(fonte Libero)
Vi è mai capitato di avvertire una sensazione quasi metallica in bocca? Bene, è quello che può succedere nella Gola dell’Aare (localmente nota come Aareschlucht), una fenditura lunga poco più di un chilometro che si apre nel cuore dell’Oberland bernese. Il motivo è molto semplice (e interessante): qui l’aria arriva dalle viscere della montagna, carica di umidità e di storie antiche. Tra i villaggi di Meiringen e Innertkirchen, l’omonimo fiume scorre a tratti docile e altrove furioso. Si stringe, accelera, ruggisce e poi cambia colore con la luce, passando da un grigio chiaro a riflessi turchesi che tradiscono l’origine glaciale dell’acqua. Contemporaneamente, pareti verticali salgono fino a 200 metri sopra la testa, con superfici lisce e segnate da vene chiare e incisioni profonde. In alcuni punti la distanza tra le due pareti si riduce fino a poco più di un metro, tanto che le mani riescono a sfiorare la roccia su entrambi i lati.
Ma questo è anche un posto carico di misteri: nelle valli alpine circola da secoli la leggenda del Tatzelwurm, una creatura indefinita, metà serpente e metà drago. Stando ai racconti popolari viveva proprio tra queste pareti, alimentando per lungo tempo il timore di attraversare la zona. Paura che ha tenuto lontani gli abitanti fino alla fine dell’800, quando qualcuno decise che questa frattura nella montagna meritava di essere percorsa.
