sabato 21 marzo 2026

POGACAR ALIENO: SI E’ PRESO ANCHE LA MILANO SANREMO

CADE MA VINCE LO STESSO

La storia scritta in un paio di centimetri o poco più, la storia che cancella ferite e lividi, la storia che esalta il coraggio e la follia. Tadej Pogacar, tutto sbucciato e più forte anche del dolore, ha vinto la prima incredibile Milano-Sanremo della vita, quella che pensava di aver perso quando rotolava giù a 32 km dall’arrivo. In una giornata da consegnare alla leggenda del ciclismo, lo sloveno è risalito fino alla vetta, ha fiaccato perfino Van der Poel, “nemesi” di questi anni, e battuto di mezza ruota in volata uno straordinario Tom Pidcock. 

Un colpo di genio, giusto prima che Van Aert arrivasse alle spalle come un tuono. Come da copione, una corsa sonnecchiosa per lunghe ore può diventare improvvisamente uno spettacolo d’arte varia, uno show con i fuochi d’artificio: questa è la Sanremo. Ieri il torpore è stato scosso dalla caduta del più atteso, Tadej Pogacar, a 32 km dall’arrivo e giusto prima dell’inizio della Cipressa: assieme allo sloveno sono venuti giù, tra gli altri, anche Van Aert, Girmay e il nostro Pellizzari e la corsa è impazzita, perfino più del solito. Sul corpo bionico di Tadej, ferite per tutto il lato sinistro, ma da quel momento l’alieno ha rimontato uno per uno tutto il gruppo. In quel momento la potentissima Uae ha usato Isaac Del Toro per lanciare il capitano a velocità supersonica: un attacco poderoso a -24,2 km, che ha lasciato per strada Filippo Ganna. A seguire Tadej solo l’immancabile Mathieu Van der Poel, anche lui coinvolto nella precedente caduta e apparso lontano dalle sue giornate migliori, e Tom Pidcock. Il trio di testa ha scalato la Cipressa a tempo record (8’47”), è andato in picchiata in discesa, rischiando a ogni curva, prima del nuovo colpo di scena: sul Poggio, a -8,5, la mitragliatrice ha sparato un altro colpo. Pogi è riuscito finalmente a scacciare l’incubo olandese: Van der Poel è scivolato fino a 15” e poi è stato risucchiato dal gruppo vicinissimo. Pidcock, invece, è riuscito a restare alla ruota, mentre il gruppo si è avvicinato e Van Aert ha suonato la carica fino ad arrivare a un centinaio di metri dai due fuggitivi, si è armata la volata vinta dallo sloveno con un’altra dote della casa: la lucidità. Ciò che serviva oltre l’orgoglio e il talento per aggiungere questa Classicissima inseguita per una vita: Tadej ha vinto anche questa, ce l’ha fatta nel dramma, e ora guarda voracemente alla Roubaix per completare il giro dei Monumenti.


 

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