domenica 28 giugno 2026

PAVIMENTO PELVICO: RESPIRA E CONTRAI

GLI ESERCIZI PER ALLENARLO MEGLIO

(fonte Gazzetta dello Sport)

Il pavimento pelvico è un gruppo di muscoli e tessuti connettivi che forma il "fondo" della nostra pelvi, sostenendo organi come vescica, intestino e utero. "È uno dei distretti più trascurati nell'allenamento femminile e tra i più importanti. La debolezza in quest'area si manifesta con incontinenza da sforzo (la perdita di urina quando tossisci, salti o ridi), sensazione di pesantezza pelvica, difficoltà nella connessione con i muscoli profondi durante gli esercizi, dolore o ridotta sensibilità" spiega Giulia Costa, ideatrice del metodo GCX, una delle esperte di Easypersonaltrainer, la piattaforma di allenamento di Gazzetta Active. Il protocollo proposto è accessibile a chiunque: nessun attrezzo, nessuna palestra, solo la consapevolezza del corpo e qualità di movimento. Impara a respirare. Il pavimento pelvico e il diaframma lavorano insieme, in sinergia costante. "Quando inspiri, il diaframma scende e il pavimento pelvico si rilascia leggermente verso il basso, come un ascensore che scende un piano. Quando espiri, il diaframma risale e il pavimento pelvico si contrae verso l'alto, l'ascensore risale. Respirare male, o peggio, trattenere il fiato sotto sforzo, crea una pressione intra-addominale che nel tempo danneggia proprio quei muscoli che vuoi allenare" spiega Giulia Costa.

La difficoltà numero uno che incontrano le donne è proprio questa: non riuscire a isolare il pavimento pelvico. "Si contrae tutto, glutei, adduttori, addome superficiale, ma il muscolo target rimane "silenzioso". L'immagine mentale funziona: "Immagina di dover interrompere il flusso dell'urina a metà. Quella sensazione, quella stretta interna, verticale, che sale verso l’interno, è la contrazione del pavimento pelvico. Non è una spinta verso il basso. È un sollevamento verso l'alto. Oppure: immagina di raccogliere un seme dal pavimento usando solo i muscoli interni della pelvi" precisa Giulia Costa. Nessuna contrazione visibile dall'esterno. Pura connessione interna: è importante la qualità, non la quantità. "Una contrazione corretta e consapevole vale dieci contrazioni automatiche. Prima di iniziare qualsiasi esercizio, fai questo test: siediti su una sedia, chiudi gli occhi, e prova a contrarre solo il pavimento pelvico, senza stringere i glutei, senza serrare le ginocchia, senza trattenere il fiato. Se riesci a farlo per 5 secondi, hai la connessione. Se non ci riesci, o se senti che si attiva tutto il resto tranne quello, stai allenando in modo compensatorio". Partiamo da zero con gli esercizi consigliati da Giulia Costa.

Come strutturare la sessione di allenamento del pavimento pelvico—  "I cinque esercizi che andremo a vedere possono essere eseguiti come sessione dedicata al pavimento pelvico (15–20 minuti), oppure come warm-up prima di un allenamento più intenso. Il consiglio è di inserirli almeno tre volte a settimana se stai lavorando attivamente sul riabilitare o potenziare quest'area".

Posizione di partenza: "Quadrupedia, colonna in posizione neutra. Cat (gatto arrabbiato): sull'espirazione, arrotonda la schiena verso il soffitto come un gatto. Il coccige si abbassa, la testa si abbassa, il pavimento pelvico si solleva e si contrae naturalmente. È come svuotarti dall'interno. Cow (mucca): sull'inspirazione, lascia scendere la pancia verso il pavimento, solleva testa e coccige. Il pavimento pelvico si rilassa e scende leggermente. Lascialo andare, è la fase di decompressione. Il cat-cow è spesso trattato come un semplice warm-up. In realtà, se eseguito con piena consapevolezza respiratoria e pelvica, è uno degli esercizi più terapeutici che esistano. Permette di sincronizzare diaframma, pavimento pelvico e mobilità vertebrale in un unico movimento fluido. Non correre. Non fare 20 ripetizioni meccaniche. Fanne 8, lente, collegate al respiro". 

