venerdì 27 marzo 2026

RENZO ROSSO E IL SUO VICENZA

VINCENTE DI NATURA

(fonte Gazzetta dello Sport)

Un vincente di natura come Renzo Rosso ha appena aggiunto una perla alla sua collana di successi e ne rincorre tanti altri. Il proprietario del Vicenza, re della moda, sta ancora festeggiando la promozione in B ottenuta con un anticipo record, spera nel bis del Milan e stasera spingerà l’Italia alla qualificazione per il Mondiale. Con una punta critica. 

Crede nel suo amico Gattuso? 

“Ho grande stima e simpatia in lui, spero che riesca a mettere insieme una squadra all’altezza. Ci sono troppi stranieri, non si conoscono i nomi dei giocatori, dove sono l’interesse nazionale, l’orgoglio e l’amore? Quindi speriamo di andare al Mondiale, ma facciamo mea culpa”. 

Negli altri sport non è così, l’Italia sta lanciando giovani campioni, da Sinner ad Antonelli. 

“Abbiamo tanti ottimi tennisti e grazie a loro questo sport ha molto più seguito. Sono un po’ geloso di Sinner perché mia moglie è sua grande tifosa, e la porto a tutte le finali. Antonelli mi piacerebbe conoscerlo, la F.1 è diventata un po’ noiosa ma con lui è più divertente, e poi moda e motori sono sempre stati un connubio bellissimo”. 

Come rimediare nel calcio? 

“Come abbiamo fatto noi a Vicenza, educando i ragazzi sin dal settore giovanile, facendoli attaccare al proprio territorio, evitando loro la ludopatia e i rischi della strada. Gli uomini fanno la differenza, non le squadre. Siamo andati in Serie B con sei ragazzi cresciuti in casa quasi sempre titolari e sette impegnati con le varie nazionali giovanili”. 

Perché avete scelto questa strada? 

“Sin dal 2018 puntiamo su un calcio sociale, con una base di 4.000 ragazzi. Collaboriamo con tutte le società della provincia che se hanno un ragazzo bravo lo mandano da noi, e noi giustamente riconosciamo loro un premio. E andiamo oltre, facciamo istruzione come nelle nostre aziende. Investiamo un milione e mezzo per il vivaio”. 

Un progetto che nasce dalla sua passione? 

“Sì, ho sempre giocato, sono un’ala destra e gioco ancora, anche se non sono mai stato bravo. Quando a 5’ dalla fine perdo, so che la posso vincere e mi impegno ancora di più, come nella vita. Certo, nelle nostre partitine magari si allunga un po’ il recupero (ride, ndr)... Ma adesso ho la testa, corro meno ma non sbaglio mai. Vale anche nella vita, con 50 anni di esperienza ho un bagaglio culturale tale da poter parlare di tutto con tutti”. 

La sua base calcistica è lo Sporting 55, il centro sportivo costruito per la squadra e non solo. 

“Uno dei più belli in Italia, c’è tutto, per il Vicenza e la comunità. E poi c’è lo spritz del giovedì: il capitano Costa organizza e ci ritroviamo a discutere di tutto. I ragazzi mi chiedono tante cose, dalle sfilate alle belle donne, c’è tanta curiosità. Stuckler è molto religioso, parliamo anche di quello”. 

I giocatori le hanno chiesto un premio speciale? 

“Alla cena di Natale c’erano 600 invitati e celebrità varie. Quella più applaudita è stata Michelle Hunziker e i ragazzi la vorrebbero rivedere...”. 

Nel vostro board c’era anche Paolo Rossi. 

“Era uno di noi, un amico vero. Avrei voluto coinvolgere anche Robi Baggio, ma è più schivo. Con loro due sono riuscito solo a fare una cena”. 

Lei a Vicenza è il proprietario, il presidente è suo figlio Stefano. 

“È stato molto bravo a scegliere il ds Giorgio Zamuner e l’allenatore Fabio Gallo, si è impuntato e ha fatto bene. Io non intervengo mai nelle scelte tecniche”. 

Però le linee guida per la prossima Serie B le ha dettate lei... 

“Ho solo detto: non prendetemi primedonne. Bisogna salvare gli equilibri. E poi vorrei aprire il capitale della società ad altri imprenditori della città, perché il Vicenza deve essere indipendente dai Rosso e ha tanti progetti, a cominciare da quello già pronto per rifare il Menti”. 

Con i tifosi all’inizio c’è stata qualche frizione, adesso come va? 

“C’è un bel feeling. Per i 120 anni del club avevo disegnato io una maglia bellissima, e loro mi hanno insultato perché non rispettava la storia, così ho risposto per le rime... Poi ho detto: voi fate il vostro e io faccio il mio. Ci siamo chiariti ed è nato un feeling meraviglioso. Capisco la storia, ma io vengo dalla moda e devo dare un segnale. Tanto è vero che dopo di noi altre società ci hanno seguito e un’altra ci ha appena chiesto di disegnare per loro una nuova maglia speciale, ma non dico chi è”. 

Si è emozionato sotto la curva a festeggiare la Serie B?

“Tanto. Gallo mi ha abbracciato alzandomi di peso, Costa mi ha portato sotto la curva. Non ci ero mai andato. E ammetto che mi è scesa una lacrima dopo il secondo gol di Stuckler e mio figlio mi ha abbracciato forte. Nella mia carriera di imprenditore ho vissuto tante emozioni e questa entra ai primi posti”. 

E se vincesse lo scudetto il suo Milan? Che bis sarebbe?

“Peccato per la sconfitta con la Lazio: credevo nello scudetto, comunque non è ancora detta”. 

Le piace Allegri? Ricorda un po’ Gallo per come allena...

“Sono amico e grande estimatore di Max. Conosco tanti giocatori, anche Leao: nel nostro linguaggio ci troviamo bene, parliamo di moda. Il presidente Scaroni è di Vicenza, è nostro amico e ci fa i complimenti per come gestiamo il club”. 

Scaroni rappresenta un Fondo, lei il suo gruppo. Voi siete la quinta proprietà nel calcio italiano, la prima tricolore. Come vive questo confronto? 

“Voglio coinvolgere l’imprenditoria locale aprendo anche a investitori stranieri, perché hanno una visione diversa, e hanno ambizione. Un partner straniero aiuterebbe a coinvolgere imprenditori locali per una crescita maggiore loro e del Vicenza. Bisogna aprire i capitali. La competenza dei Fondi unita alla nostra passione, anche per il progetto stadio, sarebbe il binomio perfetto. E noi con il nostro network sul territorio abbiamo una base molto forte per portare avanti tutti i nostri progetti”.


 

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