Gli hacker, esperti informatici capaci di introdursi senza autorizzazione in sistemi e reti, rappresentano una minaccia sempre più concreta. Le loro azioni possono avere diversi obiettivi: dal furto di dati personali all’estorsione di denaro, fino alla diffusione di materiale privato o al danneggiamento dell’immagine delle persone coinvolte.
Tra i professionisti affermati che negli ultimi anni si sono occupati di questi casi c’è l’avvocato Christian Catera (classe ’93), founder di Catera Studio Legale, attivo in tutta Italia con sede in Sicilia e Lombardia, a Modica e Milano. L’avvocato ha assistito numerosi creator e influencer italiani vittime della diffusione non autorizzata di immagini e video privati, originariamente caricati su piattaforme a pagamento o riservate, poi trafugati e resi accessibili su siti e social. Un fenomeno già noto anche attraverso gruppi come “Mia Moglie”.
Il caso De Martino
Il tema è tornato di attualità con il recente episodio che ha coinvolto il conduttore Stefano De Martino e la sua compagna. Alcuni video di natura intima della coppia sarebbero stati trafugati da hacker attraverso le telecamere di sicurezza di un’abitazione privata, per poi essere diffusi online.
A seguire casi di tale portata, oltre all'avvocato Catera, nella importante battaglia contro ogni forma di violazione della privacy, in questo specifico caso è intervenuto l'Avv Angelo Pisani, founder del progetto antiviolenza e tutela privacy www.1523.it, che ha immediatamente esposto denuncia contro ignoti sia presso la polizia di Porto Cervo (dove i due si trovavano in vacanza), sia alla Procura di Roma, titolare delle indagini.
Le conseguenze
Questi episodi hanno ripercussioni gravi:
- sul piano psicologico, con la sensazione di invasione della propria intimità;
- sul piano economico e professionale, soprattutto per chi lavora con la propria
immagine e rischia di compromettere rapporti con aziende e partner;
- sul piano reputazionale, poiché i contenuti possono rimanere reperibili online anche dopo la rimozione.
Gli strumenti legali
Dal punto di vista giuridico, le strade per difendersi non mancano:
- in Italia, è possibile presentare reclami urgenti al Garante della Privacy;
- a livello internazionale, strumenti come il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) permettono di chiedere direttamente alle piattaforme la rimozione dei contenuti.
Sono procedure rapide ed efficaci, anche se la presenza di server collocati in diversi Paesi può rendere complessa una rimozione totale e definitiva.
Una questione culturale
Oltre agli aspetti legali, si tratta di una questione culturale: la privacy digitale deve essere riconosciuta e rispettata da tutti. Condividere online non significa accettare di rinunciare alla propria riservatezza.
L’avv. Catera afferma che con gli strumenti giusti e la necessaria tempestività è possibile limitare l’impatto di questi episodi, tutelando non solo l’immagine ma soprattutto la serenità delle persone coinvolte. Tuttavia, con l’avvento dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, è sempre più urgente sviluppare strumenti di protezione ancora più forti.
La prevenzione diventa quindi fondamentale: dall’uso consapevole dei social alla protezione dei propri dispositivi, fino al rivolgersi a professionisti in grado di intervenire con rapidità ed efficacia. Solo così si può contrastare un fenomeno in costante evoluzione, ogni giorno nell mondo digitale.
