domenica 7 novembre 2021

MARATONA DI NEW YORK

FA 50 EDIZIONI 

 di Andrea Buongiovanni (fonte Gazzetta dello Sport)

Domenica 13 settembre 1970: al via della prima maratona di New York organizzata dal Road Runners Club cittadino, presieduto dal grande Fred Lebow, si presentano in 127. L’iscrizione costa un dollaro. L’anonima gara - un centinaio gli spettatori - si disputa in Central Park, lungo un circuito da ripetersi quattro volte intorno a Park Drive. Finiscono in 55, nessuno vive di sport. Vince Gary Muhrcke in 2h31’38”.

IL PRESENTE —Domenica 7 novembre 2021: la maratona della Grande Mela, gestita sempre dello stesso sodalizio ora guidato da Kerin Hempel dopo le ere di Allan Steinfeld, di Mary Wittenberg e altre meno significative, fa cifra tonda, festeggiando l’edizione numero 50. Da tempo diventata la 42 km più prestigiosa e popolare del mondo, ha mancato l’appuntamento annuale soltanto due volte: nel 2012, per i timori legati all’arrivo dell’uragano Sandy e dodici mesi fa, a causa della pandemia di Covid-19 che ha fermato il mondo. Oggi si riprende, ma dovendo fare ancora i conti con il maledetto virus: all’ormai tradizionale partenza dal ponte di Verrazzano, a Staten Island, saranno in circa 33.000, suddivisi in cinque ondate, tutti vaccinati o con tampone effettuato nelle ultime 48 ore. L’ultima volta, nel 2019, erano stati 54.205 partenti e, al traguardo in Central Park, a Manhattan, erano arrivati in 53.640 (dopo i 52.811 del 2018), mai così tanti nella storia delle maratone.

LE ISCRIZIONI —Il problema, quest’anno, è che il divieto di entrare negli Stati Uniti per motivi turistici, applicato ai cittadini dei ventisei Paesi dell’Area Schengen oltre a quelli britannici e irlandesi, in vigore dal marzo 2020, verrà revocato proprio... domani. Con decisione annunciata non prima del 15 ottobre. Una beffa, anche per i circa 1700 amatori italiani che, già iscritti (1300 in meno di quelli che avrebbero partecipato all’edizione del 2000 poi cancellata e 1800 in meno del record del 2009), da sempre affollano le strade dei cinque distretti newyorkesi: dal 1976, anno delle celebrazioni del bicentenario dell’Indipendenza, il percorso si sviluppa anche attraverso Brooklyn, il Queen e il Bronx. Oggi, tra residenti e (pochi) invitati, i partecipanti tricolori non saranno che un centinaio. Per gli esclusi, oltre alla beffa, il danno. Perché adesso l’iscrizione per chi arriva dall’estero, oneri e tasse varie comprese, costa quasi 500 euro (anche se ufficialmente non si va oltre i 310) e non c’è modo di ottenere un rimborso pieno: o si conferma sin d’ora l’iscrizione per il 2022, a condizioni immutate, o non si ottiene più del 50% delle spese sostenute. Per chi può, considerando anche le difficoltà per ottenere un pettorale (senza appoggiarsi a un’agenzia è quasi impossibile), è consigliata la prima ipotesi.

MURI —Resta che oggi la città sarà in festa. Un atteso rituale torna a compiersi. Quasi come fosse una normale prima domenica di novembre. La maratona, tra le prime ad ammettere le donne sin dai propri esordi (la leggendaria norvegese Grete Waitz, tra il 1978 e il 1988, l’avrebbe vinta nove volte) in qualche modo farà così cadere un’altra barriera. Agli spettatori sarà chiesto di rispettare le distanze di sicurezza e non tutte le attività collaterali si svolgeranno come previsto. In gara, comunque, non mancheranno campioni di altri sport e celebrità varie. L’inno sarà cantato dall’attrice Kelli O’Hara, che poi sarà tra i partecipanti. Ma quello che conta è che New York, con tutte le sue iniziative di solidarietà, sarà nuovamente invasa da migliaia di persone: come non accade da ventuno mesi e come, con lo stesso significato simbolico e simile portata emotiva, successe meno di sessanta giorni dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001. Con tutto il rispetto per i quasi 16.000 arrivati di 108 Paesi che lo scorso anno conclusero la prova virtuale, è proprio un’altra cosa.

 

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