martedì 14 giugno 2022

IL LIBRO

E' COLPA MIA 

di Domenico Wanderlingh

“Volevo dare compimento alla vicenda di Chiara Corsi, descritta in due libri che avevo autopubblicato anni fa. È un personaggio razionale, intelligente, ma anche sensibile e profondamente tormentato da un dolore immenso che solo le donne riescono a sopportare”-così dice il giallista Domenico Wanderlingh, autore di “E’ colpa mia”-Astoria Edizioni, romanzo giallo moderno e allo stesso tempo classico, che scava con sapienza chirurgica nella psicologia femminile, dato che sia chi indaga sia l’accusata principale dei delitti qui descritti, Chiara Corsi, sono donne di oggi, donne che possiamo incontrare nelle tre città che fanno da cornice al racconto: Milano, Città di Castello e, in misura marginale rispetto alle prime due, Roma. L’ispettrice di pubblica sicurezza Anita Landi è impegnata in una indagine mozzafiato che, dipanandosi tassello dopo tassello, tiene il lettore in sospeso fino all’ultima pagina. “L’idea nasce dal concetto di vendetta, di senso di colpa e di lotta interiore tra bene e male radicata in ciascuno di noi, quella continua contrapposizione tra porgere l’altra guancia e occhio per occhio”-prosegue l’autore.

Le due donne si ritrovano ora in questo nuovo thriller sulle rive opposte di chi indaga e di chi è invece accusato, con prove schiaccianti al di là di ogni legittimo dubbio, di orribili delitti compiuti per vendicare la tragica morte del figlio e del marito. Due morti che mettono alla prova anche la fede di Chiara, moglie e madre delle vittime. Un carattere forte, come quello di Anita, la quale indagando e riunendo insieme i vari pezzi del puzzle arriverà a capo di una vicenda avvincente e ricca di colpi di scena. Insieme alla protagonista e alla sua “ombra” Chiara, si muovono altri personaggi indimenticabili, comprimari o secondari, ognuno caratterizzato da un proprio “io” indipendente eppure essenziale per lo svolgimento dell’azione scenica.

Quali sono le tue ispirazioni?

“I luoghi, le persone, la vita quotidiana, e l’ascolto: spesso non si dà la possibilità di esprimere le opinioni, di far parlare liberamente e ci si dimentica quanto possa donarci il prossimo con i racconti e le esperienze vissute. Da bambino rimanevo in silenzio quando un anziano raccontava le storie di guerra, dei viaggi oltreoceano, della musica e del cinema. Forse per questo motivo, nei miei romanzi,  il passato è la chiave dell’enigma”.

Hai sempre avuto la passione per i gialli? O sono i gialli ad aver scelto te?

“Sono stato e sono un lettore onnivoro. Da piccolo, a parte la letteratura giovanile – o meglio, quella che si considerava adatta ai bambini (Kipling, Salgari, Verne) – sono stato “ costretto” a leggere alcuni libri della Christie in inglese per migliorare la lingua. Mi ha subito colpito l’atmosfera, l’intrigo, la psicologia dei personaggi e ciò che dicevo prima sul movente che affonda le radici nel passato. Quando ho deciso di cimentarmi nella scrittura,  il desiderio d’immaginare storie poliziesche è emerso in modo naturale. Il noir dà la possibilità di descrivere il presente con i suoi orrori, le psicosi e le vicende concrete e attuali dei protagonisti”.

Cosa c’è di autobiografico in questo libro?

“In ogni romanzo c’è qualcosa di autobiografico e in ogni personaggio esiste una piccola parte di me. Il modo di approcciare la vita, le paure, i pensieri, le reazioni e le passioni. Esprimi le tue convinzioni – ma non è detto che il tramite sia il protagonista principale – descrivi ciò che sei, quello che vorresti essere e ciò che odi dal profondo”.

Per il prossimo hai già qualche idea o spunto?

“Certo. Uno scrittore o presunto tale, non smette di sognare”. 

Credi che i tuoi romanzi possano sbarcare in tv trasformandosi in format televisivi?

Ti piacerebbe?

“Spero di sì. Le detection stories sono di tutto rispetto e Anita Landi è da format televisivo, non ci sono dubbi. È una donna in evoluzione, non si arrovella nel passato, va avanti, non si ferma. È il suo modo per combattere il dolore e in qualche modo metabolizzarlo. Non facciamo così anche noi? Domenico Wanderlingh nasce a Palermo nel 1965 e si trasferisce a Milano nel 1968. Dopo il liceo classico e la facoltà di giurisprudenza, si specializza nel Real Estate ed attualmente lavora presso un istituto di credito. Pubblica da indipendente due romanzi gialli: nel 2017 “L’oscurità di Chiara” e nel 2018 “Barbara non si dimentica”, e nello stesso anno tre racconti in una raccolta dal titolo “Milano scritta in giallo”. Vive tra Milano e Città di Castello. Il passato non si cancella è il primo di una nuova serie gialla che vede come protagonista l’ispettore di polizia Anita Landi.


 


 



 

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