lunedì 7 giugno 2021

INTERVISTA A STEFANO ACCORSI

TRA MOTORI, PESI E SOGNO AZZURRO

di Chiara Zucchelli (fonte Gazzetta dello Sport)

In questi giorni è diventata nota la partecipazione di Stefano Accorsi alla versione italiana dello splendido “Your Honor”, serie americana sulla storia di un giudice e di suo figlio adolescente. L’adattamento italiano dovrebbe andare in onda su Rai Uno e segna il ritorno di Accorsi, dopo quasi 10 anni, sulla tv generalista. Tv che, però, lo accoglierà anche prima perché l’attore racconterà con la sua voce “Sogno Azzurro”, un docufilm di 4 puntate da 42 minuti l’una che andranno in onda in prima serata su Rai 1 nei quattro giorni che precedono il debutto dell’Italia contro la Turchia venerdì 11 giugno all’Olimpico. Da lunedì 7 a giovedì 10, ogni sera alle 20,45, Accorsi racconterà gli Azzurri e gli Azzurri racconteranno se stessi e sarà un po’ un inedito visto che l’attore ama lo sport ma non è il calcio la sua passione.

PASSIONE MOTORI—Adora il basket, come logico per uno nato a Bologna, e adora soprattutto i motori, come ha raccontato più volte nella sua carriera. Accorsi è uno sportivo non nel senso stretto del termine: gli piace muoversi, andare in bicicletta (anni fa fece un viaggio on the road da Buenos Aires alla Patagonia), in palestra quando può o magari quando ha bisogno di prepararsi in un certo modo per una parte, ma l’adrenalina, quella vera, gliela regalano solamente le quattro ruote. Che gli piaccia entrare realmente nella parte, poi, non è un mistero: quando ha girato “Veloce come il vento”, film di Matteo Rovere pluripremiato, insieme ad una giovanissima Matilda De Angelis, Accorsi ha voluto imparare a guidare bene le auto da corsa, per ridurre al minimo le controfigure. “E anche perché non vedevo l’ora”, ha rivelato poco dopo. Il suo “istruttore” è stato 11 volte campione italiano rally Paolo Andreucci e quella per Accorsi “era e resta un’esperienza indimenticabile”.

E PASSIONE OLIMPICO- Il calcio, nella vita dell’attore, ha avuto sempre un ruolo marginale, come ha raccontato lui stesso anni fa quando presentò il film “Il Campione”, girato in larga parte a Trigoria, sede della Roma: “Abbiamo girato lì e all’Olimpico, la potenza del luogo è pazzesca, dà adrenalina anche a chi non è tifoso come me”. E lo stesso ha ribadito qualche giorno fa quando, su Instagram, ha pubblicato un suo video nello stadio deserto: “Il mio lavoro ti porta anche in posti così”, ha detto. Tanti amici e parenti, però, vivono il calcio a 360 gradi e Accorsi, nelle varie interviste, non lo ha mai nascosto: “In famiglia ho molti tifosi e tutti preparatissimi (suo suocero, il giornalista Aldo Vitali, è un noto tifoso dell’Inter, ndr), io mi metto in ascolto e provo a imparare, ma a volte basta sbagliare un dettaglio, una consonante per ritornare al punto di partenza... Però lo sport mi piace, mi piace da esplorare, serve a confrontarci con i nostri limiti e a superarli. Come idea funziona nella mente e nel corpo”.

Ecco perché, nel raccontare “Sogno Azzurro”, ha cercato di immedesimarsi proprio in chi lo sport lo vive sulla propria pelle ogni giorno. A lui queste sensazioni vengono regalate dai motori, fin da quando, bambino, con il cugino meccanico passava le giornate a disegnare pistoni, cilindri e canne sulla sabbia. “Mia moglie la prende con filosofia”, ha raccontato ancora Accorsi. Da Bianca Vitali ha avuto due figli, altri due li ha avuti in Francia da Laetitia Casta: impossibile annoiarsi con quattro figli che vivono in due Paesi diversi. E impossibile anche non essere sempre in movimento. Meglio, però, se su quattro ruote.

 

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