(fonte Gazzetta dello Sport)
Ricominciare a fare sport, o addirittura partire da zero, è un passo tanto sano quanto difficile da fare. Significa rimettersi in gioco, cambiare il ritmo delle proprie giornate, acquistare una consapevolezza diversa. Ma soprattutto, significa dover riabituare il proprio corpo all’attività fisica. Proprio per questo, ricominciare a fare sport non significa doversi massacrare di esercizi in palestra, o nuotare un’infinità di vasche in piscina, o correre per chilometri. La ripresa dell’attività sportiva va fatta in modo “gentile”, con le attività giuste e più adatte per ritrovare la forma giusta, senza esagerare.
Camminare è un gesto tanto normale quanto sottovalutato. Chiaro, non basta per ottenere un fisico scolpito, ma è assolutamente efficace per rimettersi in “carreggiata” e cominciare a ritornare in forma. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet Public Health bastano circa 7000 passi al giorno per ottenere benefici importanti per l’organismo: questa soglia è stata infatti associata a una riduzione del 50% del rischio di morte, del 25% di malattie cardiovascolari, del 38% di demenza, del 22% di depressione, del 14% di diabete di tipo 2 e del 6% per i tumori. Come fare a trovare il tempo? È possibile ritagliarselo anche durante delle giornate impegnative. Basta parcheggiare un po’ più lontano rispetto al posto di lavoro, programmare una camminata nell’orario di pausa pranzo, andare a piedi invece di usare la macchina per delle brevi commissioni se sono vicino casa. Tutto questo, poi, permetterà gradualmente di aumentare il tempo della camminata, fino ai 7000 passi necessari per stare bene. L’importante, come sempre, è non forzare nulla e lasciare che il corpo si riabitui gradualmente.
Con il termine mobility si intende la capacità del corpo di muoversi in modo libero, fluido e senza rigidità. Non riguarda solo l’allungamento dei muscoli, ma soprattutto il corretto movimento delle articolazioni, coordinato con forza, controllo e respirazione. Gli esercizi di mobility sono solitamente lenti e controllati e servono ad “accompagnare” le articolazioni. Sono quindi diversi dal classico stretching, dove invece si mantiene una posizione più a lungo. Gli esercizi di mobility prevedono un lavoro dinamico e progressivo, senza forzature, con l’obiettivo di guadagnare mobilità e funzionalità. Il fisioterapista Fabrizio Scopece aveva spiegato a Gazzetta Active che “la mancanza di movimento, specie nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni (e in proporzione fino a 70-80 anni) è una delle principali cause di insorgenza dei disturbi più comuni, come il mal di schiena e il dolore cervicale. Bastano brevi routine, personalizzate in base allo stile di vita, alla condizione, all'attività fisica e lavorativa svolta”. Bastano pochi minuti al giorno: gli esercizi di mobility possono essere eseguiti a casa, senza attrezzi, e adattati all’età, alla condizione fisica e alle abitudini lavorative. Per chi riparte da zero rappresentano un passaggio fondamentale: un modo “gentile” per riattivare il corpo, prepararlo al movimento e tornare a sentirlo più sciolto e reattivo.
Lo yoga funzionale è un approccio allo yoga che mette al centro la funzione del movimento, dove la performance non dipende solo da muscoli e articolazioni, ma anche dalla capacità del corpo di funzionare in modo armonico, dentro e fuori. La maestra di yoga Magda Shipple aveva spiegato a Gazzetta Active che “Lo yoga funzionale non è uno stile ma un approccio. Ogni posizione ha valore non per come appare, ma per ciò che produce nel corpo di quella persona. È un metodo basato sulla funzione, sull’ascolto delle differenze anatomiche e sulla ricerca di equilibrio tra mobilità, stabilità e consapevolezza”. Lo yoga funzionale lavora anche sui sistemi interni del corpo, come quello respiratorio, linfatico, digestivo e nervoso, contribuendo a migliorare il benessere generale. La pratica dello yoga funzionale inizia dal respiro: la respirazione diaframmatica aiuta a ristabilire un corretto ritmo respiratorio e favorisce la circolazione dei fluidi e il benessere viscerale. Un ruolo importante è svolto dalle torsioni, che attraverso la rotazione controllata del tronco stimolano la circolazione, favoriscono la regolarità intestinale e aiutano a regolare il sistema nervoso. Lo yoga funzionale permette quindi di “riattivare” il corpo con “gentilezza”, migliorando la qualità del movimento e contribuendo a sviluppare una maggiore consapevolezza. Le torsioni, infatti, stimolano la circolazione linfatica e venosa, migliorando il ritorno dei fluidi e quindi lo scambio metabolico e contribuiscono a sostenere le normali funzioni di eliminazione e rinnovamento cellulare grazie al miglioramento della circolazione e del tono neurovegetativo. Inoltre, attivano la peristalsi intestinale, facilitando la regolarità e quindi l’eliminazione fisiologica dei residui e regolano il tono neurovegetativo, promuovendo il rilascio del sistema nervoso e migliorando le funzioni viscerali (digestione, assorbimento, eliminazione).
Il pilates è un'attività che unisce forza, flessibilità e controllo del corpo, focalizzandosi soprattutto sulla stabilità del "core" (centro del corpo), e combinando esercizi posturali, tonificazione muscolare profonda (addominali, glutei, gambe) e controllo della respirazione. C’è una variante, il mindful pilates, che garantisce una perfetta sintonia tra corpo e mente ed è perfetta per ricominciare a fare attività fisica in modo gentile ed efficace: ”È la combinazione di esercizi di pilates e meditazione. Durante una lezione si allena la capacità di percepire le sensazioni corporee, la propriocezione, il respiro, l’attivazione dei muscoli del core, l’equilibrio, l’agilità e il controllo motorio e posturale” aveva spiegato a Gazzetta Active la trainer Maria Luisa Fissasegola. Il mindful pilates non si basa sulla sfida o sulla prestazione ma invita ad ascoltare il corpo, autoregolandosi e restando presenti a ciò che accade. I benefici sono sia fisici che mentali: con una pratica costante migliorano flessibilità, postura ed equilibrio muscolare, riducendo il rischio di infortuni e alleviando dolori comuni come il mal di schiena da scrivania. La maggiore consapevolezza di sé favorisce anche una gestione più sana del peso e dello stress. Dal punto di vista mentale, la connessione tra corpo e mente aiuta a combattere l’ansia e lo stress, controllando gli sbalzi d’umore.
