venerdì 28 ottobre 2022

MOMENTI DI …GLORIA

“SE IL CORAGGIO NON DEVE CALARE”

di Gloria Micacchi

Dal balcone della mia stanza allʼultimo piano di un delizioso albergo che si affaccia sul litorale, il mio sguardo si perde nel cercare di raggiungere il confine tra terra e mare. In me cʼè un fluire di esistenze passate e presenti dai contorni anchʼessi nebulosi...

Quesa città, Pesaro, è entrata nel mio cuore, nella mia storia, lʼ8 luglio del 2017, quando con la mia bambina ancora piccolissima, la raggiunsi insieme a migliaia di persone per ritrovarci e stringerci in un abbraccio in difesa della libertà. Fu una giornata memorabile di cui non racconto nulla, più che per conservarne i ricordi in una sfera privata, per proteggerne il significato ed il valore. Tutti coloro che erano presenti quel giorno con me, sia fisicamente che con il cuore, sanno che cosa è stato per noi dare vita a quellʼevento, cosa ci ha condotto li e cosa ci siamo portati dietro. Chiunque altro, potrebbe riceverne un riflesso o semplicemente, come in molti hanno fatto fino ad ora, non comprenderne il senso e non dargli la dovuta importanza e il dovuto rispetto.

Fino a qualche istante fa non mi ero resa conto che quel giorno, lʼunirci in modo così “potente” ha instillato in noi, senza che ce ne rendessimo conto, la forza necessaria a proseguire si, ma da soli. Sapevamo cosa stava accadendo e sentivamo forte e chiaro a cosa avrebbe portato.

Li per li avremmo voluto che quella manifestazione di unione al grido di “Libertà! Giù le mani dai bambini!” si riversasse come uno tsunami sullʼintero paese, ma non era tempo e anche noi dovevamo crescere ancora un poʼ. Non accadde (apparentemente) nulla e ci ritrovammo ad abbassare i toni. Molti di noi allentarono lʼadesione alle folle, piccole o grandi, per quanto mosse da buoni principi...

Siamo tornati ad essere Individui singoli, capaci di riconoscere il proprio esclusivo valore, individui che procedono con fiducia in posizione verticale, agganciati allʼAlto, distanti fisicamente gli uni dagli altri, ma uniti negli intenti, guidati dal buon senso ed ispirati dalla bellezza. E poi la simpatia che ci calamita ancora ed ancora lʼuno verso lʼaltro e lʼaffetto che ci fa ritrovare al momento del bisogno, quando quel nostro “essere nel Mondo, senza essere del Mondo” barcolla un poʼ...

Avevamo deciso che strada prendere e da che parte stare: non a destra o sinistra, non tra i buoni o i cattivi, semplicemente dalla parte giusta.

La pandemia, con tutto il suo ambaradan comprensivo di vaccinazioni obbligatorie, Green pass, discriminazioni, violenze verbali e fisiche, minacce più o meno esplicite, ci ha trovato preparati. Avevamo già vissuto tutto ciò attraverso i nostri figli e capirai, quando è toccato a noi ci siamo incazzati “come sempre” (passione ed autenticità) è vero, ma anche fatti una grassa risata. Poi, ognuno di noi con i suoi tempi, si è fermato, ha fatto un bel respiro, accettato di non poter interferire con le esistenze altrui e ha preso il toro per le corna. Corna che mollerà solo quando il toro cadrà sfinito, e morente lo guarderà dal basso. Incredibilmente abbiamo perseverato nel dare il giusto esempio e nel “gridare dai tetti” la verità che seppur sempre alla portata di tutti è stata scartata a favore della menzogna. Eh vabbè, diciamocelo amici cari, avremmo forse potuto far meglio, ma di più ne dubito... Derisi, offesi, minacciati, discriminati e ghettizzati, via la scuola per i nostri figli, sanità ostile per noi e per loro, sospensioni dal lavoro senza stipendio, addirittura vietato lʼingresso dai luoghi sacri... Vorrei che a continuare la lista fossero coloro che sin son prestati come braccio armato di Arimane seguendo pedissequamente la nuova religione mondiale della scienzah e della tecnologiah, ma a quanto pare ora sono impegnati a difendere la pace con le armi, la libertà di scegliere sul proprio corpo (lo so, già fa ridere così) togliendo la vita a quello della creatura che loro stessi hanno concepito, a sostenere le varie e disparate, vere o presunte poco importa, identità sessuali basta che non si indirizzino energie a fare lo sforzo “naturale” di scoprire e capire chi si è veramente (hai visto mai ti scoprissi femmina o maschio e magari pure madre o padre e magari pure uno/a a cui non frega niente della declinazione dei nomi, se non per farne un corretto uso lessicale e grammaticale?).

Sono troppo impegnati. Lasciamoli stare.

Quando penso allʼ8 luglio 2017 qui a Pesaro, i miei occhi si riempiono di lacrime. Siamo stati feriti profondamente. Abbiamo trasudato sangue, provato una paura sconfinata per i nostri affetti più cari. Abbiamo resistito e siamo andati oltre vivendo di più e al meglio. Ogni prova ci ha condotto sempre più allʼinterno di noi stessi e ogni volta...oh, ma come si fa a non amarsi?! Eccolo il coraggio, sempre alla nostra portata. Ci basta dire il nome di un bimbo: Nicola, Alessandro, Francesco, Giada, Edi, Christian, Marco e Andrea (fratelli)...

Sono tanti, sempre uno di troppo, i danneggiati ed i morti da vaccino e lo sono da assai prima del 2017. Sono aumentati, aumenteranno.

Ci ritroviamo ad oggi, 26 ottobre 2022, con ogni nostro avvertimento realizzato...

Il Velo di Maya è stato alzato. Ci siamo. Le porte delle nostre case sono aperte per chi bussa con rispetto e le nostre mani afferrano quelle di chi chiede sinceramente aiuto.

Continueremo ad incassare colpi, ma il nostro cammino è fermo e deciso, sappiamo dove siamo ed è dove vogliamo essere.

Non è facile, ma è bellissimo perché quando si sta imparando a “saper vivere in assoluta fiducia, senza alcuna sicurezza nellʼesistenza”, ci si riscopre esseri divini, capaci di meraviglie.

Vi stringo tutti, voi che percorrete la mia stessa strada, che ci siate da sempre o da questo momento:

Che Dio Vi Benedica.

Per voi:

“Dobbiamo sradicare dallʼanima la paura e lʼorrore di ciò che dal futuro si fa strada verso lʼuomo in modo pressante.

Equanimità rispetto a tutti i sentimenti e le sensazioni verso il futuro, deve acquisire lʼuomo. Guardare con assoluta equanimità tutto ciò che può arrivare e pensare solo, che qualsiasi cosa possa venire, verrà a noi attraverso la saggia guida del mondo. Abbiamo da fare in ogni momento ciò che è giusto e lasciare tutto il resto al futuro.

Fa parte di ciò che dobbiamo imparare in questo tempo, vivere per pura fiducia, senza alcuna certezza nellʼesistenza, per la fiducia nellʼaiuto sempre presente del mondo spirituale. Davvero, non cʼè altro modo, se il coraggio non deve calare. Discipliniamo la nostra volontà e cerchiamo il risveglio dallʼinterno, ogni mattina e ogni sera.”

Rudolf Steiner il 27/11/1910, Brema


 

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