venerdì 10 giugno 2022

GOLDEN GALA

LUCI ED OMBRE PER L'ITALIA

di Valerio Piccioni (fonte Gazzetta dello Sport)

Va bene, non ha vinto. Ma il suo abbraccio con la Curva Sud è stato comunque una scena da copertina. La gente ha strillato a lungo “Gimbo, Gimbo” e Gianmarco Tamberi ha sfoderato il suo repertorio di simpatia. Fino al boato nel momento in cui è arrivato Marcell Jacobs, l’olimpionico assente per infortunio che ha promesso: “Cercherò di tornare il prima possibile. Obiettivo Mondiali”. Quando Marcell ha preso posto sugli spalti, Tamberi ha cominciato la gara in cui si è dovuto accontentare del terzo posto con 2.24 nella serata della vittoria dello statunitense Harrison con 2.27. E gli altri olimpionici azzurri? Tutti gli occhi dei 25mila dell'Olimpico erano puntati sui 200. Filippo Tortu è finito terzo con 20"40, gli ultimi metri in rimonta avevano dato l'idea di un risultato migliore, nella gara dominata da Bednarek in 20"01. Quarto Fausto Desalu in 20"59, ottavo Lorenzo Patta in 20"91. Applausi anche sui 3 chilometri di marcia per l'oro di Sapporo, Massimo Stano, terzo nella gara vinta da Francesco Fortunato.

CHE 800—Il Golden Gala Pietro Mennea ha avuto comunque grandi protagonisti. La pagella migliore è stata senz’altro quella di Athing Mu, regina degli 800 con la sua falcata regale e un 1’57”01 da applausi. L’olimpionica di Tokyo, statunitense di famiglia di origini sud sudanesi, sembra padrona assoluta della specialità. Il suo correre è uno spot dell’atletica. Nella sua gara c’è stato anche il miglior risultato azzurro, il terzo posto di Elena Bellò che continua a progredire ed è arrivata a 1’58”97, terza prestazione dietro il record italiano di Gabriella Dorio ed Elisa Cusma. L’azzurra è stata bravissima anche tatticamente a trovare il varco giusto all’inizio del rettilineo finale. Mentre nei 1500 la Sabbatini è finita sesta in 4'05"82 in una gara tattica vinta dall'etiope Meshesha.

SPETTACOLO SIEPI—Altra gara da migliori in pista quella dei 3000 siepi. Da una parte il monologo dell’etiope Girma, capace di scendere sotto gli 8 minuti e chiudere in 7’59”23. Dall’altra i progressi degli azzurri: sesto e settimo posto per Ahmed Abdelwahed e Osama Zoghlani con i record personali di 8’10”29 e 8’11’00. L’altra regina della serata è stata a sorpresa, nel 200 delle stelle, la giamaicana Shericka Jackson in 21”91. Per una volta è lei la regina e la pluriplimpionica Thompson si deve accontentare del secondo posto. Altri ottimi risultati: l’olandese Bol tira fuori un 53”02 nei 400 ostacoli, lo sloveno Ceh si prende il disco con 70.72, la portoricana Camacho-Quinn timbra un bel 12”37 nei 100 ostacoli.

IL VICE JACOBS—Fedele alla grande tradizione di questa gara all’Olimpico, c’è pure un ottimo 5000: doppietta keniana con volata fra Kimeli (12’46”33) e Kirop. Crippa è undicesimo in 13’04”95 a meno di tre secondi dal suo primato italiano. E a proposito di italiani va applaudita pure nell'asta Roberta Bruni, 4.60 e secondo posto prima dell’assalto sfortunato al record italiano. Fred Kerley, l'argento di Tokyo, ha strapazzato tutti con 9"92 nei 100 con il nostro Ali sesto in 10"25. Ora si fa rotta verso i Mondiali di Eugene di luglio.

 

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