(fonte Gazzetta dello Sport)
Dal 9 al 13 giugno l'Italia torna ad ospitare "la corsa più bella del mondo": circa 2.000 chilometri di gara, suddivisi in cinque tappe da percorrere (quasi) tutte d'un fiato, lungo un tracciato a otto che da Brescia scende fino a Roma e risale verso nord. Una gara estenuante, si sa, ma per i 450 equipaggi iscritti, la pedana di partenza - e di arrivo- da viale Venezia a Brescia è la realizzazione di un sogno. Il convoglio di vetture al via si preannuncia tra i più esclusivi degli ultimi anni: una sfilata di capolavori che va dalle prime OM 665 MM Superba del 1927 - prescelte come sempre ad aprire il corteo storico in omaggio alla vittoria della casa automobilistica bresciana alla prima edizion e- alle leggende anteguerra come BMW 328, Bugatti Type 35 e 37, Alfa Romeo 6 C 1750 GT, 8C 2300 Spider, 8C 2900 "Botticella", Aston Martin Le Mans, fino ad arrivare alle regine di prestazioni ed eleganza anni cinquanta come Mercedes 300 SL Ali di Gabbiano e Jaguar XK 120 e C Type, e alle Ferrari che hanno scritto la storia delle competizioni internazionali come le 166 MM, 250 MM e 340 America. Da regolamento, tutti modelli costruiti entro il 1957 e che abbiano partecipato ad almeno un’edizione della 1000 Miglia di velocità dal 1927 al 1957.
1000 MIGLIA 2026, le auto— Arrivano da tutto il mondo con vetture che siamo abituati a vedere nei musei e nei volumi più patinati dedicati alla storia dell'auto. Guidano gioielli di meccanica, pagine di storia che non temono il confronto con la contemporaneità, pronti a percorrere circa 2000 chilometri del leggendario tracciato a otto ispirato alle prime dodici edizioni di velocità, attraversando un' Italia in festa che attende con eventi di piazza e raduni di club il passaggio della Freccia Rossa. Ed è il parco vetture a rendere questa edizione quasi irripetibile. Cinquanta Alfa Romeo, ventisette delle quali anteguerra, che tornano a evocare i duelli di Campari e Nuvolari sulle 6C 1500 e sulle 1750 SS. Ai nastri di partenza anche la straordinaria 8C 2900 A "Botticella" proveniente dal Metropole Museum di Druten, in Olanda, con Frans Van Haren al volante, soprannominata così per le forme bombate della carrozzeria con parafanghi avvolgenti e abitacolo arretrato: fu proprio con questa vettura che Enzo Ferrari, allora pilota e preparatore, debuttò trionfalmente alla Mille Miglia del 1936, dominando la gara e conquistando i primi tre posti assoluti. Dalle più importanti collezioni americane arriva uno schieramente da batticuore di Ferrari da competizione animate dal leggendario dodici cilindri, come la 166 MM, 250 MM e 340 America, pronte ad avvolgere il pubblico con il loro sound inconfondibile. Accanto a loro sfilano le Maserati A6 GCS, punto di riferimento tecnico degli anni Cinquanta, le Jaguar C-Type e le XK120, tra cui la XK120 OTS Le Mans protagonista della 24 Ore del 1951 con i piloti Bob Lawrie e Ivan Waller che ottennero con la numero 21 il miglior piazzamento di sempre per una XK120 sul circuito de la Sarthe. E poi le rarissime Mercedes 300 SL Ali di Gabbiano, vetture nate proprio per le competizioni degli anni cinquanta e diventate icone di stile assoluto. A suggellare il valore eccezionale del convoglio, 79 vetture Participant: auto che la Mille Miglia di velocità la vissero davvero, tra il 1927 e il 1957, come la Ferrari 121 LM Spider Scaglietti del 1955 uscita dal garage di New Orleans, Louisiana, di John Houghtaling, che partecipò alla Freccia Rossa di quell'anno con al volante Piero Taruffi e orario di partenza "728", come ricordato sulla carrozzeria vettura: partito per ultimo nella nutrita squadra Ferrari il pilota romano dominò la prima parte di gara stabilendo un record di velocità da Brescia a Roma di 189 km/h. Gesta rimaste nella leggenda del motorsport che trasformano la rievocazione in qualcosa di più di una sfilata: è storia che torna a muoversi sulle stesse strade dove fu scritta. Come da tradizione, le Ferrari moderne del Ferrari Tribute 1000 Miglia anticipano il corteo storico, con partenza ufficiale a Desenzano del Garda il 9 giugno alle 14, per un viaggio di circa 1.900 chilometri attraverso 144 prove cronometrate e 8 prove di media. Lo spettacolo è garantito da una straordinaria varietà di modelli: dalle Dino 246 GT del 1972 e 512 BB del 1979 alle iconiche F40, Testarossa e 512 BB, fino alle più recenti SF90 XX Stradale e alle diverse declinazioni di 12 Cilindri, 488, 812 e 296.
