venerdì 20 maggio 2022

I DANNI DEL FUMO

PROVOCA ALMENO 25 MALATTIE DIVERSE

di Vera Martinelli (fonte Gazzetta dello Sport)

"Fumo, ma sto bene". Lo pensano in molti, anche per anni. Ma il "tabagista sano" non esiste: sintomi quali tosse, catarro e mancanza di respiro, ritenuti "normali" per un fumatore, soprattutto se anziano, e altre alterazioni meno direttamene visibili in realtà sono segno di una malattia respiratoria, cardiovascolare o metabolica in atto. O, peggio, di un tumore. Infatti il tabacco provoca ogni anno in Italia oltre 90mila morti ed è fra le cause scientificamente certe di 25 diverse malattie. Ciononostante 10,9 milioni di italiani continuano ad accendersi una sigaretta ogni giorno. Che fare?  Esperti e protagonisti del mondo scientifico e delle Istituzioni si confronteranno sui temi della prevenzione, sul fumo e le malattie correlate, sulle politiche sanitarie più efficaci e sostenibili per contenere il danno arrecato dal tabacco (in tutte le sue forme) venerdì 20 maggio a Milano in un incontro organizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi, che sarà possibile seguire anche in streaming.

L'EVENTO—L'appuntamento è fissato alle ore 10 del 20 maggio presso l’Aula N04 del Velodromo dell’Università Bocconi di Milano (piazza Sraffa, 13) ed è accessibile da questo link. L'incontro, dal titolo Tabacco, salute e sostenibilità. Strategie per un’Europa libera dal fumo è  in collaborazione con European Cancer Organisation (ECO), con il contributo scientifico di Università Bocconi CERGAS (Centro di ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) e il Patrocinio del Comune di Milano. In particolare, al tavolo di lavoro si aprirà un confronto sulla rimodulazione della tassazione sul tabacco come strategia efficace per ridurre i consumi, disincentivare l’iniziazione al fumo e potenziare le risorse necessarie a fronteggiare quella che è a tutti gli effetti un'emergenza trascurata: 700.000 vittime l'anno in Europa, di cui oltre 90.000 in Italia, dove si stimano circa 26 miliardi fra costi diretti e indiretti. Parteciperanno, fra gli altri: Roberto Speranza, Ministro della Salute; Letizia Moratti, Vicepresidente Regione Lombardia e Assessore al Welfare; Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute Comune di Milano;  Alessandra Moretti, Deputata al Parlamento Europeo, Commissione UE per l'ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI); Giulia Veronesi, Direttore Programma Strategico di Chirurgia Robotica Ospedale San Raffaele di Milano e membro del Comitato Scientifico per la lotta al fumo Fondazione Umberto Veronesi; Giovanni Fattore, Professore Ordinario di Health Policy presso SDA Bocconi School of Management e Università Bocconi e membro del Comitato Scientifico per la lotta al fumo Fondazione Umberto Veronesi; Giovanni Apolone, Direttore Scientifico Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

AUMENTARE IL PREZZO DEL TABACCO—  In media i fumatori muoiono 10 anni prima e il pericolo di malattie o decesso sale con l’aumentare delle sigarette fumate e diminuisce man mano che cresce il numero di anni in cui si è smesso di fumare.  “Un aumento importante delle accise sul tabacco è una misura sicuramente efficace per disincentivare il fumo, soprattutto tra i giovani - sottolinea Giovanni Fattore -. È una strategia che porterebbe un contributo immediato e duraturo alla tutela della salute e al tempo stesso permetterebbe di raccogliere risorse da destinare a interventi di ricerca e prevenzione”. La prova? I sondaggi indicano che di fronte a un raddoppio del prezzo di un pacchetto, il 57% dei ragazzi dichiara che smetterebbe e il 40% cercherebbe di ridurre il numero di sigarette quotidiane. "Da qui nasce la petizione al Parlamento di Fondazione Veronesi per l’aumento del costo dei tabacchi di almeno 10 euro - conclude Giulia Veronesi -. Rimodulando le accise si potrebbe raggiungere un aumento delle risorse pubbliche utili a sovvenzionare educazione e informazione, aiutare più efficacemente chi vuole smettere, con ambulatori dedicati, farmaci, personale preparato e implementare una sorveglianza attiva degli ex forti fumatori, le persone più a rischio di ammalarsi gravemente".

 

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