venerdì 30 giugno 2023

LONGEVITA'

I 9 MECCANISMI DI INVECCHIAMENTO: QUALI SONO E COME FERMARLI

di Eugenio Spagnuolo (fonte Gazzetta dello Sport)

Secondo un importante studio del 2013 sono 9 i meccanismi dell'invecchiamento, che determinano l'insorgenza di patologie croniche come arteriosclerosi, diabete e deficit neurocognitivi come l'Alzheimer. Nove hallmark che da anni la scienza studia come poter rallentare. Ma anche noi possiamo fare la nostra parte, come spiega a Gazzetta il dottor Alberto Beretta, Presidente di SoLongevity, la start up innovativa fondata nel 2019 che opera nel settore della longevità studiando i meccanismi dell'invecchiamento e lavorando sullo sviluppo di un innovativo approccio diagnostico, protocolli di ringiovanimento fisiologico. Beretta, che ha un passato di immunologo, si è "convertito" alla scienza della longevità 20 anni fa dopo l'incontro con David Sinclair. "Tutto è nato nel 2004, durante il mio periodo con l'Ospedale San Raffaele. Allora ho avuto l'opportunità di conoscere David Sinclair, uno dei massimi esperti di gerontologia a livello mondiale, legato all'Università di Harvard. Questo incontro mi ha fatto immergere nel mondo dei meccanismi dell'invecchiamento", ammette. "La scienza della longevità è infatti una disciplina molto antica, con le prime teorie sulla restrizione calorica che risalgono a un secolo fa. Ma l'avvento dei lavori di Sinclair, e successivamente il contributo del gruppo di Guido Kroemer, che ha pubblicato un influente studio sui nuovi meccanismi dell'invecchiamento, ha segnato un notevole passo avanti. Ciò ha permesso di focalizzare le ricerche su ambiti molto specifici".  

I 9 FATTORI DELL'INVECCHIAMENTO E LE SOLUZIONI—  Ma cosa possiamo fare per fermare l'invecchiamento? Ecco i nove fattori da tenere d'occhio e i consigli del dottor Beretta per rallentare l'orologio biologico.

Il DNA è esposto continuamente a mutazioni e danni provenienti da agenti esterni come alcune sostanze chimiche nocive, gli inquinanti, le radiazioni ionizzanti, il fumo. Con il passare del tempo, le cellule non riescono più a riparare questi danni, che causano un danneggiamento tale da sfociare nella degenerazione tumorale. Per evitare che questo accada, si possono prevenire i danni eliminando il fumo ed evitando l'esposizione a sostanze chimiche. 

La lunghezza dei telomeri, ovvero la parte finale del DNA, è considerata oggi indice di buona salute. Con il passare degli anni, però, la continua divisione cellulare porta ad un accorciamento dei telomeri. Una buona dose di attività fisica regolare può però aiutare a favorire il loro allungamento.

L'ambiente e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale anche in merito alle alterazioni epigenetiche: si tratta di reazioni biochimiche che controllano “l’accensione” e lo “spegnimento” dei geni, e che influiscono anche sulla capacità di riparazione dei danni al DNA. Secondo il dott. Beretta, alternare fasi di digiuno a fasi di alimentazione regolare può incidere sulla riattivazione dei meccanismi epigenetici. Allo stesso modo, assumere cibi ricchi di sostanze che attivano le sirtuine, i famosi geni della longevità, può modificare in senso positivo la funzione dei meccanismi epigenetici. 

Le cellule possiedono dei meccanismi in grado di valutare la qualità delle proteine: se queste vengono alterate, allora la cellula la scarterà. Quando viene meno l'attivazione di questo meccanismo - causando la cosiddetta proteostasi - le proteine si accumulano iniziando ad arrecare danni all'organismo. Nonostante sia particolarmente difficile intervenire sulla proteostasi, grazie alla spermidina, una poliamina naturale che ha effetti cardioprotettivi e neuroprotettivi, è possibile intervenire sulla regolazione del meccanismo. 

La perdita di risposta all'insulina, chiamata insulina-resistenza, costituisce la fase antecedente all'insorgenza del diabete ed è uno degli esempi di alterazione dei meccanismi che permettono la corretta percezione del fabbisogno di nutrienti. Risulta quindi fondamentale diagnosticare in anticipo nei soggetti sani questa tendenza, attraverso un semplice esame del sangue, e andando ad intervenire attraverso dieta, svolgimento di attività fisica e impiego della metformina, un farmaco antidiabetico di grande utilità che negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti, è diventato di uso corrente in persone che vogliono rallentare l’invecchiamento. Un uso però - spiega Beretta - non ancora autorizzato dall’FDA che non riconosce l’invecchiamento come una malattia. 

I mitocondri, che rappresentano la centrale energetica della cellula, possono essere colpiti da disfunzioni. I mitocondri contengono un loro DNA (che si eredita solo per via materna) con un numero limitato di geni che però svolgono funzioni molto importanti. Il DNA mitocondriale è costantemente soggetto a danni da stress ossidativo, perché le reazioni che avvengono nei mitocondri producono costantemente radicali liberi che danneggiano il DNA e le proteine che costituiscono i mitocondri stessi. Oltre a poter valutare l'efficienza dei mitocondri attraverso un test specifico in laboratorio, è possibile riattivarli bloccando i processi ossidativi con un mix di principi attivi di origine naturale. Fra di loro i più promettenti sono i NAD boosters, sostanze del gruppo della Vitamina B3, che aumentano i livelli di NAD attivando molti meccanismi virtuosi a livello mitocondriale. O anche l’Urolotina A, altra molecola interessantissima oggetto di una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista Nature.

Nell'organismo si accumulano alcune cellule zombie, chiamate così poiché hanno perso la capacità di auto-eliminarsi alla fine del loro ciclo vitale. Questo fenomeno prende il nome di senescenza cellulare e può provocare danni alle cellule circostanti producendo fattori infiammatori che a loro volta creano un micro-ambiente infiammatorio che danneggia il tessuto stesso. Per combattere questo fenomeno è in atto una ricerca su principi attivi di origine naturale, come la fisetina e quercetina. 

I tessuti perdono la loro capacità rigenerativa a causa all'esaurimento delle cellule staminali dalle quali si generano le cellule adulte (differenziate) che costituiscono l’architettura dei tessuti e la loro funzione. A livello terapeutico, è possibile intervenire attraverso i trapianti di cellule staminali, pratica clinica ormai consolidata in campo ortopedico e cardiovascolare. Per quanto riguarda la prevenzione, invece, è stata dimostrata una certa efficacia dei NAD booster, i quali permettono di riattivare la generazione delle cellule staminali muscolari. In questo caso si parla di una classe di super vitamine che sono sotto la lente di ingrandimento dei gerontologi americani da qualche anno. 

Il fenomeno dell'inflammaging prevede l'alterazione della comunicazione tra le cellule con la produzione di molecole infiammatorie. È possibile intervenire efficacemente con miglioramenti del proprio stile di vita, ad esempio con dieta ed esercizio fisico moderato regolare e con integrazioni nutrizionali mirate oppure con l’assunzione di sostanze naturali che agiscono sull’attivazione delle sirtuine come il resveratrolo e i suoi precursori.

 

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