giovedì 30 luglio 2026

HUMAN RIGHTS FILM FEST

CINEMA, INCONTRI E DIRITTI UMANI DAL MONDO DAL 9 AL 13 SETTEMBRE A ROMA

Human Rights Film Fest torna a Roma per la seconda edizione dal 9 al 13 settembre 2026 con un programma ricco di proiezioni, incontri e ospiti internazionali. Ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS, il festival trasformerà ancora una volta il Parco del Torrione Prenestino in uno spazio aperto di confronto, partecipazione e dialogo, dove il cinema diventa strumento di conoscenza, memoria e difesa dei diritti umani. L'edizione 2026 propone cinque serate tematiche dedicate a Palestina, Sudan, Afghanistan, Myanmar e ai diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia, con documentari premiati nei principali festival internazionali, incontri con giornalisti, registi, ricercatori e difensori dei diritti umani, oltre al Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani. La call internazionale ha raccolto oltre 180 cortometraggi provenienti da più di 50 Paesi, confermando la crescente rilevanza internazionale del festival e offrendo uno sguardo sulle principali questioni sociali e politiche del nostro tempo. I dieci cortometraggi finalisti saranno proiettati durante il festival e il 12 settembre saranno annunciati i vincitori.

Il festival si aprirà mercoledì 9 settembre con una serata dedicata alla Palestina. Dopo la presentazione ufficiale della manifestazione, il talk "Palestina oggi: vivere, resistere, testimoniare" riunirà la scrittrice italo-palestinese Sarah Mustafa, l'attivista Maya Issa e rappresentanti di Amnesty International Italia per un confronto sulla situazione attuale, il ruolo della testimonianza e la difesa dei diritti umani.

A seguire saranno proiettati A State of Passion di Carol Mansour e Muna Khalidi (2024), intenso ritratto del medico palestinese Ghassan Abu Sittah durante la guerra a Gaza, e Gli Accampamenti di Kei Pritsker e Michael T. Workman (2025), documentario dedicato alle mobilitazioni studentesche internazionali a sostegno di Gaza.

Giovedì 10 settembre il festival accenderà i riflettori sul Sudan, al centro di una delle più gravi e meno raccontate crisi umanitarie del nostro tempo. Il talk "La guerra dimenticata: società civile, diritti umani e futuro" vedrà la partecipazione di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, di rappresentanti della comunità sudanese di Roma e dell'attivista indipendente Yasmine Accardo, per approfondire il conflitto in corso e le sue conseguenze sulla popolazione civile.

La serata proseguirà con la proiezione di Onwards! (Giddam!) di Hamad Gamal e Sarah Bachellerie (2025), dedicato alla rivoluzione sudanese e alle speranze di cambiamento della società civile, e di Khartoum di Anas Saeed, Rawia Alhag, Ibrahim Snoopy, Timeea Mohamed Ahmed e Philip Cox (2025), un intenso racconto corale sulla guerra e sull'esilio, presentato e premiato nei principali festival internazionali.

Venerdì 11 settembre sarà dedicato all'Afghanistan, con un approfondimento sulla condizione delle donne e della società civile. Interverranno Simona Lanzoni (Fondazione Pangea), la regista afghana Alka Sadat in collegamento, attivista e giornalista afghana Rahel Saja e Francesca Patrizi, la rappresentante del CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane. Accanto alla lettura di Rahel Saja, saranno proiettati The Female Voice of Afghanistan: Life After Life di Andreas Rochholl, Yalda Yazdani e Sebastian Leitner (2022), un documentario che segue alcune cantanti afghane negli ultimi giorni di libertà prima del ritorno dei talebani al potere, trasformandosi nella testimonianza di un mondo destinato a scomparire e del silenziamento delle voci femminili in Afghanistan, e Writing Hawa di Najiba Noori (2024), pluripremiato documentario che racconta il percorso di emancipazione di tre generazioni di donne afghane, mostrando come il ritorno dei talebani abbia spezzato sogni e conquiste, ma non il desiderio di libertà e autodeterminazione.

