a cura di Angela La terra
Quando serve davvero una visita oculistica? Quando uncontrollo può essere programmato? E quali aspetti non devono esseresottovalutati perché potrebbero mettere a rischio la vista? Domande concrete,che riguardano ogni giorno pazienti, famiglie, medici di medicina generale,pediatri e servizi sanitari. Per rispondere a questa esigenza è stata pubblicatadall’Istituto Superiore di Sanità la Raccomandazione di Buona PraticaClinico-Assistenziale “Appropriatezza clinica per l’accesso alla visitaoculistica”, con l’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO ETS) come entecapofila. Si tratta della prima raccomandazione di questo tipo pubblicata inambito oftalmologico.Il documento nasce per rendere più chiari e omogenei i criteri di accesso allavisita oculistica, aiutando a individuare i pazienti che devono essere valutatirapidamente e quelli che possono seguire un percorso programmato. La visitaoculistica non ha sempre lo stesso grado di urgenza.
Un controllo periodico perun difetto visivo, un improvviso calo della vista, un trauma, un occhio rossodolente o un disturbo visivo comparso all’improvviso non sono situazioniequivalenti.La raccomandazione punta proprio a questo: orientare meglio l’accesso,evitando sia ritardi nei casi che richiedono attenzione immediata, sia accessiimpropri che possono allungare le liste d’attesa per chi ha un bisogno piùurgente. “Questa raccomandazione non serve a mettere ostacoli tra il pazientee l’oculista”, dichiara Alessandra Balestrazzi, presidentedi AIMO, Associazione Italiana Medici Oculisti. “Al contrario, serve a farein modo che ogni persona venga indirizzata nel percorso più corretto, neltempo più adeguato al proprio problema. In oftalmologia il tempo può fare ladifferenza: alcune condizioni vanno riconosciute e trattate rapidamente perproteggere la vista”.Il documento fornisce criteri clinici per aiutare i professionisti avalutare quando una visita oculistica deve essere urgente, quando
deve essere eseguita in tempi brevi e quando può essereprogrammata. In particolare, le raccomandazioni aiutano a distinguere isegnali che richiedono un invio rapido o urgente (come un calo improvvisodella vista, un trauma oculare, un dolore acuto, una visione doppia comparsaall’improvviso, il sospetto di corpo estraneo, ustioni o lesioni dell’occhio), idisturbi che necessitano di una valutazione specialistica in tempi brevi (comealcuni casi di occhio rosso persistente, alterazioni improvvise della visione osintomi che possono indicare patologie della retina), le situazioni che possonoessere programmate (controlli periodici, valutazioni per difetti visivi non acuti omonitoraggi in pazienti con condizioni croniche), i percorsi specifici perbambini, neonati e persone con patologie sistemiche(nel caso di diabete oipertensione, che possono avere ricadute anche sulla salute degli occhi).AIMO ETS, indicata come ente capofila della raccomandazione, conferma ilproprio impegno nella promozione della qualità dell’assistenza oftalmologica edella cultura della prevenzione visiva. “L’oculistica è un ambito in cui ladiagnosi precoce può cambiare radicalmente il percorso di una persona- continua la presidente Balestrazzi - siamo orgogliosi di aver contribuito aun documento che mette insieme rigore scientifico, pratica clinica e bisognireali dei pazienti. Per il paziente vuol dire sapere quando è necessariomuoversi subito e quando, invece, è corretto programmare la visita. Per ilsistema sanitario significa usare meglio le risorse e ridurre il rischio che uncaso serio resti in attesa troppo a lungo”.Le liste d’attesa sono uno dei problemi più sentiti dai cittadini. Inoftalmologia la domanda di visite è molto elevata, anche perché moltepatologie oculari aumentano con l’età e perché alcune malattie croniche, comeil diabete, richiedono controlli regolari. Per questo definire criteri condivisi puòaiutare a migliorare l’organizzazione dei percorsi. Non si tratta di ridurrel’accesso alle cure, ma di renderlo più ordinato: deve trovare risposta prima chiha un rischio maggiore, poi i controlli programmabili, sempre mantenendo alcentro la sicurezza del paziente. La raccomandazione può quindi diventare unostrumento utile per medici di famiglia, pediatri, specialisti, strutture sanitarie ecittadini, favorendo una comunicazione più chiara sull’accesso alle visiteoculistiche.Il messaggio per i cittadini è semplice: non bisogna allarmarsi per ognidisturbo, alcuni problemi, come una difficoltà visiva comparsa lentamente enon particolarmente significativa, la necessità di aggiornare gli occhiali o uncontrollo in assenza di sintomi acuti possono essere inseriti in percorsiprogrammati.Alcune malattie degli occhi possono progredire in modo silenzioso, mentre altrerichiedono interventi tempestivi per evitare danni permanenti. Per questo laraccomandazione sottolinea il valore dell’appropriatezza anchenella prevenzione: indirizzare correttamente i pazienti significa intercettareprima le condizioni a rischio e, allo stesso tempo, evitare che controlli nonurgenti sottraggano spazio ai casi che non possono aspettare. “La vista è unafunzione essenziale per l’autonomia, il lavoro, la scuola e la qualità dellavita” conclude Balestrazzi. “Proteggerla significa anche costruire percorsi più chiari . Questa raccomandazione va in questa direzione: rendere piùcomprensibile quando, come e perché accedere alla visita oculistica”.Anche per questo nell’ambito del prossimo congresso AIMO di ottobre,all’Auditorium Parco della Musica di Roma, è in programma una tavola rotondacon i rappresentanti di molte società scientifiche per discutere quali sono i casidi patologie sistemiche che possono creare problemi oculari. Sarà un’occasionedi confronto molto importante per rinforzare i rapporti tra i vari specialisti e permigliorare l’assistenza per i cittadini.Ufficio Stampa AimoAngela La Terra3470553433Angela_laterra@yahoo.com
