(fonte Gazzetta dello Sport)
Sebastian Sawe, prima di correre la sua maratona, si è preparato con pane e miele. La scelta, raccontata da tre ricercatori britannici su The Conversation, rimette al centro un alimento che usiamo da migliaia di anni come dolcificante e fonte di energia, oggi tornato di moda tra chi cerca una spinta prima di allenarsi. Ma il miele è davvero un buon carburante sportivo? La risposta sta nella sua composizione e dipende dal momento in cui lo assumiamo... Il miele è fatto soprattutto di carboidrati, glucosio e fruttosio: zuccheri semplici che forniscono energia rapida. Durante lo sforzo il corpo attinge alle riserve di glicogeno accumulate nei muscoli e nel fegato, e quando queste si abbassano arriva la stanchezza e il rendimento cala. Il pregio del miele sta nel mescolare i due zuccheri. "Questi vengono assorbiti attraverso vie diverse nell'intestino, il che permette di utilizzarli contemporaneamente. Aumenta così la quantità di carboidrati assorbiti, mette meno sotto sforzo l'intestino e aiuta a sostenere l'energia fornita ai muscoli che lavorano durante l'allenamento, con la possibilità di ritardare la fatica" spiegano Henry Chung, Charlotte Gowers e Justin Roberts su The Conversation. È lo stesso principio per cui molte bevande sportive e i gel energetici contengono più fonti di zucchero.
Se il miele migliori sempre le prestazioni sportive, gli autori sono prudenti. Una ricerca su 75 minuti di allenamento di alcuni calciatori non ha trovato particolari vantaggi. Al contrario, "uno studio che ha dato ai ciclisti 15 grammi di miele ogni 16 chilometri durante una cronometro di 64 chilometri li ha portati ad avere una potenza maggiore negli ultimi 16 chilometri rispetto a chi aveva assunto un placebo" spiegano. E in ciclisti allenati che assumevano 90 grammi di miele all'ora per tre ore, il rendimento è risultato paragonabile a quello dei gel tradizionali. "Quindi, anche se il miele potrebbe non potenziare le prestazioni rispetto ad altri tipi di carboidrati, può funzionare altrettanto bene" è la loro conclusione.
Dove il miele dà il meglio è sicuramente nel recupero. "Il consumo di una bevanda a base di miele dopo l'esercizio aiuta a mantenere livelli più alti di glucosio nel sangue, che possono influenzare la prestazione successiva, in particolare quando il corpo è sotto stress aggiuntivo, come quando fa caldo" scrivono gli autori. In uno studio, dieci runner hanno corso un'ora sotto il caldo, riposato due ore e poi corso di nuovo: dopo aver assunto del miele, nella seconda prova hanno coperto circa il 10 per cento di strada in più. Oltre agli zuccheri, il miele contiene, infatti, piccole quantità di vitamine, minerali, amminoacidi e composti vegetali come i flavonoidi, con possibili effetti antiossidanti e antimicrobici.
Ma attenzione: non tutti i mieli sono uguali: quello di Tualang (malese) e il Manuka hanno più sostanze antibatteriche e antinfiammatorie, utili al recupero.
