sabato 8 maggio 2021

PROTOCOLLO COVID NEI DILETTANTI

SI PROVA A RIPARTIRE MA CON TANTA ATTENZIONE

di Pierfrancesco Catucci (fonte Gazzetta dello Sport)

Il decreto legge del 22 aprile ha, di fatto, riaperto alla pratica degli sport di squadra. La Federcalcio, quindi, ha predisposto un protocollo attuativo per tutelare la salute di atleti, gestori degli impianti e tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano abitualmente i luoghi in cui si svolgono le attività. Di fatto, al momento, l’attività sportiva, di squadra e di contatto, è consentita nelle regioni in zona gialla e all’aperto (con l’interdizione dell’uso degli spogliatoi, ad eccezione che nelle competizioni agonistiche di interesse nazionale), mentre in zona arancione e rossa l’attività sportiva è consentita in forma individuale.

PULIZIA E IGIENIZZAZIONE—Nel protocollo della Figc si richiede agli impianti e alle società sportive di individuare un soggetto esperto in materia di prevenzione e protezione, differenziare ingresso e uscita dalla struttura, misurare la temperatura corporea, mantenere il registro delle presenze per almeno 14 giorni, ma anche valutare le misure tese a minimizzare la presenza simultanea di più persone nello stesso ambiente ed, eventualmente, di installare barriere “anti-respiro”. Fondamentale è la predisposizione di un piano di pulizia e la periodica igienizzazione di ambienti e superfici utilizzati per l’allenamento e tutti gli strumenti utilizzati durante l’allenamento andranno igienizzati prima e dopo e, se necessario, anche durante la seduta.

CONTATTI AL MINIMO—Si richiede anche di limitare al minimo lo scambio di documenti cartacei, privilegiando l’invio telematico e la presenza di un medico competente che supervisioni l’attuazione delle misure, acquisisca e verifichi le autocertificazioni necessarie e i certificati per l’attività sportiva degli operatori sportivi, mantenga il registro delle presenze e collabori con il gestore o il rappresentante dell’organizzazione alla formazione e all’informazione degli operatori. Chiunque presenti sintomi riferibili al Covid-19 o entri in contatto con persone risultate positive, deve subito comunicarlo al medico e restare al proprio domicilio, secondo le disposizioni dell’autorità sanitaria. Chi, invece, guarisce dal Covid, potrà tornare con la presentazione di una certificazione medica e una nuova visita di idoneità sportiva. In caso di spostamenti interregionali, è fortemente consigliato provvedere all’esecuzione di tamponi antigenici prima della partenza. L’accesso all’impianto dovrà essere limitato al minimo e sarà consentito ai soli operatori sportivi impegnati nell’allenamento (atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, collaboratori), come nel caso di gare “a porte chiuse”. Nel caso di positività, bisogna seguire le norme previste dalla legge e fare subito un’indagine epidemiologica per verificare l’eventuale propagazione del contagio.

IL GIORNO DELLA PARTITA—Nelle giornate di gara bisognerà provvedere, per quanto possibile, a scaglionare gli accessi di squadre e arbitri, possibilmente attraverso ingressi diversi e garantire il distanziamento interpersonale anche attraverso l’individuazione di percorsi distinti. Questo vale anche per la ricognizione e il riscaldamento sul campo in cui bisognerà evitare gli assembramenti. L’ingresso in campo avverrà senza mascotte e bambini, nessuna foto di squadra, niente cerimonie e “apposita modalità di schieramento congiunto delle squadre che consenta il distanziamento”. Anche le panchine vanno rimodulate per garantire il distanziamento e l’accesso al campo va strettamente contingentato. Per dialogare con gli arbitri, i calciatori e le calciatrici dovranno mantenere una distanza di 1,5 metri e i direttori di gara, ove possibile, dovranno raggiungere il campo con messi propri.

 

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