(fonte Libero)
La regione Sicilia ha ideato un nuovo piano di incentivi per le imprese che assumono lavoratori in modalità agile con contratti a tempo indeterminato.
Negli ultimi anni il lavoro da remoto ha cambiato profondamente il modo di vivere e lavorare degli italiani. Sempre più persone scelgono di allontanarsi dalle grandi città del Nord per trasferirsi in luoghi dove la qualità della vita è più alta e i costi sono più sostenibili. In questo contesto si inserisce il fenomeno del cosiddetto “south working”, ovvero la scelta di lavorare da remoto spostando la propria residenza nel Sud Italia ma mantenendo il posto di lavoro. Tra le regioni che stanno puntando con decisione su questo modello c’è la Sicilia, che negli ultimi anni ha visto crescere l’interesse di lavoratori e professionisti attratti dal clima, dal costo della vita più contenuto e da un ritmo quotidiano diverso rispetto alle metropoli. Nell’ultimo periodo proprio questa regione ha deciso di incentivare concretamente questo fenomeno arrivando a prevedere dei fondi per chi aderisce al south working.
South working: cos’è e perché cresce sempre di più
Il south working è un fenomeno che ha iniziato a diffondersi in modo significativo durante la pandemia, quando il lavoro a distanza è diventato una necessità. A differenza dello smart working tradizionale, che può essere svolto da qualsiasi luogo senza cambiare residenza, il south working implica trasferirsi stabilmente nel Sud Italia per lavorare da remoto. L’azienda per cui si lavora, quindi, può avere sede nel nord o nel centro Italia, ma il lavoratore può scegliere di lavorare a distanza dal Mezzogiorno e stabilirsi a vivere lì. Da un po’ i dati confermano questa tendenza. Negli ultimi tempi, l’interesse di vivere in regioni del Sud o nelle isole è cresciuto in modo significativo, con aumenti molto elevati rispetto a prima. Il fascino del Sud, e in particolare della Sicilia, non è solo legato al paesaggio o al clima. A pesare è anche la possibilità di conciliare meglio lavoro e vita privata, ridurre lo stress e vivere in contesti meno congestionati. Una tendenza che molti osservano dato che può trasformarsi in un buon progetto di sviluppo territoriale. Questa dinamica, infatti, ha effetti importanti sui territori coinvolti.
Il bonus della Regione Sicilia: fino a 30mila euro per ogni lavoratore
Per sostenere questa tendenza, la Sicilia ha deciso di intervenire con una misura concreta, inserita nella legge di Stabilità 2026-2028. Come spiegato da un comunicato condiviso sul sito della Regione, il governo guidato da Renato Schifani ha approvato un piano di incentivi dedicato al lavoro agile. Gli obiettivi sarebbero favorire nuove assunzioni e trattenere i talenti sul territorio. Il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo di 18 milioni di euro all’anno per tre anni, destinato alle imprese che assumono lavoratori in modalità agile con contratti a tempo indeterminato. Il contributo può arrivare fino a 30mila euro per ciascun lavoratore, distribuito nell’arco di cinque anni con una quota annuale. Si tratta di un incentivo significativo, pensato per spingere le aziende a investire sul territorio e a creare nuove opportunità occupazionali senza rinunciare alla flessibilità del lavoro da remoto. La misura si rivolge a imprese attive sia in Italia sia all’estero, purché garantiscano che la prestazione lavorativa venga svolta in Sicilia per un periodo minimo stabilito.
Il comunicato della regione ha riportato le parole del Presidente Schifani, “questa misura, che sarà gestita dall’Irfis per l’erogazione dei contributi a fondo perduto, punta ad aiutare le imprese ad assumere con modalità di lavoro agile e a tempo indeterminato, andando anche incontro alle esigenze dei lavoratori che devono conciliare esigenze di vita e lavoro”. Un tema centrale per molte regioni è senza dubbio quello dello spopolamento dei borghi e della perdita di giovani lavoratori. Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, che ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti “un passo fondamentale per contrastare la dispersione dei talenti e invertire la tendenza all’emigrazione professionale dalla Sicilia.”
