venerdì 24 dicembre 2021

TENDINOPATIA

QUANDO UN DOLORE AGLI ADDUTTORI TI IMPEDISCE DI CORRERE

di Dario Domeniconi (fonte Gazzetta dello Sport)

andremo a considerare le tendinopatie degli adduttori. Una serie di condizioni patologiche che si sviluppano nel tendine in seguito ad un iperutilizzo di quest’ultimo. Spesso le tendinopatie vengono erroneamente chiamate pubalgia, specialmente se il dolore è percepito in zona pubica. Vedremo nelle prossime settimane che lapubalgia ha delle componenti lesive più ampie della tendinopatia. Nella tendinopatia del runner avvengono dei cambiamenti della struttura molecolare del tendine quali la separazione e la degenerazione delle fibre collagene con un macroscopico ispessimento, perdita di proprietà meccaniche e dolore. Contrariamente a quello che si pensava pochi anni fa è assente il processo infiammatorio. Per questo non vengono più chiamate tendiniti ma tendinopatie.

COSA CARATTERIZZA LA TENDINOPATIA AGLI ADDUTTORI? —Gli adduttori sono sottoposti  a stress dovuto alla natura ripetitiva dei movimenti e ai repentini cambi direzionali. E’ per questo che, oltre alla corsa, sono frequenti nel calcio, ginnastica, nuoto ed equitazione. Il sintomo cardine è il dolore durante il movimento adduttorio ed alla palpazione sul tendine colpito. La comparsa del dolore è graduale  ma vira velocemente verso una fase acuta che ci impedisce la prosecuzione della corsa. Altre caratteristiche sono il gonfiore, la rigidità e l’impossibilità di contrarre ed allungare il muscolo; quindi l’incapacità funzionale.

QUALI CAUSE POSSONO SCATENARE NEGLI ADDUTTORI LA TENDINOPATIA? —Lo sviluppo della tendinopatia agli adduttori è multifattoriale.

– Una dismetria importante degli arti inferiri o una scogliosi anche leggera potrebbero favorire l’accorciamento e l’ iperattivazione in contrazione degli adduttori di un lato.

– Anomalie e alterazioni biomeccaniche della corsa possono portare a un sovraccarico monolaterale degli adduttori. E’ per questo che in Fisiorunning, attraverso l’Analisi Biomeccanica della Corsa e successivi esercizi correttivi, riportiamo simmetria nel gesto evitando infortuni e migliorando le performance.

– Alterazioni patologiche (retrazioni, contratture, cicatrici, interventi) nella catena muscolare che comprende gli adduttori possono accorciare questi ultimi creando tendinopatie.

– La debolezza e retrazione della componente muscolare degli adduttori provoca l’accorciamento di questi muscoli e innesca la tendinopatia.

– Non effettuare un corretto riscaldamento precorsa incentiva il rischio di lesioni tendinee; ed anche muscolari.

– L’inattività e l’iperaffaticamento stressano gli adduttori che possono più facilmente andare incontro a tendinopatia.

– Anche l’obesità, l’età e la predisposizione genetica possono aiutare l’insorgere di tendinopatie adduttorie.

QUALI AZIONI POSSIAMO COMPIERE PER PREVENIRLA? —In Fisiorunning quotidianamente consigliamo agli atleti di effettuare un corretto riscaldamento precorsa e soprattutto pregara o prima degli allenamenti veloci. Inoltre una muscolatura adduttoria flessibile, elastica, dinamica e lunga permette di ridurre al minimo i rischi di tendinopatia. Quindi esercizi di stretching dinamico prima di correre e stretching passivo dopo la corsa (e anche la sera prima di dormire) aiutano nella prevenzione. Un programma di forza e condizionamento rispettando i tempi di recupero e adattamento forma una struttura più forte e maggiormente adatta a compensare gli impatti della corsa.

COME PUÒ AIUTARE IL RECUPERO DI UNA TENDINOPATIA LA FISIOTERAPIA? —In Fisiorunning utilizziamo diverse tipologie di trattamento per normalizzare la tendinopatia  e tornare a correre senza dolore e recidive. Le tecniche maggiormente utilizzate sono il massaggio, le terapie strumentali, lo stretching attivo e passivo, il rinforzo attraverso diverse metodologie. Per ridurre le tensioni muscolari fino al 70% usiamo una metodica osteopatica che si chiama SCS (Strain Counter Strain). Lavoriamo sulle catene muscolari e sulla postura attraverso tecniche manuali di riprogrammazione posturale globale (RPG). Infine ci avvaliamo dell’osteopatia classica per ridurre le disfunzioni.

 

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