(fonte Gazzetta dello Sport)
Per anni chi soffriva di artrosi è stato invitato a riposare e limitare i movimenti, così da non danneggiare ulteriormente le articolazioni. Le cose sono iniziate a cambiare negli ultimi anni, complici anche nuovi trattamenti e rimedi per trattare questa malattia degenerativa che, secondo le più recenti rilevazioni di Istat, riguarda circa 4 milioni di persone in Italia. Oggi le evidenze scientifiche dimostrano che il movimento, se praticato nel modo giusto, può essere uno degli strumenti più efficaci per proteggere le articolazioni e ridurre i sintomi dell'artrosi.
A fare il punto sul rapporto tra artrosi e attività fisica è stato Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento. Secondo l’esperto, oggi questa malattia non deve più essere considerata una condanna all'immobilità e negli ultimi anni sono stati diversi studi a confermare che il cosiddetto movimento terapeutico è più efficace del "riposo protettivo".Tra le forme di artrosi più diffuse ci sono quelle che colpiscono ginocchio e anca, e proprio queste per anni si è concentrato il dibattito sull'utilità o meno della camminata. Salvo condizioni di importante riacutizzazione infiammatoria o in caso di artrosi di grado molto severo, "in generale la deambulazione non solo è un'attività sicura, ma è anche essenziale per la conservazione della cartilagine e il benessere dell'intero organismo", ha spiegato l'esperto all'Adnkronos Salute.
La deambulazione, infatti, stimola il corretto funzionamento del liquido sinoviale, il fluido presente nelle articolazioni che ha il compito di nutrire e proteggere la cartilagine. Quando l'articolazione si muove, il liquido sinoviale viene distribuito in modo più efficace e stimola la produzione di sostanze fondamentali per la salute articolare. Senza questo movimento, precisa Bernetti, il liquido tende a ristagnare e la cartilagine può andare incontro a un deterioramento più rapido.
Anni di invito al riposo hanno spinto alla convinzione che camminare o comunque fare movimento possa peggiorare l'usura delle articolazioni. Questo è vero soltanto in parte: "Studi di biomeccanica mostrano come durante il cammino in piano a velocità normale, il ginocchio subisca sollecitazioni fisiologiche che rientrano nella capacità di adattamento dei tessuti e che anzi sono fondamentali per un adeguato equilibrio articolare", parola di Bernetti.
Al contrario, è vero che attività come la corsa o i salti generano dei picchi di carico molto più elevati e questi, in un'articolazione già colpita da artrosi sintomatica, possono superare la soglia di tolleranza e provocare dolore o infiammazione. Proprio per questo a chi soffre di artrosi viene sì consigliato di tenersi in movimento, ma anche di evitare gli esercizi ad alto impatto.
"Esistono diverse evidenze, inoltre, che dimostrano come il cammino non acceleri la progressione strutturale dell'artrosi. Una revisione sistematica recente ha confermato che la camminata non sembrerebbe essere correlata al peggioramento delle alterazioni visibili alle radiografie o alla risonanza magnetica", ha sottolineato l'esperto, citando degli studi secondo i quali camminare potrebbe anche "migliorare significativamente la funzione fisica e addirittura ridurre il dolore nei pazienti con artrosi del ginocchio e dell'anca". Questi effetti sono stati osservati anche nei pazienti con sovrappeso o obesità, nei quali il cammino non ha mostrato danni strutturali alle articolazioni.
“Le linee guida europee per la gestione dell'artrosi sottolineano che l'attività fisica dovrebbe essere considerata il trattamento principale e che il riposo dovrebbe essere limitato solo alle fasi di riacutizzazione infiammatoria acuta", ha concluso il professor Bernetti, pronto a sottolineare come l'approccio giusto da adottare debba essere personalizzato in base alla condizione in cui si trova il paziente.
