sabato 7 marzo 2026

PESCE SCORPIONE AVVISTATO NEI MARI ITALIANI

PERCHE' E' PERICOLOSO

(fonte Libero)

Un pesce scorpione è stato avvistato e poi catturato nel mare al largo di Aci Castello: gli esperti spiegano perché questa specie aliena è pericolosa: l’esemplare appartiene a una specie aliena potenzialmente pericolosa, sia per la biodiversità che per gli ecosistemi marini e gli esseri umani.

Pesce scorpione nel mare italiano: perché è pericoloso

A segnalare la presenza del pesce scorpione sono stati Salvatore Gatto dell’Area Marina Protetta Isole Ciclopi e Giuseppina Alongi dell’Università di Catania. Grazie alla segnalazione, l’animale è stato catturato e consegnato agli esperti dell’ateneo catanese. La consegna del pesce scorpione rappresenta un evento importantissimo: in precedenza le segnalazioni erano arrivate per lo più da parte di subacquei o pescatori professionisti, i quali avevano documentato la presenza del pesce scorpione con foto o video, ma senza sottoporlo al parere di accademici e studiosi. Della pericolosità del pesce scorpione ha parlato il professor Francesco Tiralongo, ittiologo dell’Università di Catania e tra i massimi esperti europei di invasioni di specie aliene nel mar Mediterraneo: “In altre regioni del mondo, come nei Caraibi, il pesce scorpione sta causando importanti alterazioni degli ecosistemi marini, riducendo le popolazioni di piccoli pesci e modificando gli equilibri delle comunità costiere – ha spiegato al ‘Corriere della Sera’ – oltre all’impatto sulla biodiversità, rappresenta anche un rischio per l’uomo. Le sue spine dorsali sono velenose e una puntura può provocare un dolore molto intenso, motivo per cui pescatori, subacquei e bagnanti devono prestare particolare attenzione”. Sulla presenza al largo delle coste italiane del pesce scorpione, l’esperto ha dichiarato “Gli avvistamenti nei mari italiani sono in aumento. La tendenza osservata negli ultimi anni indica infatti una progressiva espansione della specie. Il pesce scorpione è originario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, facilmente riconoscibile per l’aspetto spettacolare, pinne pettorali ampie e vistose e lunghe spine dorsali velenifere che rappresentano il suo principale sistema di difesa. Si tratta di un predatore molto efficiente, capace di nutrirsi di numerosi piccoli pesci e crostacei, con effetti potenzialmente rilevanti sugli ecosistemi che colonizza”.

Specie aliene e cambiamenti climatici, la situazione

Il professor Francesco Tiralongo, parlando del pesce scorpione, ha affrontato anche il tema dell’aumento delle specie aliene invasive in Italia e nella zona del mar Mediterraneo e del collegamento con i cambiamenti climatici: “L’arrivo e la diffusione di specie tropicali riflettono i profondi cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo da diversi decenni. Il Mediterraneo meridionale, con la Sicilia al centro di queste dinamiche, è oggi uno degli hotspot di trasformazione della biodiversità marina, anche a causa dell’aumento delle temperature delle acque legato ai cambiamenti climatici. La Sicilia ionica sta vivendo una trasformazione della biodiversità anche per effetto del riscaldamento delle acque che favorisce l’espansione delle specie aliene provenienti dal Mar Rosso”. Tiralongo, responsabile del progetto AlienFish che opera a livello nazionale e si occupa dello studio e del monitoraggio delle specie ittiche marine non indigene e rare, ha sottolineato l’importanza della citizen science per affrontare i nuovi scenari legati all’impatto delle specie aliene nell’ecosistema marino: “Diventa fondamentale il contributo della citizen science. Pescatori, subacquei e appassionati del mare svolgono un ruolo chiave nel segnalare nuove presenze. Attraverso progetti di monitoraggio partecipativo come AlienFish, che coordiniamo da anni, è possibile raccogliere dati preziosi per individuare rapidamente nuove specie e seguire la loro diffusione nei nostri mari”.


 

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