mercoledì 14 settembre 2022

CAMMINATA

CONTA PIU' IL NUMERO DEI PASSI O LA VELOCITA'?

di Eugenio Spagnuolo (fonte Gazzetta dello Sport)

Infranto il mito dei 10 mila passi quotidiani, visto che secondo recenti ricerche scientifiche ne basta anche qualcuno in meno, scienziati e fisiologi hanno iniziato a concentrarsi sulle caratteristiche che deve avere la camminata per restituire una serie di benefici all’organismo. Da qui la domanda: conta più il numero di passi o la velocità? 

CAMMINATA VELOCE: NUMERO DI PASSI O VELOCITÀ? LO STUDIO—A chiederselo, tra gli altri, gli autori di uno studio pubblicato qualche giorno fa sulla rivista JAMA Internal Medicine, che hanno monitorato 78.500 persone di età compresa tra 40 e 79 anni provenienti da Inghilterra, Scozia e Galles, attraverso l'uso di contapassi da polso per una settimana, 24 ore al giorno. Dopo aver contato il numero totale di passi di ogni partecipante, i ricercatori li hanno divisi in 3 categorie: meno di 40 passi al minuto (la velocità della camminata quando, per esempio, andiamo da una stanza all'altra), più di 40 passi al minuto (la cosiddetta camminata “intenzionale”) e una terza categoria riservata a chi aveva fatto il maggior numero di passi al minuto in 30 minuti nel corso della giornata. Sette anni dopo, confrontando quei dati con le cartelle cliniche, il team ha scoperto che le persone che facevano un numero maggiore di passi al minuto - in questo caso, circa 80 passi al minuto - mostravano un rischio minore di cancro e malattie cardiache. "Ciò potrebbe essere correlato a percorsi specifici attraverso i quali l'attività fisica si rivela benefica: può generare più muscoli, un cuore più grande e una migliore forma fisica, tutti fattori protettivi noti per malattie cardiovascolari e cancro e anche altri problemi di salute", ha ammesso in un’intervista uno dei ricercatori.

I BENEFICI DELLA CAMMINATA VELOCE—  Lo stesso team di ricerca, qualche mese fa, ha pubblicato uno studio simile, secondo cui fare 10.000 passi al giorno riduce del 50% il rischio di demenza. Tuttavia, se si cammina a un ritmo veloce di 112 passi al minuto per 30 minuti, si massimizza l’effetto della camminata, portando a una riduzione del 62% del medesimo rischio. E i 30 minuti di camminata veloce non devono verificarsi tutti in una volta, ma possono essere distribuiti nell'arco della giornata. "Il nostro punto di vista è che l'intensità dei passi conti anche al di là della quantità", commentano i ricercatori.

CONCLUSIONI—  Insomma, i circa 10 mila passi al giorno restano la frontiera del benessere quotidiano. Ma la regola ammette qualche eccezione. “Poiché il costo energetico relativo della camminata e di altre attività quotidiane è maggiore negli anziani rispetto ai giovani, i benefici osservati del conteggio dei passi giornalieri possono variare a seconda dell'interazione tra l'intensità del passo e l'età”, si legge nello studio. “Quindi, un'unica raccomandazione sul conteggio dei passi potrebbe non essere appropriata per tutti gli adulti”. Ed è vero altresì che camminare a ritmo più sostenuto per brevi periodi può incrementare i benefici della stessa camminata. Dunque, la risposta alla domanda "nella camminata conta più il numero di passi o la velocità?" è... entrambi.

 

Post in evidenza

E COMU IAMU MALA

NEANCHE I PAGLIACCI FANNO RIDERE COME I PORTIERI ATTUALI!   🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️🤦🤦🤦🤦🤦🤦🤦🧐🧐🧐🧐🧐🧐🤔🤔🤔🤔🤔