venerdì 20 maggio 2022

REIKI TRADIZIONALE

UN METODO PER IL MALESSERE QUOTIDIANO

di Sabrina Commis (fonte Gazzetta dello Sport)

Una pratica di realizzazione personale, che aiuta a contrastare gli elementi di disturbo attraverso il rilassamento e la meditazione. Parliamo del Reiki e facciamo il punto su questo metodo non convenzionale che fa sentire bene. Se ci accorgiamo di essere  stanchi, ansiosi, perdere la gioia di vivere, l'interesse sul lavoro, vuoi affrontare al meglio i problemi della vita quotidiana o gestire meglio le emozioni é il momento di  provare l'esperienza del Reiki. Dietro questo termine si nasconde una porta aperta per la nostra realizzazione personale. “Scoperto nel 1922 e sempre più praticato, il metodo si basa sul “rilassamento meditativo” del ricevente e sulla “meditazione tattile” da parte dell’operatore – spiega Elena Buscone, massoterapista, trainer, operatore Reiki primo livello. L’obiettivo? Concentrarsi su se stessi e attingere alle proprie risorse naturali per raggiungere il benessere”. Il fondatore, Mikao Usui, ha parlato di "guarigione della mente". Il concetto centrale del metodo è la forza dello spirito che può essere assopita dentro di noi. Per vivere meglio è necessario sviluppare quella che ognuno ha in se e far emergere la forza di carattere”. 

Le tre fasi.  Il pensiero positivo viaggia attraverso il corpo e attraverso la meditazione La sessione di Reiki è divisa in tre fasi. Nella prima fase si fa un colloquio, durante il quale il cliente espone all'operatore Reiki le ragioni della sua visita permettendo di definire la pratica giusta da attuare. Per alleviare le ansie o utilizzare le proprie forze naturali e affrontare meglio i problemi della vita quotidiana,  bisogna lavorare sullo sviluppo personale e sarà necessaria una sessione di un'ora nelle mani di un professionista. A seconda della motivazione che ci porta a cercare l'aiuto nella pratica del Reiki la durata delle sedute si modifica. Durante la seconda fase, il cliente si sdraia, vestito, con gli occhi chiusi. L'operatore Reiki inizia il suo lavoro di meditazione e tocca dei punti specifici del corpo della persona, testa, spalle, busto, bacino, gambe e piedi. Proprio come un pensiero negativo viaggia attraverso il corpo e può causare mal di stomaco, il pensiero positivo percorre la stessa strada grazie alla meditazione dell'operatore creando un effetto di risonanza all'interno del corpo del ricevente.  Nella terza fase, il ricevente si siede e dialoga con il professionista, per accompagnare il lavoro svolto. Tre/ quattro sedute, una o due volte al mese, non viene imposta nessuna cadenza da parte dell'operatore Reiki.

La scienza non disapprova. Pur mettendo in guardia da possibili ciarlatanerie, frequenti in queste cure non convenzionali, e dall'assenza di ricorso ai medicinali per le malattie che lo richiedono, la scienza non disapprova: di certo chi lo pratica trae benefici. Che sia un effetto placebo o realtà, importante è ottenere effetti positivi.

 

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