lunedì 26 aprile 2021

INTERVISTA A LAURA PAUSINI

"IO UN'ATLETA DA OSCAR"

di Gabriella Mancini (fonte Gazzetta dello Sport)

Non lo ha vinto. Ma poco importa. Laura Pausini, candidata all'Oscar 2021 per “Io sì” (Seen), canzone originale del film “La vita davanti a sé”, con Sophia Loren, con lo stesso brano aveva già conquistato i Golden Globe 2020, non è riuscita a conquistare la statuetta. Ma il suo risultato è comunque da Champions League. ecco quello che ci aveva raccontato quando aveva saputo che sarebbe scesa in campo per vincere l'Oscar.

UN ATLETA—"Mi sento come un’atleta perché mi sono impegnata, sono disciplinata, sono in continua sfida con me stessa. I miei amici mi prendono in giro: 'Dopo l’Oscar ti rimangono soltanto le Olimpiadi!".

Laura, si è allenata per essere in perfetta forma alla cerimonia del 25 aprile?

"Sì, non mi piace molto, ma per forza, il movimento è importante! Molto tapis roulant e per divertirmi ascolto canzoni e ballo. Con la musica è più semplice, tutti balletti inventati su canzoni scelte a caso, mi sento libera!"

Segue una dieta particolare?

"Incredibile, con il lockdown tutti ingrassano, ma io sono dimagrita! Al posto dell’acqua, però, prendo bevande drenanti e naturali (e mostra la bottiglia), ce l’ho sempre a portata di mano".

La psicologia dell’atleta aiuta ad affrontare tanti ostacoli, c’è un atleta che le piace particolarmente?

"Mi affascina la figlia di Fiona May, la campionessa di salto in lungo Larissa Iapichino: è giovane, raggiunge risultati eccellenti, è riservata, la sua disciplina agonistica è anche nella vita". Laura non sta nella pelle, questo lungo periodo di lockdown ha amplificato le sensazioni. Lei, cittadina del mondo, chiusa in casa, e all’improvviso la notizia della candidatura all’Oscar. La sua sincerità è prorompente, all’improvviso scoppia a piangere e si confida. "Dal primo Festival di Sanremo, 28 anni fa, mi chiedo che cos’ha di particolare la mia vita, perché proprio a me è arrivato questo successo, che oggi stride così tanto con la pandemia, con la sofferenza di tante persone? Ho ancora molto di quella ragazzina di 18 anni, sono sempre un po’ spaventata, ho paura di sentirmi speciale, devo rendermene conto. Sono andata anche dalla psicologa, mi ha aiutata, e ogni volta mi rimetto in gioco per affrontare cose che sento più grandi di me. Per la verità sono più preoccupata di non deludere le aspettative degli italiani che degli stranieri, chiamiamola ansia da prestazione. Ma i traguardi mi hanno dato la voglia di spingere sull’acceleratore, come succede agli atleti, con una nuova grinta. Ma ci pensate, ragazzi? Un brano italiano candidato all’Oscar, lo cantano in italiano in America? In passato dicevo a me stessa 'non vinco' per poi, semmai, godermela di più, ma questa volta mi dico 'andiamo a giocarcela, l’Oscar voglio vincerlo!'".

 

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