venerdì 15 maggio 2026

PCOS CAMBIA NONE

PELLICER (IVI)

“AIUTA A LEGGERE LA SINDROME CON UNA LENTE CLINICA  PIÙ AMPIA”

 (Riceviamo e pubblichiamo)

Roma, 15 maggio 2026 – “Il passaggio da PCOS a PMOS è scientificamente rilevante perché supera una definizione storicamente centrata sull’ovaio e sulle cosiddette ‘cisti’, che non descrive pienamente la complessità della sindrome. 

La precedente terminologia poneva l’accento soprattutto sull’ovaio, mentre sappiamo che una riserva ovarica elevata, che può essere frequente in molte donne tra i 20 e i 30 anni, non è di per sé sinonimo di sindrome. Nei casi in cui la sindrome è presente, invece, la componente metabolica assume un ruolo centrale: includerla nella definizione significa descrivere in modo più accurato la reale complessità della condizione.” Antonio Pellicer, pioniere della medicina riproduttiva, professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia all’Università di Valencia e fondatore di IVI, Instituto Valenciano de Infertilidad, commenta la pubblicazione su The Lancet del consenso internazionale che propone di rinominare la sindrome dell’ovaio policistico in Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome (PMOS).

“Il nuovo nome riflette meglio la natura sistemica della sindrome, riconoscendo l’interazione tra alterazioni endocrine, metaboliche e ovariche. Parliamo di una condizione che riguarda circa una donna su otto e oltre 170 milioni di donne nel mondo. La ridefinizione nasce da un ampio processo internazionale di consenso multidisciplinare pubblicato su The Lancet, che ha coinvolto organizzazioni scientifiche, cliniche e associazioni di pazienti a livello globale. È importante sottolineare che non si tratta di una nuova malattia, ma di un’evoluzione della nomenclatura, con l’obiettivo di ridurre letture parziali, ritardi diagnostici e frammentazione dell’assistenza.” 

“Per la medicina riproduttiva, questo cambio di prospettiva è particolarmente significativo. Le difficoltà ovulatorie e l’infertilità devono essere interpretate all’interno di un quadro biologico più ampio, in cui iperandrogenismo, insulino-resistenza, alterazioni metaboliche e disfunzione ovarica rappresentano componenti interconnesse di una stessa sindrome, che può manifestarsi in modo diverso nelle varie fasi della vita.”

“Serve però prudenza. Un nuovo nome non modifica automaticamente i criteri diagnostici, non introduce di per sé nuove terapie e non deve generare confusione nelle pazienti. Il suo valore dipenderà dalla capacità di tradurlo nella pratica clinica, attraverso formazione dei professionisti, comunicazione chiara e collaborazione tra ginecologi, endocrinologi, nutrizionisti, specialisti della fertilità e, quando necessario, professionisti della salute mentale.”

“Accogliamo questa evoluzione come un passaggio scientificamente importante, non come un punto di arrivo. La transizione sarà progressiva e dovrà accompagnarsi a un lavoro di implementazione nelle future linee guida internazionali, con l’obiettivo di migliorare diagnosi, stratificazione del rischio e continuità assistenziale lungo tutto l’arco della vita della donna.” Conclude il prof. Pellicer. 

IVI

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna totalmente specializzata in Procreazione Medicalmente Assistita, grazie al lavoro pioneristico svolto dal Professor José Remohí e il Professor Antonio Pellicer che hanno contribuito in modo significativo alla ricerca e allo sviluppo della medicina riproduttiva a livello mondiale. Dalla sua fondazione, IVI ha aiutato a far nascere più di 250.000 bambini grazie all'utilizzo delle più avanzate tecnologie di Fecondazione Assistita. Questo è stato possibile grazie al lavoro di un’equipe multidisciplinare integrata, composta da più di 2.500 professionisti altamente specializzati in Ginecologia, Ostetricia, Genetica, Biologia, Andrologia, Chirurgia, Medicina Materno-Fetale, Anestesia, etc. Fin dalla sua fondazione, la mission è stata quella di offrire soluzioni di altissima qualità per le coppie che affrontano problemi di fertilità. Dalla prima clinica a Valencia, IVI ha continuato a crescere e svilupparsi ampliando la sua presenza in tutto il mondo, aprendo sedi in Italia – attualmente presente a Roma, Bologna, Milano e Bari - Portogallo, Argentina, Cile, Panama, Brasile e Messico, India, Abu-Dhabi, tra gli altri. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMA, fondata nel 1999 dal Dottor Paul Bergh, Dottor Richard Scott e il Dottor Michael Drews negli Stati Uniti, diventando uno dei gruppi leader mondiali nel campo della medicina riproduttiva. I valori comuni come l’innovazione riconosciuta a livello internazionale, l’attenzione personalizzata al paziente e i migliori tassi di successo in campo clinico, hanno contribuito a rendere IVI una delle reti di cliniche per la fertilità più grandi e rispettate al mondo. 

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Ufficio stampa e Comunicazione

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