anche i farmaci sintomatici (quelli per l’attacco) con ragionevolezza e buon senso, senza dover rischiare la cronicizzazione del dolore con associato eccesso di uso di analgesici: queste sono situazioni poi problematiche che richiedono approcci di terapia specifici.

ORARI DELLA GIORNATA —Ci sono dei momenti della giornata nei quali è meglio o peggio fare sport? “Non esistono regole precise a proposito – conclude Licia Grazzi -: idealmente fare attività fisica al mattino sarebbe positivo per poter affrontare meglio gli impegni. Infatti, nei paesi nordici da decenni le piscine aprono alle sei per permettere ai lavoratori di nuotare prima dell’ingresso in ufficio e anche in Italia da qualche tempo i centri sportivi si stanno attrezzando. Il rilascio di endorfine, infatti, è un grande supporto per iniziare bene la giornata e svolgere meglio le attività di lavoro o di studio. Fare esercizio fisico regolarmente è importante: ritagliarsi del tempo anche in orario non mattutino va comunque bene. E i vantaggi che se ne traggono sono grandi a ogni età”.  

 

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