lunedì 19 dicembre 2022

TUNNEL CARPALE

SINTOMI, RIMEDI E QUANDO SERVE L'INTERVENTO

di Roberto De Filippis (fonte Gazzetta dello Sport)

Formicolii alla mano sono problemi piuttosto diffusi. Quando si manifestano soprattutto di notte e spesso si risolvono semplicemente muovendo questa parte del corpo potrebbero essere dovuti alla sindrome del tunnel carpale, disturbo che, per quanto non grave, non va preso alla leggera. Se trascurato a lungo, infatti, può portare alla perdita definitiva del tatto e dell’uso delle prima tre dita della mano. 

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: SINTOMI—  Il tunnel carpale è un canale anatomico che si trova all’altezza del polso. Al suo interno passa, insieme ai tendini che permettono di piegare le dita della mano, il nervo mediano. È proprio la compressione di questo nervo a determinare la sindrome del tunnel carpale. “Inizialmente il disturbo si manifesta soprattutto di notte, provocando il formicolio di pollice, indice, medio e di metà anulare, che è causa di frequenti risvegli. Con il passare del tempo, l’intorpidimento delle dita tende a presentarsi anche di giorno, per esempio quando si è al volante oppure quando si ha tra le mani il cellulare o una rivista” spiega il dottor Loris Pegoli, responsabile del Centro della Mano Sportiva della Zucchi Wellness Clinic - Istituti Clinici Zucchi di Monza e dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mano dell’Istituto Clinico Villa Aprica (Co). 

I LAVORI MANUALI CHE FAVORISCONO LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE—  La sindrome del tunnel carpale è molto frequente fra le donne con più di 40 anni. A prescindere dal sesso e dall’età, il problema si presenta spesso in persone che svolgono attività che aumentano le possibilità che i tendini flessori delle dita si infiammino. Infatti, ciò ne comporta l’aumento di dimensioni, favorendo la compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale. “Le professioni che fanno aumentare le probabilità di comparsa della sindrome sono quelle che comportano un grande impegno per le mani. È il caso, per esempio, di chi usa a lungo il mouse in ufficio o di chi svolge un lavoro manuale che sollecita molto l’avambraccio, come quello degli artigiani. Anche gli sport che obbligano a tenere piegate a lungo le dita, come l’arrampicata, il ciclismo e il canottaggio, possono favorire lo sviluppo di tale problema. Infatti, in queste discipline i tendini flessori sono molto stressati e, quindi, più a rischio di infiammazione”, osserva il dottor Pegoli. 

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: INTERVENTO DA 5 MINUTI DI DURATA—  Quando l’elettromiografia conferma la presenza della sindrome del tunnel carpale inizialmente viene prescritto un trattamento conservativo, che prevede l’utilizzo di un tutore per il polso durante la notte. Per migliorare le condizioni del nervo mediano sono poi somministrate vitamine del gruppo B. Inoltre, si ricorre a terapie fisiche, quali la tecarterapia e la laserterapia, che riducono l’infiammazione. “Non ci sono esercizi utili a migliorare la situazione. Infatti, più si sollecitano i tendini e il nervo mediano più li si infiamma. Al contrario, è d’aiuto il riposo” sottolinea l’esperto. Se invece la sindrome è in fase avanzata o se l’elettromiografia mostra una notevole sofferenza all’interno del tunnel carpale, allora è necessario l’intervento chirurgico. “Da molti anni si opera con una tecnica minivasiva endoscopica: in anestesia locale, viene fatto un taglio di 5-6 millimetri all’altezza del polso, attraverso cui si apre il tunnel carpale, così che nervo mediano e tendini flessori abbiano più spazio a disposizione e siano meno compressi. L’intervento dura solo 5 minuti e la ferita non ha bisogno di punti di sutura. Fin dalla sera stessa si può usare la mano operata per mangiare e dall’indomani ci si può anche mettere al volante. È però importante sottoporsi a una o due sedute di fisioterapia con un terapista della mano per gestirla al meglio nell’immediato post operatorio” raccomanda il dottor Pegoli.

 

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