(fonte Gazzetta dello Sport)
Non l’hanno ancora preso. Il Bez sfreccia, ineffabile, sempre imprendibile. Stavolta lo avevano anche spostato indietro, retrocesso di due posizioni con una penalità per aver rallentato Marc Marquez in qualifica. E allora Marco Bezzecchi è scattato dalla seconda fila.
Dovrà rinunciare al record di giri consecutivi in testa, s’era immaginato. Tra gli ultimi due GP del 2025 e i primi due di quest’anno ne aveva assommati 101. Jorge Lorenzo nel 2015 era arrivato a 103. Peccato, abbiamo pensato, gliene mancavano solo 2. Perché nessuno dubitava delle sue chance di vittoria, ma che potesse chiudere il primo giro in testa, scattando dalla seconda fila, quello no, non lo avevamo considerato. E invece in poche curve ha riassunto la sua superiorità, le sue ambizioni, la padronanza dell’Aprilia e della situazione. Ha infilato una linea ideale, lasciandosi subito dietro Pecco Bagnaia e il poleman Fabio Digiannantonio. Solo Pedro Acosta, tra quelli in prima fila, è riuscito a scattargli davanti. Ma per poco, per meno di quel giro intero che avrebbe fatto sfumare il primato. Difficile che il Bez abbia pensato a quello, ma non importa su cosa abbia ragionato o meno, conta che è andato all’attacco. Acosta ha staccato lungo alla 11 e lui s’è buttato subito dentro. Con anche un contatto che ci ha fatto saltare un battito del cuore. Bez è rimbalzato, s’è messo al comando e via. Lì è rimasto, fino in fondo ad una corsa cominciata lo scorso novembre in Portogallo e non ancora finita. In tutto fanno 121 giri consecutivi, tutti in testa. Senza rivali.
