domenica 30 novembre 2025

LA SCOPERTA STRAORDINARIA CHE RISCRIVE LA STORIA

ECCO COSA E ' SUCCESSO

(fonte Libero)

Nel sito di Durrington Walls, a soli 3 chilometri da Stonehenge, nel cuore del Wiltshire, i ricercatori hanno individuato qualcosa che sembra arrivare direttamente da una storia mitologica: un gigantesco anello composto da circa 20 fosse monumentali. Una struttura sorprendente, confermata dal team dell’Università di Bradford e dell’Università di St Andrews e descritta in uno studio pubblicato su Internet Archaeology Journal. La prima traccia risale al 2020, quando l’ipotesi di un simile complesso venne definita da molti studiosi come la più grande struttura preistorica mai scoperta in Gran Bretagna. All’epoca, però, non mancò lo scetticismo: alcuni esperti pensavano fosse solo una formazione naturale. Ma oggi, grazie a nuove analisi, sappiamo con certezza che quelle fosse furono scavate dalle mani degli uomini oltre 4.000 anni fa.

La scoperta vicino a Stonehenge

Durrington Walls è un vasto complesso cerimoniale neolitico situato a breve distanza dal celebre Stonehenge. Ed è proprio qui che gli archeologi hanno individuato un anello costituito da 20 fosse gigantesche: ciascuna larga 10 metri e profonda 5, distribuita lungo un cerchio che supera i 2 chilometri di diametro. Le dimensioni sono sorprendenti, ma ciò che lascia davvero senza parole è la precisione con cui le fosse sono stati disposte. Ogni punto dell’anello si trova quasi esattamente alla stessa distanza dal centro, come se chi lo costruì disponesse di strumenti avanzati per misurazioni e allineamenti. Per decifrare la natura di questa imponente opera, i ricercatori hanno utilizzato una combinazione innovativa di tecniche: tomografia a resistenza elettrica per stimarne la profondità, radar e magnetometria per ricostruirne geometria e distribuzione, oltre a carotaggi di sedimento analizzati con luminescenza stimolata otticamente e con specifiche analisi del DNA animale e vegetale. I risultati parlano chiaro: le fosse risalgono al tardo Neolitico e furono scavate in un arco di tempo sorprendentemente breve, segno di un lavoro pianificato e coordinato. Secondo gli studiosi, l’impresa potrebbe essere stata motivata da credenze spirituali legate a un mondo sotterraneo, come ipotizzato da Vincent Gaffney, uno degli autori dello studio.

Perché è una scoperta così importante

Lo sforzo necessario per realizzare un’opera di tale portata è straordinario. Come sottolinea il ricercatore Richard Bates, la capacità di scavare fosse così imponenti e posizionarle lungo un cerchio quasi perfetto, senza margini di errore, è una prova impressionante dell’ingegnosità delle comunità neolitiche. Questa scoperta cambia radicalmente l’immaginario su chi viveva nell’area di Stonehenge: non piccoli gruppi sparsi, ma società organizzate, capaci di grandi progetti collettivi. E grazie alle nuove tecniche d’indagine, gli studiosi potrebbero presto svelare ulteriori dettagli sulla funzione cerimoniale dell’anello e sui legami, forse più profondi del previsto, tra Durrington Walls e Stonehenge. “Le nuove prove di datazione, unite alla sorprendente coerenza geochimica dei riempimenti, dimostrano che le fosse furono realizzate in un intervallo di tempo brevissimo”, ha aggiunto il co-autore Tim Kinnaird. “Un risultato possibile solo grazie a un’azione coordinata e dedicata”. L’anello di Durrington Walls richiama la complessità e il magnetismo di Stonehenge, rivelando che, in quell’angolo del Regno Unito, operavano comunità capaci di imprese ingegneristiche molto più avanzate di quanto si pensasse. Una scoperta che riscrive un pezzo di storia e che apre la strada a nuove ricerche, forse pronte a svelare altri segreti nascosti sotto il paesaggio del Wiltshire.

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