martedì 12 aprile 2022

ANDROPAUSA

QUANDO ARRIVA E COME CURARE IL CALO DEL TESTOSTERONE

di Eugenio Spagnuolo (fonte Gazzetta dello Sport)

I cambiamenti ormonali sono una parte naturale dell’invecchiamento. Ma, a differenza dell’interruzione dell’età riproduttiva, che si verifica nelle donne durante la menopausa, i cambiamenti degli ormoni sessuali negli uomini si verificano in modo graduale. "Dunque, non è opportuno parlare di menopausa maschile né tantomeno di Andropausa", spiega il professor Andrea Salonia, urologo e andrologo, direttore dell’Istituto di Ricerca Urologica (URI) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. I cambiamenti ormonali legati all'invecchiamento nelle donne e negli uomini, piuttosto, sono diversi. Il calo del testosterone che avviene dopo i 50 anni non è identico per tutti gli uomini, e va affrontato in modo molto specifico. 

Professor Salonia, l’andropausa esiste? Si può paragonare alla menopausa femminile?

Andropausa è un termine non corretto e non è più utilizzato dalla letteratura scientifica. Soprattutto, non si può parlare di Andropausa, prendendo a prestito gli stessi concetti buoni per il sesso femminile. La biologia ci dice chiaramente che i meccanismi alla base sono differenti, benché gli effetti siano in parte simili. Noi uomini non abbiamo una interruzione completa e definitiva di alcuna attività specifica, cosa che avviene per le donne quando la loro capacità riproduttiva si esaurisce con l’esaurirsi della riserva ovarica (e quindi della possibilità fisiologica di diventare mamma). A questo segue un sovvertimento ormonale importante, cui si associano segni e sintomi peculiari della menopausa, che le donne ben conoscono (vampate di calore, insonnia, irritazione, disagio emotivo e tanto altro ancora).

Cosa avviene invece negli uomini, durante la fase di invecchiamento?

Per gli uomini è diverso, e si accompagna a un calo progressivo della possibilità riproduttiva e degli ormoni che il testicolo continua a produrre, primo fra tutti il testosterone (ormone maschile per antonomasia). Un calo progressivo di testosterone è atteso con l’invecchiamento dell’individuo, e a esso si possono o meno associare sintomi e segni fisici peculiari. Ma non è detto. E solamente in quella quota di uomini per i quali una riduzione di testosterone totale nel sangue al di sotto di un livello specifico si dovesse associare alla comparsa di sintomi, si determina una condizione che chiamiamo deficit di testosterone. Questa mancanza sintomatica di testosterone viene definita ipogonadismo dell’uomo che invecchia e corrisponde a quella che erroneamente avremmo chiamato Andropausa.

Quali sono i sintomi del deficit di testosterone?

Calo del desiderio sessuale, con mancanza di pensieri e fantasie rispetto alla sessualità, una perdita delle erezioni mattutine – che sono peraltro caratteristiche dell’intero percorso di vita del maschio – e difficoltà più o meno marcata nell’ottenere o mantenere una erezione soddisfacente ai fini della attività sessuale. Inoltre, l’ipogonadismo dell’uomo che invecchia può essere  caratterizzato da minore vigore nelle attività fisiche, minor energia e la possibilità di stanchezza più marcata, come pure una più probabile deflessione del tono dell’umore e minor motivazione, una più fragile capacità di concentrarsi e una peggiore qualità del sonno. 

Cosa si intende per bassi livelli di testosterone? È utile fare dei controlli?

I medici di solito si rifanno alla persistenza di valori di testosterone totale nel sangue al di sotto di 3 ng/mL, benché molti innalzino questa soglia già a 3.5 ng/mL, laddove i sintomi sessuali siano particolarmente rilevanti. Tuttavia, un calo percentuale e progressivo di testosterone non solo è altamente probabile nel tempo, ma addirittura atteso; quindi, non è raccomandato uno screening a tappeto nella popolazione maschile, ma viene suggerito un controllo solamente negli uomini che palesino sintomi riconducibili al deficit di testosterone. In quel caso è fortemente suggerito fare un prelievo al mattino, tra le 7 e le 11, preferibilmente a digiuno, per meglio controllare nel modo più corretto come siano i valori dell’ormone circolante nel sangue. 

Vale per tutti gli uomini? Da che età e come si manifesta il deficit di testosterone?

Circa un uomo su cinque ne soffre, a partire dai  50 anni circa. È però vero che molti uomini possono lamentare sintomi coincidenti con quelli descritti per cali più o meno significativi dei valori di testosterone nel sangue indipendentemente dalla loro età, qualora vi siano condizioni patologiche predisponenti (una su tutte, la sindrome metabolica, un insieme di eccesso di peso, eccesso di colesterolo, pressione arteriosa non controllata e diabete di tipo 2). 

Chi è più a rischio di conseguenze?

Chi non si controlla regolarmente e che spesso non ama nel modo giusto la sua salute. Quindi, in primis ricordiamo gli uomini con sindrome metabolica, con obesità, ipertensione, ipercolesterolemia e diabete. Ma anche uomini che per molti altri motivi abbiano avuto un progressivo impoverimento della funzione endocrina dei testicoli, con una eccessiva riduzione progressiva della capacità di produrre testosterone, talvolta ravvisata tardivamente. Non trascuriamo i cardiopatici, per i quali una condizione di ipogonadismo è potenzialmente pericolosa a lungo termine, come pure quelli che, nella più terribili delle situazioni recenti, siano stati malati di COVID-19, anch’essa malattia facilmente associata a un crollo improvviso del valore di testosterone nel sangue. 

Come affrontare al meglio questo periodo sia fisicamente sia psicologicamente?

È giusto pensare che il problema venga affrontato fisicamente, con una corretta terapia laddove serva, come pure psicologicamente. Molti, infatti, sono gli uomini che soffrono di una perdita della vivacità, un ridotto tono dell’umore, quasi con una tendenza alla depressione. In questi casi è fondamentale escludere che vi siano problematiche psicologiche e psichiatriche, che meritano un approccio e una attenzione differente e specialistica. Però, è importante e imprescindibile che la salute tutta al maschile consideri anche il corretto livello di testosterone per il suo potenziale impatto perfino sulla psiche dell’individuo, e su tutti i sintomi di disagio che a una carenza potrebbero conseguire. 

Quale terapia medica è indicata per il calo del testosterone?

Se fosse indicato controllare i livelli di testosterone circolante, perché i sintomi lo suggeriscono, va eventualmente intrapresa una terapia con testosterone, nei giusti modi e con il giusto controllo periodico. Mai si deve pensare di utilizzare il testosterone come farmaco per doping o per implementare la propria mascolinità se la quantità già presente nel sangue fosse del tutto normale! Il troppo non farebbe bene: anzi, causerebbe danni importanti alla salute! 

Come affrontare il tema del calo del desiderio sessuale?

Non tutti i cali del desiderio sessuale maschile sono da attribuire alla carenza di testosterone. Di conseguenza, non tutti i pazienti devono ricevere testosterone come terapia, perché non è panacea di tutti i mali del sesso, potendo al contrario fare gran danno se non indicato. In tal senso, sarà certo necessario che anche altri ormoni vengano controllati, indagando la funzione della tiroide o i livelli di prolattina, per esempio. E mai dimenticare che anche noi maschi siamo psiche oltre che corpo, e un buon supporto psicologico o psico-sessuologico potrebbero rappresentare la giusta scelta in molte situazioni di disagio, ivi compreso il calo di desiderio sessuale.

 

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