(fonte Gazzetta dello Sport)
L’alimentazione è fondamentale per tenere sotto controllo la glicemia, prevenire il diabete di tipo 2 e mantenersi in salute in tutti i sensi. Non è un caso che sempre più studi scientifici si concentrino su ciò che viene portato ogni giorno a tavola, individuando alimenti in grado di influenzare il metabolismo e migliorare la salute generale. E secondo un recente studio pubblicato su Foods, esiste un frutto in particolare che – se mangiato una volta al giorno – può aiutare a prevenire il diabete di tipo 2.
Secondo i ricercatori mangiare un mango al giorno può aiutare a prevenire il diabete di tipo 2: è il risultato di uno studio che ha analizzato gli effetti di questo frutto negli esseri umani, sulla base anche di precedenti ricerche sui topi, con risultati positivi. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, di cui solo uno mangiava un mango ogni giorno: in questo gruppo la glicemia a digiuno si è abbassata di 18 mg/dL rispetto al gruppo che non consumava il frutto ma una barretta energetica al suo posto. Inoltre, nel gruppo che consumava il mango non si è verificato un aumento di emoglobina glicata (HbA1c) uno dei principali indicatori del possibile rischio di diabete (dai 42 ai 47 mmol/mol si parla di prediabete, dai 48 in poi si parla di diabete), cosa che invece è stata rilevata nel gruppo che non assumeva mango. Gli autori, comunque, sottolineano che serviranno altri studi per ottenere ancora più chiarezza e che i risultati devono essere interpretati come “esplorativi e non definitivi”.Il mango contiene tanti composti bioattivi che aiutano a regolare la glicemia e migliorano la salute metabolica: è infatti ricco di carotenoidi, acido ascorbico, polifenoli, quercetina e fibre alimentari. I carotenoidi svolgono un’azione antiossidante che aiuta a contrastare lo stress ossidativo, uno dei fattori coinvolti nello sviluppo della resistenza all’insulina. L’acido ascorbico (vitamina C) può contribuire a migliorare la sensibilità insulinica e a ridurre l’infiammazione sistemica, entrambi elementi chiave nel controllo della glicemia. I polifenoli, ampiamente studiati, aiutano a modulare l’assorbimento degli zuccheri e a migliorare il metabolismo del glucosio. Tra questi, la quercetina è stata associata in alcuni studi a una migliore risposta insulinica e a una riduzione dei picchi glicemici dopo i pasti. Infine, le fibre alimentari rallentano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue, evitando picchi glicemici e contribuendo a una maggiore sazietà.