Sabato 12 settembre il festival celebrerà la cerimonia di premiazione del Concorso Internazionale di Cortometraggi, seguita dalla proiezione delle opere vincitrici. La serata proseguirà con il focus dedicato al Myanmar, attraverso il talk "Birmania: vite sospese, diritti negati", con la partecipazione di Albertina Soliani, già senatrice e presidente onoraria dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania, e di Naw Susanna Hla Hla Soe, già Ministra del Governo di Unità Nazionale del Myanmar, (in collegamento). A seguire saranno proiettati Thabyay: Creative Resistance in Myanmar di Jeanne Hallacy (2025), che segue quattro attivisti e artisti birmani impegnati a contrastare la dittatura militare attraverso poesia, musica e arti visive, mostrando il potere della creatività come forma di resistenza non violenta, e Song of Souls di Sai Naw Kham (2023), intenso ritratto dello Stato Shan, dove una celebre cantante popolare intreccia i propri canti alle tradizioni, ai rituali e alle ferite di un territorio segnato da oltre sessant'anni di conflitto, trasformando la memoria culturale in un atto di resilienza.

L'ultima giornata, il 13 settembre, sarà dedicata ai diritti dei popoli indigeni e alla tutela dell'Amazzonia. Il talk "Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni" vedrà la partecipazione di Survival International Italia e del giornalista Paolo Venezia. La serata proseguirà con la proiezione delle testimonianze del progetto Voci Indigene, seguite da Holding Up the Sky di Pieter Van Eecke (2023), un intenso ritratto del leader e sciamano yanomami Davi Kopenawa, che intreccia la sua battaglia per difendere la foresta amazzonica e il suo popolo dalla devastazione causata dall'estrazione illegale dell'oro con una profonda riflessione sul rapporto tra umanità e natura. A chiudere il festival sarà I nemici del popolo di Andrea Marinelli (2026), ambientato nell'Amazzonia ecuadoriana, un documentario che racconta l'impatto dello sfruttamento petrolifero sulle comunità indigene e sull'ambiente, dando voce a chi continua a difendere il proprio territorio e i diritti delle popolazioni locali nonostante minacce e pressioni.

Oltre alle proiezioni e agli incontri, il pubblico potrà vivere il festival anche attraverso un'area food, aperta ogni sera dalle 18.00 a mezzanotte, curata da Cooperativa Sociale Barikamà e con il coinvolgimento di diverse comunità internazionali presenti a Roma. Pensata per accompagnare il pubblico dall'aperitivo alla cena, l'area proporrà una selezione di piatti preparati con ingredienti provenienti dagli orti biologici della cooperativa Barikama, insieme a bevande analcoliche, birre, vini e cocktail. Tra le specialità in menu figurano focacce, hummus, babaganoush, cous cous, stufato halal in salsa mafé e altre proposte ispirate alle cucine del Mediterraneo e dell'Africa. In occasione della serata dedicata all'Afghanistan, il pubblico potrà inoltre degustare piatti della tradizione afghana, preparati in collaborazione con Multi Roma, trasformando il momento della cena in un'ulteriore occasione di incontro, scambio e scoperta tra culture diverse.

Attraverso queste collaborazioni, il festival si conferma uno spazio di dialogo tra cinema, società civile e comunità locali, promuovendo una cultura dei diritti umani capace di creare connessioni tra territori, esperienze e generazioni.

Human Rights Film Fest è organizzato da Ars Mundi APS e promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”. Human Rights Film Fest è un progetto sociale che trasforma spazi urbani periferici in luoghi di cultura e partecipazione.

Human Rights Film Fest

Presso Parco del Torrione Prenestino

Via Prenestina, 73 – Roma

dal 9 al 13 settembre

dalle 18 alle 24

Ingresso Libero

Infoline +393662182968

 

https://www.youtube.com/watch?v=XJe6pHjbF3o

 

https://www.hrff.it/

https://www.instagram.com/humanrightsfilmfest_/

https://www.facebook.com/humanrightsfilmfestrome/


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