mercoledì 22 aprile 2026

GIORNATA SALUTE DONNA

SULLA FERTILITÀ MOLTE SI INFORMANO TARDI

(riceviamo e pubblichiamo a cura di Angela La Terra 

In Italia si diventa madri sempre più tardi: nel 2025 l’età media alparto ha raggiunto 32,7 anni, confermando il progressivo rinvio della maternità. Ilcalendario della vita cambia, quello biologico molto meno: un cambiamento socialeormai strutturale che riporta al centro il tema della fertilità femminile e del temporiproduttivo.In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna, gli specialisti richiamanol’attenzione su un fenomeno frequente: molte donne affrontano il tema della fertilitàsolo quando iniziano la ricerca di una gravidanza o dopo i primi tentativi nonriusciti.

Dal punto di vista clinico, la fertilità femminile tende a ridursi progressivamente con l’età,con un calo più evidente dopo i 35 anni, in parallelo alla diminuzione della quantità e dellaqualità ovocitaria. Anche il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomicheaumenta con l’età materna.“L’età rappresenta uno dei principali determinanti della fertilità femminile, perché nel temposi riducono progressivamente sia la riserva ovarica sia la qualità ovocitaria, con possibilieffetti sulla probabilità di concepimento”, commenta il dott. Francesco Gebbia, medicochirurgo specializzato in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, co-direttore IVI ROMA. “Per questo una valutazione precoce del profilo riproduttivo ha unimportante valore clinico: consente di identificare eventuali fattori di rischio e di orientare inmodo tempestivo le scelte più appropriate per la singola donna”.Tra gli strumenti disponibili vi sono il dosaggio dell’AMH (Ormone Antimulleriano), markerutilizzato nella valutazione della riserva ovarica, e la conta dei follicoli antrali tramiteecografia transvaginale, esame che contribuisce a stimare il patrimonio follicolare residuo.Tali parametri devono essere interpretati nell’ambito di una consulenza specialisticapersonalizzata.Secondo gli specialisti, la prevenzione oggi significa anche educazione riproduttiva:informare sui tempi biologici della fertilità, sui fattori di rischio individuali e sulle opportunitàofferte da una diagnosi precoce.La Giornata della Salute della Donna rappresenta così l’occasione per rilanciare unmessaggio chiaro: sulla fertilità, arrivare prima significa avere più opzioni.IVIIVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna totalmente specializzata in Procreazione Medicalmente Assistita, grazieal lavoro pioneristico svolto dal Professor José Remohí e il Professor Antonio Pellicer che hanno contribuito in modo significativo allaricerca e allo sviluppo della medicina riproduttiva a livello mondiale. Dalla sua fondazione, IVI ha aiutato a far nascere più di 250.000bambini grazie all'utilizzo delle più avanzate tecnologie di Fecondazione Assistita. Questo è stato possibile grazie al lavoro di un’equipemultidisciplinare integrata, composta da più di 2.500 professionisti altamente specializzati in Ginecologia, Ostetricia, Genetica, Biologia,Andrologia, Chirurgia, Medicina Materno-Fetale, Anestesia, etc. Fin dalla sua fondazione, la mission è stata quella di offrire soluzioni dialtissima qualità per le coppie che affrontano problemi di fertilità. Dalla prima clinica a Valencia, IVI ha continuato a crescere esvilupparsi ampliando la sua presenza in tutto il mondo, aprendo sedi in Italia – attualmente presente a Roma, Bologna, Milano e Bari -Portogallo, Argentina, Cile, Panama, Brasile e Messico, India, Abu-Dhabi, tra gli altri. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMA, fondata nel1999 dal Dottor Paul Bergh, Dottor Richard Scott e il Dottor Michael Drews negli Stati Uniti, diventando uno dei gruppi leader mondialinel campo della medicina riproduttiva. I valori comuni come l’innovazione riconosciuta a livello internazionale, l’attenzionepersonalizzata al paziente e i migliori tassi di successo in campo clinico, hanno contribuito a rendere IVI una delle reti di cliniche per lafertilità più grandi e rispettate al mondo.

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