MERCEDES- BENZ E TOYOTA IN PISTA— Tra le presenze più significative di questa 1000 Miglia 2026 spicca quella di Mercedes-Benz, con quattro 300 SL al via e sette clienti nel team ufficiale, assistiti dagli esperti del Mercedes-Benz Classic Center lungo tutte e cinque le tappe. Il cuore della squadra è una delle sole dieci 300 SL da corsa W 194 mai costruite: fu proprio con questo modello che Mercedes tornò a competere nel 1952, conquistando il secondo e il quarto posto assoluto alla Mille Miglia con Rudolf Caracciola e Paul Kurrle. Settantaquattro anni dopo, la W 194 percorre quelle stesse strade, e ad affiancarla, tre esemplari della 300 SL W 198, la leggendaria Gullwing, due dalla collezione aziendale e uno da Mercedes-Benz Italia, al volante del quale siederà Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia, insieme ai titolari delle concessionarie dei territori attraversati dalla corsa. La 1000 Miglia rappresenta da sempre anche un passaggio significativo anche nella storia delle grandi berline Mercedes, con il successo ottenuto nel 1956 dalla 220 Ponton, considerata una delle antenate dell'attuale Classe S. E proprio la Classe S sarà protagonista della partecipazione Mercedes-Benz a questa edizione della corsa storica, con la nuova Classe S della serie 223 ad accompagnare l'intero percorso della manifestazione, rappresentando il collegamento tra la tradizione del marchio - che celebra il 140° anniversario dell'automobile come la conosciamo (cioè con motore a scoppio) - e la sua attuale visione tecnologica. Per la prima volta quest'anno partecipa alla 1000 miglia anche Toyota Motor Corporation con l'evento di supporto 1000 Miglia Gran Turismo Experience 2026 creato insieme a Polyphony Digital, sviluppatore della serie di simulatori di guida Gran Turismo: cinque i veicoli iscritti, fra cui la Crown del 1955, prima automobile passeggeri completamente sviluppata in Giappone a livello nazionale, la Sports 800 del 1965, prima sportiva biposto della Toyota, la Supra JZA80, la 2000 GT sviluppata come una grande turismo di livello mondiale, su cui corre il team principal Toyota Gazoo Racing Jari-Matti Latvala. Fra collezionisti, appassionati e imprenditori che per una settimana vestono i panni da pilota, non mancano i volti noti: Melissa Satta e Carlo Beretta a bordo dell'Auto 1000, la vettura speciale che per tradizione apre il convoglio della Freccia Rossa, lo chef stellato Carlo Cracco, habitué dell'evento, al volante di una Lancia Aurelia B20 GT 2000 berlinetta Pinin Farina del 1951, l'ex pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella su SIATA 30 BC del 1954, e il campione di motociclismo Loris Capirossi alla guida di una Lancia Aprilia berlina 1500 del 1949.
1000 miglia 2026, il percorso— Si parte da Brescia il 9 giugno alle 11:30 dalla rampa di viale Venezia, puntando verso la Val Trompia e la Val Gobbia con un passaggio inedito a Lumezzane, poi la Val Sabbia, il Lago di Garda e la Valtenesi, quindi il Veneto tra Soave e Vicenza fino all'arrivo di tappa a Padova, città che riabbraccia la Freccia Rossa dopo nove anni di assenza, con un Gala da 1.100 invitati tra Piazza Insurrezione e Prato della Valle. Il 10 giugno il convoglio valica da Est a Ovest attraverso Ferrara, Modena e Reggio Emilia prima di affrontare il Passo dell'Abetone, con arrivo a Montecatini Terme. L'11 giugno è tutto Toscana: Lucca, Pietrasanta, Pisa, Pontedera, Peccioli, il pranzo nella storica Piazza del Campo a Siena e la Val d'Orcia, fino al giro di boa a Roma. Il 12 giugno la risalita tocca Terni, Foligno, Assisi, Gubbio, la Gola del Furlo e la Repubblica di San Marino, con arrivo a Rimini. Il gran finale del 13 giugno passa per Cervia, Ferrara e Mantova, con gli ultimi controlli timbro a Guidizzolo - dove nel 1957 si consumò la tragedia che chiuse la corsa di velocità - prima del rientro trionfale a Brescia. "Ogni edizione della 1000 Miglia è un'esperienza unica che sa rinnovarsi nel segno della tradizione"- spiega Beatrice Saottini, presidente 1000 Miglia Srl.
PADOVA E LA 1000 MIGLIA— Ci sono città che hanno un rapporto speciale con l'automobile. Non solo come mezzo, ma come idea, come sogno, come vocazione profonda. Padova è una di queste. E il ritorno della 1000 Miglia, martedì 9 giugno, dopo nove anni di assenza, non è soltanto una tappa di una corsa: è il ritorno di casa di qualcosa che appartiene all'identità stessa della città. La carovana della Freccia Rossa è passata per Padova ben 23 volte, dalle edizioni di velocità del 1927-1957 fino alla rievocazione storica moderna. Quest'anno il legame si rinnova con una tappa di straordinaria bellezza, organizzata grazie all'impegno dell'Automobile Club Padova e del suo presidente Nicola Borotto: le 450 vetture storiche percorreranno il centro storico, sosteranno in piazza Insurrezione e in Prato della Valle, a pochi passi dai tesori d'arte patrimonio Unesco, prima di ripartire il mattino del 10 giugno alle 7.30 da quel salotto lagunare che è tra i più grandi d'Europa. Un abbraccio tra due patrimoni, quello dell'arte e quello dell'ingegno meccanico, che a Padova trova radici profondissime, con un capitolo padovano legato alla storia dell'auto che precede persino Benz e Daimler. Enrico Bernardi, ingegnere e matematico nato a Verona nel 1841 ma formatosi e vissuto a Padova, ottenne nel 1882 un brevetto industriale per un motore a scoppio, anticipando di qualche mese i più celebrati inventori tedeschi. Due anni dopo, nel 1884, costruì per il figlio Lauro di cinque anni un triciclo a tre ruote in legno mosso da un motore a benzina: uno dei primi veicoli al mondo azionati in questo modo e l'Università di Padova conserva ancora oggi la sua eredità nel Museo di Macchine "Enrico Bernardi".
