sabato 16 settembre 2023

OGGI FINALE VOLLEY EUROPEI ITALIA POLONIA

I BIG DI IERI LANCIANO GLI AZZURRI

a cura di Gianluca Pasini (fonte Gazzetta dello Sport)

Andrea Gardini promuove gli azzurri. "Ho visto l’Italia molto bene. Mi è piaciuta di più nei quarti di finale contro l’Olanda che non in semifinale con la Francia, nel senso che in quel match ha saputo soffrire. Gli azzurri sono rimasti attaccati alla partita anche quando le cose non andavano bene. Mentre con la Francia è stata una gara a senso unico - dice il centrale tre volte campione del mondo -. La Polonia sarà molto più difficile da battere: basta dire che la squadra di Grbic si può permettere di tenere uno come Kurek in panchina. Hanno trovato un giocatore di equilibrio delizioso come Sliwka, uno che ho avuto la fortuna di allenare quando era giovane, e poi ha una panchina lunghissima con giocatori come Bednorz e Semeniuk o Fornal pronti a entrare. E in questa finale mi aspetto fulmini e saette. Sono venuto a Roma apposta per assistere dal vivo a questa sfida. La finale sarà una delle partite più belle da vedere. È impossibile qualsiasi confronto con il passato. Ma come sensazioni vedo analogie con il nostro gruppo". E sulla opportunità olimpica. "Sarebbe anche ora che l’Italia riempisse questa casella mancante dopo 30 anni! Questo è un gruppo maturo e completo. Ha tutte le carte in regola e Fefè ha fatto davvero un gran lavoro".

GRUPPO COMPLETO, PUÒ CRESCERE—"Rispetto a un anno fa la situazione si è ribaltata, dal momento che siamo noi italiani a giocare in casa. Se nel 2022 la Polonia era obbligata a vincere il Mondiale a Katowice, adesso tocca agli azzurri che hanno la finale dell’Europeo a Roma", dice Andrea Zorzi bomber della Generazione dei Fenomeni.

INTERCAMBIABILI—   "Mi fa molto piacere vedere questa squadra, che ha giocatori intercambiabili nel tirare il gruppo. Una volta è Michieletto, l’altra sera in semifinale sono stati Lavia e Romanò. E poi c’è Giannelli. È una squadra completa in ogni ruolo - prosegue Zorzi, commentatore dell’Europeo per Sky Sport -. L’Italia è un gruppo completo in ogni ruolo. Non c’è un solo punto di riferimento. La cosa che mi sembra più straordinaria è la statura di questa Italia, che ha già vinto un Mondiale e un Europeo negli ultimi due anni, eppure può crescere ancora tanto, vista anche l’età media molto giovane della squadra". Sui confronti con il passato, Zorzi non ha dubbi e tronca in pochi secondi la questione: "non si possono fare, punto, la pallavolo è cambiata troppo". E aggiunge due spunti interessanti: uno tecnico e uno umano. "La pallavolo di oggi non è più solamente potenza fisica. L’esempio più eclatante è Wilfredo Leon. Non basta la forza e ci sono variazioni di ritmo necessarie per competere ai massimi livelli". Sul traguardo olimpico di Parigi ha una chiave di lettura precisa. "Soprattutto a Barcellona’92, noi non eravamo attrezzati per sopportare quel grande cambiamento, di popolarità, denaro, visibilità. Oggi questi ragazzi hanno probabilmente qualche strumento in più per gestire gli impulsi che arrivano dall’esterno".

LAVORO STRAORDINARIO—   "È una squadra che è cresciuta tanto anche nella personalità. Penso a Romanò che ha preso una grande confidenza con il suo valore. È aumentata molto la sua autostima. E ancora Giannelli che di questa squadra non solo è il capitano, ma anche il palleggiatore e il leader indiscusso - dice Lorenzo Bernardi, allenatore dell’Igor Novara femminile -. La squadra di De Giorgi ha la tranquillità e la capacità per esprimersi ai massimi livelli. E poi ha Lavia che ha la caratteristica di saper chiudere i punti decisivi. O Balaso che ormai ha una sicurezza importante in seconda linea. L’Italia ha anche dimostrato di poter sapere gestire bene la pressione di giocare in casa l’Europeo". Bernardi rifiuta confronti con il passato, anche se Lavia (come ruolo) lo può ricordare. Sui Giochi di Parigi 2024 è invece più tranciante. "Non voglio neppure parlare dell’Olimpiade per un senso di scaramanzia. Quello che è certo è che questa squadra ha doti tecniche importanti e una grande forza morale. Anche fuori dal campo - continua Bernardi, che è stato premiato come Mister Secolo assieme a Karch Kiraly -. Hanno fatto un lavoro straordinario. Hanno talento, tecnica, determinazione e hanno messo la maglia azzurra al centro del progetto".

PRESSIONE? NO, GRAZIE—   «Sarà dura come tutte le finali quella con la Polonia - dice Luca Cantagalli, schiacciatore, due Mondiali vinti fra i tanti trofei conquistati con la Nazionale allenata da Julio Velasco -. Questa Italia è una squadra che sa soffrire. E soprattutto una squadra che ha un gioco medio di alto livello».

UN ANNO DOPO—   Un anno dopo «Rispetto ad un anno fa la Polonia avrà in campo un Wilfredo Leon in più e direi che non è poco. Anche perché è una squadra che ha già giocatori fortissimi. Però rispetto alla partita giocata a Katowice (era l’11 settembre 2022, ndr) per la finale del Mondiale questa volta speriamo che il fattore campo pesi a favore dell’Italia. Immagino che il PalaEur di Roma sarà un delirio come ho visto in televisione ieri sera. Io me la guarderò da casa facendo il tifo per i ragazzi». Difficile, per non dire impossibile fare un confronto con il passato, Luca Cantagalli ne è più che convinto. «Sono epoche troppo diverse per poter fare un paragone. Mi pare che se dobbiamo guardare al punto di equilibrio della squadra Daniele Lavia, come lo è anche Simone Giannelli per il gruppo e per la sua concretezza tecnica, è quello che è nel mio ruolo, ma sono cose che possiamo dire fra noi al bar e che non hanno nessun significato a distanza di così tanto tempo».

I GIOCHI—   Di una cosa Cantagalli è sicuro. «Non iniziamo ad angosciarli con l’Olimpiade di Parigi da vincere a tutti i costi. Io credo che già ai nostri tempi quella pressione di dover conquistare la medaglia d’oro ci schiacciò. Non credo che sia giusto che questa squadra riviva quello che abbiamo passato noi. Lasciamoli tranquilli».

 

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