Ripetizioni: 8–10 

Ritmo: un respiro completo per ogni posizione 

Focus: la fluidità del respiro guida il movimento

Posizione di partenza: "Sdraiata su un fianco, ginocchia flesse a circa 45°, fianchi impilati uno sull'altro, testa appoggiata sul braccio inferiore. Esecuzione: mantieni i piedi uniti e, sull'espirazione, ruota esternamente il ginocchio superiore verso il soffitto, come un'ostrica che si apre. Apri il più possibile senza ruotare il bacino. Inspira mentre riporti il ginocchio giù. Connessione pelvica: il clam attiva i rotatori esterni dell'anca, che sono strettamente collegati alla stabilità pelvica e al pavimento pelvico. Mentre apri il ginocchio, senti l'attivazione laterale del gluteo e, simultaneamente, il leggero impegno del pavimento pelvico nella fase di espirazione. Se il bacino oscilla o ruota quando apri il ginocchio, il range of motion è troppo ampio. Riduci l'apertura e lavora sulla qualità. Il controllo vale più dell'escursione". 

Ripetizioni: 12–15 per lato 

Variante: aggiungi mini-band sopra le ginocchia per più resistenza 

Attenzione: il bacino non deve mai ruotare 

Posizione di partenza: "A quattro zampe (quadrupedia), polsi sotto le spalle, ginocchia sotto i fianchi. Schiena in posizione neutra. Esecuzione: inspira per prepararti. Sull'espirazione, attiva il core profondo e il pavimento pelvico e solleva le ginocchia di 2–3 cm da terra. Il corpo forma quasi un piano orizzontale. Mantieni la posizione per 3–5 secondi, poi torna giù". 

Connessione pelvica: "L'hover è un'isometria di tutto il cilindro del core. Il pavimento pelvico è la base di questo cilindro. Non puoi stabilizzare la posizione senza attivarlo. Se lo senti sparire, abbassa di più le ginocchia e riduci il tempo di hold. L'errore più comune è bloccare il respiro. Testa in linea con la colonna, sguardo verso il basso, nuca lunga". 

Hold: 3–5 secondi per ripetizione 

Serie: 3–4 x 5–6 ripetizioni

Progressione: aumenta il tempo di hold, non l'altezza

Posizione di partenza: "Sdraiata sulla schiena, ginocchia flesse, piedi appoggiati a terra all'altezza dei fianchi, braccia lungo i fianchi con i palmi verso il basso. Esecuzione: inspira, nell'espirazione, premi i piedi a terra, contrai il pavimento pelvico e solleva il bacino verso il soffitto fino a formare una linea retta dalle spalle alle ginocchia. Mantieni la posizione per 2–3 secondi, poi torna giù controllando il movimento". 

Connessione pelvica: "La contrazione del pavimento pelvico precede il sollevamento del bacino. Prima attivi, poi sollevi. Sull'espirazione senti l'ascensore che sale. Non iperestendere la zona lombare in cima. Non è una gara a chi fa l'arco più grande. È un movimento controllato che parte dai glutei e dai muscoli profondi, non dalla schiena". 

Ripetizioni: 10–12 

Tempi: 2 secondi su, 2 secondi giù 

Variante avanzata: single-leg bridge

 Posizione di partenza: "In ginocchio, seduta sui talloni. La schiena è eretta, le mani appoggiate sulle cosce. Il movimento: da seduta sui piedi, porta lentamente il bacino in avanti fino a portarti in ginocchio con il busto perpendicolare al pavimento. È un'inclinazione progressiva della pelvi, non un sollevamento brusco. Visualizza il bacino come una ciotola d'acqua che inclini in avanti piano piano, senza versarla. Connessione pelvica: nella fase di avanzamento (bacino in avanti, corpo in estensione) espira e contrai il pavimento pelvico verso l'alto. Nella fase di ritorno, inspira e lascialo rilassare". Questo esercizio è prezioso proprio per la consapevolezza posturale che genera: "Impari a distinguere il posizionamento anteriore del bacino (anteversione) da quello posteriore (retroversione), e a controllare attivamente quella transizione". 

Ripetizioni: 8–10 lente e controllate 

Focus: il movimento è del bacino, non della schiena 

Respiro: espirazione nella fase di avanzamento

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