domenica 5 settembre 2021

ELTON JOHN

IL NUOVO ALBUM

Si intitola "The Lockdown Sessions" il nuovo album, in uscita il 22 ottobre, che segna il ritorno alle radici di Sir Elton John. L'artista britannico torna con 16 brani di cui 10 inediti, registrate a distanza,  a cui ha lavorato negli ultimi 18 mesi durante la quarantena. Tanti e prestigiosi gli artisti del panorama musicale mondiale che hanno collaborato al disco, da Dua Lipa a Eddie Vedder, Gorillaz, Lil Nas X, Miley Cyrus, Nicki Minaj e molti altri. Nel marzo 2020, dopo la sospensione del "Farewell Yellow Brick Road Tour"a causa della pandemia,  Elton ha iniziato a lavorare a diversi progetti con artisti che aveva conosciuto durante il suo show “Rocket Hour” su Apple Music. Così è nato uno dei dischi più audaci e interessanti del grande musicista inglese, con il quale Elton è tornato alle sue radici di session man con risultati magnifici.

Anticipato dal singolo 'Cold Heart (PNAU Remix)'con Dua Lipa, l'album è un inebriante viaggio musicale attraverso generi diversi, diretto con raffinata abilità da uno dei più grandi della musica del nostro tempo. “The Lockdown Sessions” è molto più di un semplice album di collaborazioni.  16 tracce le trace con 10 brani inediti a celebrare il desiderio di unione compresa quella con una serie ineguagliabile di artisti che soltanto lui poteva mettere insieme. Più di 20 musicisti e cantanti che abbracciano una gamma incredibilmente vasta di generi, generazioni, culture, continenti e altro ancora, ognuno dei quali contribuisce con uno stile unico all'album. Inoltre in cinque brani di  “The Lockdown Sessions” Elton collabora con il produttore Andrew Watt, già vincitore di un Grammy, Elton ha dichiarato: "L'ultima cosa che mi aspettavo di fare durante l'isolamento era fare un album. Ma, mano a mano che la pandemia andava avanti, continuavano a spuntare progetti una tantum. Alcune delle sessioni di registrazione dovevano essere fatte a distanza, via Zoom, cosa che ovviamente non avevo mai fatto prima. Alcune sessioni sono state registrate con regole di sicurezza molto severe: lavorare con un altro artista, ma separati da schermi di vetro. La cosa certa è che tutte le tracce su cui ho lavorato erano davvero interessanti e diverse, roba completamente diversa da tutto ciò per cui sono conosciuto, roba che mi ha portato fuori dalla mia comfort zone in un territorio completamente nuovo. E ho capito che c'era qualcosa di stranamente familiare nel lavorare in questo modo. All'inizio della mia carriera, alla fine degli anni '60, ho lavorato come session man. Lavorare con diversi artisti durante il lockdown mi ha ricordato questo. Avevo chiuso il cerchio: ero di nuovo un session man. Ed era ancora uno sballo".

 

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