giovedì 3 novembre 2022

IL LIBRO

L’URLO DELLA SIRENA 

Prefazione di Anna Maria Di Pietro

È uscito oggi “L’urlo della sirena”, il nuovo romanzo di Maria Enea, che ci 
porta indietro nel tempo, nel periodo più cupo dell’umanità. Un libro che 
profuma di Sorellanza e Resistenza che si oppongono alle macerie, anche morali, in una Palermo dilaniata e irriconoscibile agli occhi della protagonista.
Proponiamo la prefazione al libro a cura della giornalista ed editor Anna Maria Di Pietro.
Un racconto in bianco e nero, attraverso il quale Maria Enea traccia in maniera precisa una trama fatta di Storia e storie che si intrecciano sullo sfondo di una Palermo assediata dalla Seconda Guerra Mondiale che ha
spento sogni, bombardato palazzi, corpi, anime, tolto il pane e la dignità, imbrutito gli uomini.  È  in questo scenario che s’innalza l’urlo, prima sommerso poi sempre più sonoro, della protagonista: Cristina, dodici anni
appena, claudicante per un difetto fisico, che gli sguardi indiscreti le ricordano a ogni passo, e che proprio come una sirena si muove a fatica tra le pagine del libro per quella vita incerta che si trova ad affrontare,
narrando in prima persona le vicissitudini personali, familiari e il dramma di   un’intera   città,   affamata   e   distrutta,   che   non   riconosce   più.
All’improvviso, i suoi occhi bambini vedono l’orrore: in mezzo a quella desolazione, comprende che il nemico non è soltanto il soldato invasore, ma anche chi dovrebbe volerle bene e che, invece, tradisce il legame di
sangue e, in qualche modo, le accende un’altra guerra, interiore, intima.
Ma tra le macerie di case e  vite, si staglia un pezzettino di azzurro, e il suo urlo diventa corale, perché altre voci si uniscono alla sua: quelle di Franca e Laura, che insieme alla protagonista creano un piccolo “mondo altro”,
dove  respirano un alito di libertà attraverso lo studio,  le letture, il disegno,  la musica, e dove i libri diventano balsamo per alleviare i tormenti; una bolla in cui proteggersi dalle brutture di una realtà a cui si
oppongono   con   tutte   le   forze,   e   dove   possono   ancora   sognare, fantasticando anche sull’Amore, quello vero, puro, ma anche complicato,
in brevi momenti in cui spengono la guerra e il dolore e riaccendono la speranza proiettandosi in un futuro di pace e meditando, sempre, una vendetta che sarà inesorabile e certa. 
Un romanzo storico che narra l’odissea di esistenze senza più punti di riferimento, perse in un dedalo di violenza e sangue. 
Con il suo stile chiaro, immediato, attraverso periodi brevi e incisi che rimarcano i concetti, i sentimenti quali paura e sdegno, e concorrono a sottolineare la miseria dei luoghi e delle situazioni descritte, Maria Enea,
rappresenta, mediante una puntuale ricostruzione storica, documentata in alcuni passi del romanzo, uno dei periodi più cupi dell’umanità, non nascondendo, insieme alla rabbia, la personale condanna della dittatura
fascista. Toccando temi quali l’oppressione del regime, la condizione della donna, l’ingiustizia, la povertà e la perdita dei valori fondamentali, lo sguardo acuto dell’autrice legge l’animo dei personaggi, traendone una
precisa analisi psicologica e profondamente umana, tanto che la sua voce si unisce a quella degli oppressi. A contestualizzare le vicende, in una
Palermo che non è cornice ma quadro sul quale si delinea l’intera narrazione, sono i riferimenti precisi a strade, piazze, palazzi storici, tradizioni, sapori e, soprattutto, le frasi, i proverbi e gli stornelli del cantastorie in dialetto siciliano. E il taglio narrativo intriso di Resistenza,
dove le parole diventano paesaggi interiori, rende quella storia la nostra storia e induce a una profonda riflessione: ma quel passato è davvero così
lontano? N.B.: disponibile su Amazon. 

 

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